Non cascate nella trappola: Il Giro d'Italia non partirà da Israele, ma da Gerusalemme. Partirà dalla Palestina occupata

Non cascate nella trappola: Il Giro d'Italia non partirà da Israele, ma da Gerusalemme. Partirà dalla Palestina occupata

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di Paola Di Lullo


Ce lo comunica la RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, "La Grande Partenza della Corsa Rosa, in programma dal 4 al 27 maggio e organizzata da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, infatti sarà in Israele, per la prima volta fuori dai confini dell'Europa e per la tredicesima fuori dai confini italiani."
 

E ce lo confermano i vari eventi messi in campo dal BDS Italia che, con delle biciclettate e del volantinaggio in varie città d'Italia, ci chiedono di boicottare l'evento che, grazie al cospicuo finanziamento del miliardario israelo-canadese, Sylvan Adams, celebrerà i 70 anni della nascita dello stato d'Israele, nascondendo la Nakba, l'occupazione, le leggi discriminatorie contro i Palestinesi.
 

Il BDS è uno strumento indispensabile per cercare di combattere l'occupazione israeliana, efficace soprattutto in alcuni settori, come quello accademico ed artistico, ma non solo, naturalmente. Da più tempo, chiede a gran voce l'espulsione di Israele dalla Fifa per comportamenti scorretti - eufemismo!- nei confronti degli atleti palestinesi, cui spesso viene impedito di partecipare a competizioni sportive, perché gli si nega il visto. O gli si sottrae l'attrezzatura sportiva. O li si sbatte in carcere. e potrei aggiungere diverse altre opzioni.
 

Per oggi, 25 novembre, il BDS ha organizzato varie biciclettate in diverse città d'Italia, allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica italiana su quanto avviene in Palestina e per esprimere il proprio dissenso alla partenza del Giro d'Italia da Israele. Naturalmente saranno presenti attivisti del BDS con dei volantini esplicativi.
 

Questo, il primo passo di un'azione di boicottaggio, volta a continuare nei mesi a seguire.
 

E però, a mio modesto avviso, il BDS è caduto nella trappola che vuole, appunto, che il Giro d'Italia parta da Israele, mentre invece partirà da Gerusalemme.
 

"Il Giro 2018 prende il via con una cronometro individuale disegnata su un percorso molto articolato all’interno dell’abitato di Gerusalemme, a ridosso delle mura della città storica. Si affrontano una dopo l'altra numerose svolte tra vie cittadine, vari i saliscendi.", ci dice la RCS Sport/La Gazzetta dello Sport.
 

Quindi, La RCS sport/La Gazzetta dello Sport, annuncia come prima tappa, appunto, Gerusalemme, occupata con la Cisgiordania e Gaza durante la Guerra dei Sei Giorni.
 

Perché il BDS non ha pensato di muoversi anche in questa direzione, contattando la RCS Sport e chiedendo di modificare la dicitura?
 

Svista, sicuramente. Che però costa cara, perché significa, in qualche modo, ratificare l'annessione di Gerusalemme. Di sicuro, ad Israele, oltre che mostrare il suo abito delle grandi occasioni, interessa che il mondo veda Gerusalemme come città israeliana, in attesa del tanto agognato spostamento della capitale da Tel Aviv a Gerusalemme. Israele sa perfettamente come insinuarsi nelle menti delle persone, già fin troppo assuefate ai media mainstream. Sa che la terminologia è fondamentale e funzionale per giustificare tutte le continue violazioni del diritto internazionale in Palestina.
 

Possibile che ciò sia sfuggito al BDS? Possibile che nessuno abbia pensato che Gerusalemme, tutta Gerusalemme, est ed ovest, sia Palestina, seppur posta sotto mandato internazionale, in quanto città contesa, perché sede delle tre religioni monoteistiche?
 

Il Giro d'Italia, pertanto, non partirà da Israele, come gli organizzatori ed i finanziatori israeliani vogliono farci credere, ma dalla Palestina Occupata.


Le ultime due risoluzioni ONU sulla città santa, la 476 del 30/06/1980 e la 478 del 20/08/1980, hanno definito la l'annessione di Gerusalemme una violazione del diritto internazionale ed un serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente,cristallizzando la situazione della città. Le due risoluzioni arrivano dopo la risoluzione 242 del 22.11.1967, con cui l'ONU ingiunse a Israele di ritirarsi dai territori conquistati militarmente ( conquistare territori altrui con la forza è contrario alla carta dell’ONU ) e la risoluzione 338 del 1973 del consiglio di sicurezza dell’ONU che chiese nuovamente alle parti di applicare la risoluzione 242.
 

E perciò, mio personale consiglio, guardiamo la partenza del Giro d'Italia da Gerusalemme, proviamo a spegnere i televisori durante la II, Haifa-Tel Aviv, e la III tappa, Be'er Sheva-Eilat. E riaccendiamoli quando il Giro tornerà in Italia. L'audience dirà più di quanto potrei continuare a scrivere io.
 

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