Draghi non è mai caduto. "I busti di La Russa" nuova arma di distrazione di massa

Draghi non è mai caduto. "I busti di La Russa" nuova arma di distrazione di massa

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Ancora oggi il punto sul quale si scervellano tutti i giornali mainstream è rappresentato dal "miracolo" realizzatosi ieri a Palazzo Madama. 

Com'è possibile, si domandano gli scienziati della politica Bignami, che la sinistra abbia votto un neo (o post? sul punto sono confusi) fascista?

Una domanda che fa acqua da tutte le parti.  

Prima di tutto vale la pena ricordare come già da prima delle elezioni qualcuno provasse a far notare come i partiti di sistema altro non sono che meri cartelli elettorali e che, levata la banale copertina di un simbolo scialbo, sotto altro non ci fosse che la solita melma neoliberista: Draghi non è mai caduto (la sua al massimo è stata una ritirata strategica) e ci aspetta la stessa identica agenda, un libro nero che viene da lontano e che significa impoverimento dei più deboli e svendita del paese. Il governo che sta per nascere, già il toto ministri lo ha confermato, sarà in perfetta continuità con quanto ordinato dai nostri padroni di Bruxelles (ma soprattutto di Washington).



I "patrioti" obbediranno. In secondo luogo, e vale come proseguo della precedente osservazione, colpisce il racconto di chi immagina l'esistenza di una opposizione a questo governo: faceva ridere quando a Chigi c'era Berlusconi, figuriamoci oggi, dopo anni e anni di ammucchiate.

Non ci sarà alcuna opposizione: c'è un sistema che si autoconserva e autotutela e ieri lo ha dimostrato.  

Poi c'è la storia del fascismo. ieri la trasmissione di Formigli non me la sarei persa per nulla al mondo. L'avevo vista prima di vederla, ma ci tenevo troppo.

Questa storia che sono arrivati i neri, quelli antidemocratici e autoritari, quelli che non penseranno agli ultimi ma solo ai ricchi, magari con qualche condono: che pena...  Non mi sorprende che certe cose si affermino, per carità, però mi turba la disonestà intellettuale di chi non si rende conto di quanto i fascisti fossero i governi tecnici: la loro diffidenza verso il Parlamento e la politica (la esprimeva anche Mussolini criticando il parlamentarismo), come pure l'idea del pilota automatico, le riforme neoliberiste e tutti gli interventi che per decenni hanno indebolito i lavoratori e i più fragili.

Cosa c'è di più fascist di un'agenda del genere, sorretta da una propaganda cieca e acritica?

Mi considero sinceramente antifascista: a me il fascismo fa schifo, mi da il vomito e penso che i neofascisti siano tendenzialmente dei minorati mentali Ma il mio antifascismo, che peraltro mi è impossibile non nutrire dal momento che per me la Costituzione è tutto, lo rivolgo a ciò che di fascista ho visto in questi anni e, per quanto mi riguarda, il fascismo (quello vero) al governo ce l'abbiamo avuto per quasi tutta la scorsa legislatura.

Ma parliamo dei busti di La Russa...

Savino Balzano

Savino Balzano

Savino Balzano, nato a Cerignola nel 1987, ha studiato Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Perugia. Autore di "Contro lo Smart Working" (Laterza, 2021) e di "Pretendi il Lavoro! L'alienazione ai tempi degli algoritmi" (GOG, 2019). Sindacalista, si occupa di diritto del lavoro, collabora con diverse riviste.

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