Palestina, 28 settembre 2000. La "passeggiata" di Sharon e l'inizio della Seconda Intifada

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Palestina, 28 settembre 2000. La "passeggiata" di Sharon  e l'inizio della Seconda Intifada

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di Paola Di Lullo
 
 
Il 28 settembre 2000 Sharon, allora capo dell'opposizione nel Parlamento israeliano, compie un clamoroso gesto dimostrativo. Lui, sempre lui, il boia di Sabra e Chatila, accompagnato da una scorta armata, circa un migliaio di uomini, fa il suo ingresso plateale nella Spianata delle moschee a Gerusalemme.


 
La Spianata, dove si ergono la moschea di al Aqsa e la Cupola della Roccia, è luogo sacro ai musulmani che vi indicano il punto in cui Maometto compì il suo miracoloso "viaggio notturno". Con il suo gesto Sharon intese far capire ai palestinesi che anche quella parte della città sottostava alla sovranità israeliana. L'episodio, che fu definito "la passeggiata di Sharon", scatenò una serie di reazioni che portarono all' inizio della Seconda Intifada.


 
Dietro il casus belli, i problemi sorti poco dopo gli accordi di Oslo, quando, oltre ad un clima di forte opposizione politica al processo di pace fomentato da gruppi della destra israeliana, avvennero alcuni gravissimi fatti di violenza. Il più grave fu l'uccisione del Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin da parte di un estremista religioso ebreo, il 4 novembre 1995.


 
L'anno prima, il 25 febbraio 1994, un colono ebreo, Baruch Goldstein, aprì il fuoco sulla folla in una moschea di Khalil, compiendo una strage. 29 i palestinesi assassinati nella moschea, più lo stesso Goldestein. La strage portò, nel gennaio del 1997, al cosiddetto "Protocollo di Hebron", con cui la città nel venne divisa in due settori: H 2 (circa il 20% della città, il suo cuore pulsante), sotto controllo dell'esercito israeliano, e H 1, affidata al controllo dell'Autorità Palestinese. Il democratico ed equo modo di Israele di condannare l'ennesima strage.


 
Non c'è accordo su quando si possa considerare conclusa la seconda intifada: si può sottolineare una distensione nei rapporti fra Israele e ANP nel 2004, fino a quando la morte di Arafat e la caduta in coma di Sharon non hanno rivoluzionato lo scenario.
 
Il boia è poi schiattato nel gennaio 2014.
 
In generale la fine dell'intifada è stimabile nel 2005. Le cifre della seconda intifada, aggiornate al 15 febbraio 2006, parlano di un totale di 4.995 morti di cui 3.858 di parte palestinese e 1022 di parte israeliana. Al 28 settembre 2006, a sei anni esatti dall'inizio della Seconda Intifada, molti mezzi di comunicazione riportarono la cifra di 4312 morti palestinesi e di 1084 morti israeliani. A sette anni dall'inizio, secondo il Centro Palestinese di Statistica, i morti palestinesi erano 5000.
 
 

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