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Netanyahu scatenato: annuncia possibile attacco a Gaza e vuole mano libera in Siria contro l'Iran

 

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in vista della prossime elezioni legislative non conosce freni, prima annuncia un possibile attacco a Gaza e poi al presidente russo Vladimir Putin dichiara che al suo Paese deve essere consentito di agire liberamente contro l'Iran.


Netanyahu in primis ha affermato che "sembra che non ci sarà altra scelta che intraprendere una campagna su vasta scala a Gaza".
 
L'incontro con Putin, che è stato il primo da diversi mesi, si è anche incentrato su un maggiore coordinamento tra Russia e Israele in Siria, secondo quanto riportato dai media israeliani.
 
"Il coordinamento della sicurezza tra di noi è sempre importante, ma è particolarmente importante ora, poiché nell'ultimo mese c'è stato un serio aumento dei tentativi da parte dell'Iran di colpire Israele dalla Siria e di piazzare missili di precisione da usare contro di noi", ha affermato Netanyahu all'inizio dell'incontro.
 
L'incontro ha luogo pochi giorni dopo che Israele ha presumibilmente attaccato una base appartenente a una fazione paramilitare irachena sostenuta dall'Iran nella città siriana di Albukamal.
 
Mentre Hezbollah ha negato qualsiasi perdita, i rapporti locali hanno riferito che durante gli attacchi sono stati uccisi fino a 18 combattenti iracheni.
 
Israele non ha ancora commentato queste accuse; non hanno inoltre confermato che i loro aerei da guerra erano alla base degli attacchi del 19 luglio alla base di Hashd Al-Sha'abi (Unità di mobilitazione popolare) nel Governatorato iracheno di Salaheddine.
 
L'Iraq ha dichiarato che continua ad indagare ancora sull'attacco, ma diversi funzionari hanno già incolpato Israele per queste incursioni.
 
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