Per me questa è resistenza

Per me questa è resistenza

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

Guardo queste foto e penso: mi colpisce l'assenza di sensibilità in coloro i quali scendono in piazza contro i fascismi. Ancor di più sono disorientato nell'osservare indifferenza e astio da parte di coloro i quali provano disperatamente a restare a galla nel dibattito politico del paese, continuando a rievocare il mito della Resistenza.

Penso che i lavoratori del porto di Trieste abbiano scritto e stiano ancora scrivendo una bella pagina nella storia del lavoro in Italia e credo che stiano lottando per la Costituzione e per tutti noi.

C'è chi difende il green pass appellandosi al principio della salute pubblica e ridicolizza questi lavoratori in protesta, magari con la spocchia di chi sa coniugare meglio un congiuntivo: nulla di più ridicolo. Semplicemente ricordo che ad oggi quella della vaccinazione è una scelta libera: è la legge a stabilire la libertà di scelta e un paese costituzionalmente orientato deve rifarsi al principio di legalità.

A fronte di questa scelta ora è in atto una discriminazione: quella nei confronti di coloro i quali hanno scelto di non ricorrere al vaccino. Se vogliamo rispettare la Costituzione esistono solo due strade: quella dell'obbligo vaccinale (ex art. 32, con tutte le responsabilità che ne derivano) o quella del tampone gratuito (ai sensi del secondo comma dell'articolo 3).

Il resto è fuffa, roba da salotti bene, roba da Parioli, "cirinnate".

Le regole in materia di lavoro hanno una funzione fondamentale (tra le tante): educano la comunità del lavoro, la indirizzano verso una certa e specifica etica collettiva. Un mondo del lavoro precario costituisce un corrosivo deterrente alla partecipazione: è ovvio, oggi siamo tutti ricattabili.

Ecco perché i lavoratori di Trieste meritano ancora più considerazione e rispetto: lottano in un contesto avverso, denigrati da parte dell'opinione pubblica, irrisi dalla stampa serva, sgombrati dal potere costituito (che a mio avviso non rappresenta più esercizio legittimo di coercizione fisica).

Non voltatevi dall'altra parte solo perché la vostra scelta è stata differente: ci stanno abituando alla divisione e all'odio, al disprezzo, all'emarginazione.

È questa l'Italia che vogliamo?

Savino Balzano

Savino Balzano

Savino Balzano, nato a Cerignola nel 1987, ha studiato Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Perugia. Autore di "Contro lo Smart Working" (Laterza, 2021) e di "Pretendi il Lavoro! L'alienazione ai tempi degli algoritmi" (GOG, 2019). Sindacalista, si occupa di diritto del lavoro, collabora con diverse riviste.

Potrebbe anche interessarti

Dove sono ora quei 12 milioni di italiani che votarono per Renzi? di Francesco Erspamer  Dove sono ora quei 12 milioni di italiani che votarono per Renzi?

Dove sono ora quei 12 milioni di italiani che votarono per Renzi?

Quei quattro scemi che intervistano Renatino... di Paolo Desogus Quei quattro scemi che intervistano Renatino...

Quei quattro scemi che intervistano Renatino...

Renatino è un crumiro infelice di Giorgio Cremaschi Renatino è un crumiro infelice

Renatino è un crumiro infelice

Biden e l'idea fantastica di un "vertice delle democrazie"   di Bruno Guigue Biden e l'idea fantastica di un "vertice delle democrazie"

Biden e l'idea fantastica di un "vertice delle democrazie"

Il mondo delle Scommesse e dei soldi facili negli Usa di  Leo Essen Il mondo delle Scommesse e dei soldi facili negli Usa

Il mondo delle Scommesse e dei soldi facili negli Usa

Il Nodo gordiano dei Taleban Il Nodo gordiano dei Taleban

Il Nodo gordiano dei Taleban

“L’Urlo” di Severgnini è forte, ascoltiamolo! di Roberto Cursi “L’Urlo” di Severgnini è forte, ascoltiamolo!

“L’Urlo” di Severgnini è forte, ascoltiamolo!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti