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"Non posso servire in buona fede Trump". Alto dirigente della CIA si dimette con una lettera al WP

 
 
Edward Price ha lavorato alla Cia dal 2006 fino a questo mese. Ultimo, importante, incarico: portavoce del  National Security Council. In una lettera pubblicata da  The Washington Post, ha spiegato le regioni delle sue dimissioni: “per essere chiaro, la mia decisione non ha nulla a che fare con la politica" perché spiega ha servito “orgogliosamente presidente repubblicani e democratici”.

Ma con Trump è diverso. "Non posso servire in buona fede questa amministrazione come professionista dell'intelligence", scrive nella lettera.
 
L'ultima goccia è stata la decisione di inserire il suo consigliere strategico della Casa Bianca, Stephen Bannon alla National Intelligence.
Un uomo, sottolinea Price, "che si è fatto un'esperienza come campione sui media del nazionalismo bianco". Trump "non ha bisogno di professionisti dell'intelligence che, dicendo la verità al potere, possano sfidare la cosiddetta ortodossia dell'America first che vede nella Russia un alleato e nell'Australia un asino da bastonare".
 
"Le sue azioni una volta insediato sono state ancora più scioccanti", prosegue Price, commentando le dichiarazioni di Trump rispetto a quanto l’intelligence Usa dicesse a proposito degli “hacker russi”.

La migliore conclusione a questa lettera è quella che sceglie il blog Usa Zero Hedge: “Ha il Presidente Trump creato un ambiente che si  auto-purifica?”
 
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