La mia Gaza/Stallo sull'annessione della Valle del Giordano. L'ANP verso lo s...

Stallo sull'annessione della Valle del Giordano. L'ANP verso lo scandalo di nuovi colloqui con Israele. Cui prodest?

 

l'AntiDiplomatico ha bisogno del tuo aiuto. Una tua piccola donazione può essere vitale per la nostra battaglia di informazione.

Di Paola Di Lullo
 
Nonostante la fretta e le dichiarazioni di Netanyahu, nessun annuncio di annessione per ieri.


Avrebbe dovuto essere, difatti, il 1 luglio il giorno in cui Israele avrebbe dato il via all'annessione della Jordan Valley, così come previsto dal piano Trump, il cosiddetto accordo del secolo. Accordo tra USA ed Israele, con l'esclusione dell'attore principale, la Palestina.

Ed invece Trump frena. Prende tempo. Sarà che teme le prossime elezioni, a novembre. Sarà che il 25 giugno, 199 su 233 membri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, tra cui  23 ebrei su  25 , hanno firmato una lettera che va decisamente contro l'unilaterale annessione.

In verità, lunedì, Benny Gantz aveva dichiarato che con le infezioni da coronavirus  in aumento, qualsiasi annessione del territorio della Cisgiordania avrebbe dovuto attendere.
Ma Bibi non molla. Continua i colloqui con gli americani ed ieri è stata la volta del capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale e dei capi della sicurezza, mentre l'inviato speciale degli Stati Uniti per i negoziati internazionali,  Avi Berkowitz, e Scott Leith, del Consiglio di Sicurezza Nazionale dell'ONU, sono rientrati a Washington.

In Israele sia il ministro degli Esteri, Gabi Ashkenazi, che l'ex capo dello Shin Bet, nonché ex membro del Likud alla Knesset, Avi Dichter, hanno raccomandato a Netanyahu di prendere una decisione per attuare la sovranità israeliana in tutti gli insediamenti israeliani in Cisgiordania spiegando che "Non vi è alcun motivo per cui mezzo milione di israeliani debbano vivere in modo diverso dagli altri, dal momento che la terra su cui si trovano non è sotto sovranità israeliana".

Dichter ritiene che non sia necessario attendere il via libera dall'amministrazione americana per iniziare l'annessione "Se Israele avesse dovuto aspettare, non avrebbe annunciato la sua istituzione. Israele ha preso tante altre misure senza aspettare. È giunto il momento di annettere la Cisgiordania".

 

 


Il ministro della cooperazione regionale,  Ofir Akunis,  ha invece affermato che Israele annetterà porzioni della Cisgiordania a luglio, ma solo dopo che il presidente [Trump] avrà rilasciato una dichiarazione in merito.
Ieri, però, è stata la giornata della rabbia di Gaza. Dopo le manifestazioni tenutesi a Gerico, la scorsa settimana, che hanno visto la partecipazione di migliaia di palestinesi e di decine di diplomatici stranieri, britannici, cinesi, russi, giapponesi e giordani, tra cui l'inviato per la pace delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Nickolay Mladenov, ed il rappresentante dell'Unione Europea, Sven Kuehn von Burgsdorff, oggi da Al Sina'a Street, nel centro della Striscia, fino alla rotonda di Ansar,è stato un tripudio di bandiere palestinesi e di slogan contro l'occupazione ed a favore dell'unità nazionale di fronte ai piani israeliani.

Dal canto suo, l'ANP, nella persona del primo Ministro,Muhammad Shtayyeh, aveva illustrato, la scorsa settimana, a Fasayil, villaggio della Valle del Giordano,  un pacchetto di progetti per implementare le attività nella regione ed opporsi all'annessione. Si parla di sgravi fiscali,  pozzi d'acqua che pompano 3,5 milioni di metri cubi di acqua, acquisto di cinque nuovi trattori,  prestiti agevolati per chi volesse lavorare nella Valle, centrali elettriche con pannelli solari, agevolazioni per la costruzione di case, borse di studio, filiali in loco della banca centrale, due autopompe antincendio,tre cliniche mobili, 3 nuove scuole con impianto di climatizzazione,  incentivi per gli investitori, soprattutto se giovani.

Non manca un progetto interamente dedicato alle donne che coltivano la terra, con la creazione di apposite cooperative agricole.

La chiosa finale recita "La Valle, come Gerusalemme, Gaza e il resto dei territori palestinesi, è una componente importante dello stato della Palestina e rimarremo fedeli a ogni centimetro di questa terra... il progetto di annessione israeliano è un progetto programmato, e la Valle del Giordano è minacciata dai giorni del Progetto Allon del 1968 che prevedeva l'annessione della stessa. Israele dice  che o gliela cediamo o se la prenderà, noi diciamo loro che non  gliela daremo e non se la prenderanno."

Stupisce, o forse no,  perciò leggere che i palestinesi siano pronti a riprendere i colloqui di pace a lungo termine con Israele, ma non secondo i termini delineati nella proposta di Trump (annessione della Jordan Valley, eccetto Jericho e dintorni, e delle colonie ebraiche considerate illegali secondo il diritto internazionale, in cambio di uno stato palestinese smembrato e smilitarizzato  e senza alcuna sovranità),  e ad accordare concessioni territoriali "minori", secondo una controproposta al piano degli USA.

Il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh aveva dichiarato il 9 giugno che l'Autorità Palestinese aveva redatto una risposta alla proposta degli Stati Uniti, ma non aveva menzionato colloqui diretti con gli israeliani.

Anche in questo caso, il premier Shtayyeh non aveva dichiarato in luogo di annessione i palestinesi avrebbero proclamato la nascita della Stato di Palestina nei confini del 1967 con Gerusalemme capitale?

L'ANP ha affermato che la controproposta verrà ritirata se Israele procederà con l'annessione "di qualsiasi parte del territorio palestinese".

"Nessuno ha lo stesso interesse dei palestinesi nel raggiungere un accordo di pace e nessuno ha così tanto da perdere quanto i palestinesi in assenza di pace", è scritto nella lettera inviata ad USA, ONU, UE e Russia.

"Siamo pronti ad avere il nostro stato con un numero limitato di armi e una potente forza di polizia per sostenere la legge e l'ordine", ha detto, aggiungendo che accetterebbe una forza internazionale come la NATO, incaricata dalle Nazioni Unite, di monitorare il rispetto con qualsiasi eventuale trattato di pace.
Il testo propone anche "piccoli cambiamenti alle frontiere che saranno stati reciprocamente concordati, sulla base dei confini del 4 giugno 1967", quando le forze israeliane occuparono la Cisgiordania.

Lunedì il capo delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato che tale annessione sarebbe in violazione del diritto internazionale.

"L'annessione è illegale. Qualsiasi annessione. Che si tratti del 30 percento della Cisgiordania o del cinque percento", ha dichiarato Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, in una dichiarazione condannata da Israele.

L'Unione Europea si oppone e chiede a Israele di abbandonare le sue ambizioni di annessione.

Martedì scorso, il capo della politica estera dell'Unione europea, Josep Borrell, ha accennato a possibili sanzioni punitive contro Israele come risposta all'annessione.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha affermato che l'annessione di Israele alle terre palestinesi non passerà senza conseguenze.

Martedì il parlamento olandese ha approvato una risoluzione che esorta il governo a esplorare possibili sanzioni contro Israele se andrà avanti con i suoi piani di annessione unilaterale di parti della Cisgiordania.

Si prevede che il Bundestag tedesco discuterà una risoluzione che condanna anche il piano di annessione di Gerusalemme, sebbene non sia stato ancora presentato un progetto e non sia possibile prevedere se la mozione otterrà la maggioranza. La maggior parte dei legislatori tedeschi, sebbene non tutti, si oppongono all'annessione, ma è improbabile che chiedano sanzioni contro lo stato ebraico.

Venerdì, il parlamento belga ha approvato a stragrande maggioranza una risoluzione che sollecita Bruxelles ad agire per impedire a Israele di annettere unilateralmente parti della Cisgiordania e di sostenere attivamente misure punitive a livello europeo se procederà con il suo controverso piano.
La risoluzione invita inoltre Bruxelles a svolgere un ruolo di primo piano nella formulazione di un "elenco di contromisure efficaci volte a rispondere in modo proporzionale a qualsiasi annessione israeliana del territorio palestinese occupato".

In un'intervista rilasciata al giornale israeliano Yedioth Ahronoth ieri, il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato che sebbene sia un "appassionato difensore di Israele", considera l'annessione come "contraria agli interessi a lungo termine di Israele", promuovendo il ritorno ad i colloqui di pace.

La Giordania, una delle uniche due nazioni arabe che hanno legami diplomatici con Israele, ha avvertito che l'annessione potrebbe innescare un "conflitto di massa" e non ha escluso la revisione del suo trattato di pace del 1994 con Israele.

Inoltre, la scorsa settimana, oltre un migliaio di legislatori di tutta Europa hanno firmato una dichiarazione contro l'annessione pianificata da Israele, sollecitando azioni decisive per impedire lo spostamento e misure punitive se andrà avanti.

"Noi, parlamentari di tutta Europa impegnati in un ordine globale basato su regole, condividiamo serie preoccupazioni per il piano del presidente [Donald] Trump [USA] per il conflitto israelo-palestinese e per l'imminente prospettiva dell'annessione israeliana del territorio della Cisgiordania. Siamo profondamente preoccupati per il precedente che questo creerebbe per le relazioni internazionali in generale ”, si legge nella dichiarazione.

Il piano di pace degli Stati Uniti, che costituisce la base del piano del primo ministro Benjamin Netanyahu di annettere l'intera Valle del Giordano e tutti gli insediamenti in Cisgiordania - pari a circa il 30 percento del territorio - a partire dal 1 ° luglio, "si discosta da parametri e principi concordati a livello internazionale ", ha aggiunto la dichiarazione.
L'annessione sarebbe "fatale per le prospettive di pace israelo-palestinese e sfiderà le norme più elementari che guidano le relazioni internazionali",  continua.

La dichiarazione è stata firmata da legislatori appartenenti a partiti in tutto lo spettro politico di 25 paesi, compresi alcuni considerati molto amichevoli con Israele come la Germania e l'Ungheria.

"Siamo profondamente preoccupati per l'impatto dell'annessione sulla vita di israeliani e palestinesi, nonché per il suo potenziale destabilizzante in una regione alle porte del nostro continente", ha affermato.

La dichiarazione ha poi continuato a chiedere ai leader europei "di agire con decisione in risposta a questa sfida".

Il senatore Bernie Sanders si è unito a una lettera anti-annessione"Apatheid", fatta girare dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, che chiede di tagliare gli aiuti militari degli USA  ad Israele qualora dovesse proseguire con il suo piano.  Sanders è l'unico senatore ad aver firmato la lettera, insieme a 12 democratici, tra cui Rashida Tlaib, Betty McCollum, Pramila Jayapal e Ilhan Omar.

La lettera inviata martedì al segretario di stato Mike Pompeo, esorta l'amministrazione Trump a non dare il via libera alla mossa, avvertendo che" getterebbe le basi affinché Israele diventi uno stato di apartheid".

Potrei osservare che Israele è già uno stato di apartheid, che le annessioni, le privazioni, i soprusi, le esecuzioni, sono all'ordine del giorno. Che se continua a poter violare quando e come gli pare il diritto internazionale è perché, sino ad oggi, tutto gli è stato concesso, incluso il furto di Gerusalemme est. Incluso, ma non unico.
 


 

Potrei osservare che, seppur blandamente,  la diplomazia internazionale si muove. Mentre Abbas non devia di un centimetro le sue posizioni. Non occorre essere dei geni per comprendere che i colloqui di pace sono stati una farsa, lunga trent'anni e pagata dal popolo palestinese tutto. Ed allora questa proposta nasce da leggerezza, ignoranza o opportunismo? Ma davvero c'è ancora qualcuno che può credere che i colloqui di pace possano risolvere una situazione incancrenita, che ha visto i palestinesi perdere case, terre, corsi d'acqua, ma, soprattutto, vite? Sul serio qualcuno crede che sia ancora il tempo delle parole? Il tempo di concedere fiducia ad Israele? Il tempo di conversare amabilmente del nulla intorno ad un tavolo sorseggiando caffè, mentre lì fuori la gente muore?

No, nessuno può essere così cieco, così superficiale. Mentre qualcuno, che rappresenta sé stesso e la sua cricca, può sì essere così opportunista.
 
 
FONTI

Maan News Arabic: https://www.maannews.net/news/2011778.html
https://www.maannews.net/news/2011107.html
https://www.maannews.net/news/2011731.html
 
The Jerusalem Post https://www.jpost.com/international/house-democrats-sign-letter-to-israel-
warning-about-annexation-
632875?fbclid=IwAR3kNMWf6OKr8GUuctVnhgNu8nYk_SwdrtcC3PIViQ0tQRoyAr-7bfJmybk
https://www.jpost.com/israel-news/annexation-decision-likely-to-be-made-next-week-633456

The Times of Israel:  https://www.timesofisrael.com/in-counter-to-us-peace-plan-palestinians-
say-ready-for-direct-talks-with-israel/

Al Jazeera: https://www.aljazeera.com/news/2020/07/israel-signals-occupied-west-bank-
annexation-move-imminent-200701072958427.html

La Stampa: https://www.lastampa.it/esteri/2020/05/20/news/abu-mazen-manda-in-soffitta-oslo-siamo-uno-stato-sotto-occupazione-1.38866745
 
 
Notizia del:
Notizia del:
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy Change privacy settings
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa