Putin ha preso la decisione

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Putin ha preso la decisione. La pazienza è finita del tutto. Ancora poco e la Russia è sotto il tiro diretto dei pazzi occidentali.  “Non abbiamo più dove ritirarci”, aveva detto recentemente Putin. Oramai messa al muro, non le è rimasto più nemmeno un centimetro per retrocedere.  La loro intenzione è di distruggere la Russia. E’ chiaro come il sole. Dopo tre round di trattative, nell’aria è sempre più pungente l’odore della polvere. Le trattative sono entrate in un vicolo cielo, nessuno, né la Nato, né gli USA, né la Russia, vuole cedere.  La situazione è critica perché quando i diplomatici non riescono a mettersi d’accordo, significa che andranno avanti i carri armati.

Il contatto dei diplomatici russi con quelli americani e della Nato è avvenuto per volontà e ordine di Putin, come ha fatto capire bene Lavrov, non perché Putin sia convinto che il dialogo porti a qualche risultato, ma perché prima bisogna cominciare dal tentativo della regolazione politica, cioè col dialogo, spiegando diplomaticamente alle parti come stanno le cose. L’onore del capo di Stato richiede prima di tutto il metodo diplomatico, anche se le chance sono poche.  Tuttavia, fargli capire di cosa si tratta è stato un esercizio poco gratificante e senza risultati, i diplomatici russi hanno rivelato che per un’ora e mezza hanno dovuto spiegare e rispiegare la posizione della Russia, in breve la situazione odierna non è più tollerabile e accettabile, urge che venga cambiata, o diplomaticamente, oppure sarà costretta a ricorrere ad altri metodi, dai tecnico-militari ai militari.

Di più la Russia non svela. Putin aveva detto che dipende dalle proposte che riceverà dai militari russi, la Russia non spiega cosa farà in caso di rifiuto anche per non creare l’idea sbagliata  che la Russia minacci.  La Russia non minaccia, semplicemente ha preso coscienza dell’inaccettabilità della situazione e del pericolo imminente, perciò propone colloqui pacifici per raggiungere accordi, propone “un pacchetto intero di accordi e non un menù a scelta”.  In caso contrario, prenderà le sue misure di difesa, impiegando metodi forza. Perciò è sempre meglio mettersi d’accordo prima che dopo. Ma qual è la reazione dell’Occidente? L’Occidente ha paura.  Ha paura e cerca di schivare il colpo, cioè evitare le trattative. Tutta l’epopea ucraina di questi ultimi giorni è stata totalmente escogitata per tentare di spostare il nocciolo delle trattative al problema dell’Ucraina, liberandosi così delle richieste della Russi, cavandosela con degli accordi sull’Ucraina. L’Occidente non capisce la serietà delle intenzioni della Russia.

Così si spiega la folle corsa in questi giorni nel lanciare contro la Russia una miriade di accuse, minacce e altre sanzioni di ogni genere, di cui si son fatti portavoce negli USA svariati politici e organi di stampa. A Washington sembra siano seriamente convinti che la Russia attacchi l’Ucraina, tre giorni fa i Democratici hanno illustrato al Congresso un pacchetto di imminenti sanzioni, ancora da perfezionare, che comprendono addirittura quelle “personali” contro Putin e il ministro della Difesa, Shojgu e, “per ogni eventualità” anche contro le loro (inesistenti - N.d.T.) “proprietà all’estero”.

La CNN e la NYT hanno comunicato che “gli Stati Uniti sono in possesso di informazioni e dati sulla preparazione di Mosca di “provocazioni sotto bandiera straniera”, in parole concrete – operazioni segrete, nell’Ucraina orientale. “La Russia si sta fabbricando un motivo per l’invasione”- ha dichiarato il Consigliere del presidente americano per la Sicurezza, Jack Sullivan.  Il Cremlino ha prontamente replicato: “sono parole vuote, non provate dai fatti” 

Verrebbe da commentare che evidentemente solo all’Occidente è permesso di inventarsi motivi falsi per l’invasione di altri paesi!

Victoria Nuland, famosa per aver guidato il colpo di stato a Kiev nel 2014, nota per la sua scaltrezza nel diffondere menzogne (ha preso parte attiva anche nella diffusione del dossier falso contro Trump) ieri ha raccontato dell’esistenza di 18 scenari di sanzioni contro la Russia, preparati dagli Stati Uniti, nel caso la Russia aggredisca l’Ucraina.  La Nuland ha sottolineato che non intende rivelare i dettagli di questi 18 scenari,  “semplicemente -  ha sottolineato con enfasi - noi e i nostri alleati siamo pronti a dare alla Russia un dolore molto acuto, e anche molto velocemente se la Russia aggredirà in qualunque forma l’Ucraina”   Poi, tuttavia, ha dovuto ammettere in un’intervista al Financial Times che sul probabile attacco russo all’Ucraina “non ci sono prove concrete, però tutto è possibile, visto come si comporta la Russia in tutto il mondo”  E questo sarebbe un discorso serio da parte di chi ricopre la poltrona di vice segretario di Stato americano?

La Russia ha preso ben coscienza del fatto che gli Stati Uniti hanno distrutto il sistema di sicurezza europeo e ora tentano di abbattere anche l’istituto dell’ONU imponendo a tutto il mondo le proprie regole.

La Russia esige che venga rispettata la sua sicurezza e salvaguardare la sicurezza di tutta l’Europa, perché i criminali rischiano di portare la guerra in Europa.

I due documenti presentati dalla Russia, uno agli Stati Uniti e l’altro alla Nato, contemplano l’esclusione dell’allargamento dell’Alleanza Atlantica a est, la cessazione dell’attività militare nelle ex repubbliche dell’Unione Sovietica, il rifiuto del posizionamento in Europa di altri armamenti, portare via dall’Europa tutto l’armamento nucleare americano e garantire tutto ciò in forma scritta.  La NATO, in pratica, deve far fagotto e rientrare nella sua delimitazione del 1997, cioè non deve installare in Europa eserciti e armamenti oltre quelli che c’erano fino al 27 maggio del 1997; non deve posizionare missili a media e corta gittata con base a terra nelle regioni da cui è possibile colpire l’altra parte, non deve condurre grandi esercitazioni nella fascia di frontiera accordata. USA e NATO si devono rifiutare dal condurre attività militare in Ucraina e negli altri paesi dell’Europa orientale, nel Caucaso e nell’Asia centrale. 

Il Cremlino insiste per far cessare la collaborazione militare della Nato con i paesi ex sovietici e sul divieto di installare basi sui loro territori, al fine di escludere dal blocco tutti gli Stati dell’Europa orientale.  Non includere l’Ucraina e la Georgia nella Nato, è la cosa fondamentale – “questo non deve accadere MAI E POI MAI – ha ripetuto con voce ferma il vice ministro degli esteri, Rjabkov.   Inoltre, la Russia propone di perfezionare il meccanismo che impedisca incidenti nel mar Baltico e nel Mar Nero.

Ora il mondo si sta interrogando se in caso di impossibilità di accordo, la Russia non abbia intenzione di rallegrare gli Stati Uniti con i suoi armamenti, portando i missili a Cuba e Venezuela, ovvero cominciare a fare la stessa cosa che hanno fatto negli anni gli americani con la Russia accerchiandola.

Intanto la conta delle ore è partita, la Russia vuole una risposta “comprensibile”, scritta e giuridicamente vincolante dagli Stati Uniti e Nato, entro 1 settimana.

Come ha detto il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, il livello della tensione sulla frontiera con l’Ucraina è eccessivamente alto, in gioco la sicurezza della Russia, è urgente che ci si metta d’accordo.  Ricordo che nella recente conferenza stampa di Putin, con toni mai uditi prima, il presidente russo aveva risposto alla giornalista di una testata occidentale: “E’ l’Occidente che deve darci garanzie di sicurezza, non noi! Ce le deve dare adesso e subito!”

In Russia capiscono bene che l’Ucraina potrebbe intraprendere provocazioni armate nelle due repubbliche del Donbass allo scopo di scatenare la reazione della Russia, detta in altre parole,  gli Stati Uniti spingono l’Ucraina a fare la guerra contro la Russia. In che modo la spingono?  Per mezzo delle menzogne, menzogne spudorate, che anche la stampa nostrana diffonde in Italia, secondo le quali i soldati di Putin sarebbero già presenti nel Donbass per compiere atti di sabotaggio. Una campagna giornalistica di demonizzazione e disinformazione, in cui la Russia viene dipinta come il mostro che sta per invadere l’Ucraina e aggredirla. Sono le tecnologie da sempre usate dagli americani per ribaltare la realtà - la Russia, che si prodiga da tempo per trovare un accordo con gli americani per proteggere l’Europa da una possibile guerra - viene presentata al contrario, come il paese che vuole “comandare sui vicini” e aggredire l’Ucraina. Le menzogne che cambiano il mondo.  Ci ricordiamo bene di alcuni precedenti: ad esempio com’è iniziata la guerra nel Vietnam - con il bombardamento degli americani del proprio stesso aereo ; ci ricordiamo bene anche della famosa provetta con la farina di Colin Powel per attaccare l’Iraq…

Ma la Russia non ha mai avuto intenzione di fare la guerra contro l’Ucraina, Putin l’ha sempre detto, è “una cosa da pazzi” uccidere i propri fratelli, basti dire che in questi 8 anni di guerra nel Donbass, nonostante tutto Putin non ha mai mandato i carri armati contro gli ucraini.

Mentre invece l’Occidente prende parte attiva alla guerra nel Donbass, prova è che in Ucraina ci sono centinaia di istruttori militari americani, britannici e anche altri. L’imbottiscono di armamenti vari da anni, che poi vengono impiegati nel Donbass per uccidere.  Questa è un’altra linea rossa per Mosca. La Russia non accetta più la politica delle “porte aperte” della NATO, anche se la Nato non intende desistere. Un’altra linea rossa è la costruzione di due basi militari in Ucraina da parte della Gran Bretagna, la quale ha concluso accordi militari col governo ucraino, composto da irresponsabili sempre pronti a svendersi all’Occidente.

Gli USA e la Nato, cercando di evitare di affrontare il problema della sicurezza della Russia ne hanno escogitato anche un’altra: “in caso di peggioramento della guerra nel Donbass, la Nato è pronta a inglobare altri due Stati, la Finlandia e la Svezia che rispondono ai requisiti dell’Alleanza Atlantica”. Se faranno richiesta di adesione, la NATO  le accetterà all’istante, senza problemi” – ha dichiarato l’ex segretario generale della Nato,  Anders Fogh Rasmussen . A Mosca il senatore Aleksej Puskov, ha reagito ricordando che la posizione ufficiale di questi due paesi non riflette affatto l’intenzione di entrare nella NATO.  Cioè il giochetto di Usa e Nato, coscienti del fatto che la Russia esige che portino via le basi militari perfino da Polonia e Romania, è il ricatto – voi volete questo e noi vi rispondiamo piazzando le basi in altri due paesi che ci prendiamo, la Svezia e la Finlandia, non va bene? Allora rimaniamo come eravamo e voi non correte il rischio di trovarvi altri due paesi con i missili puntati contro di voi. Questo è in sostanza il succo delle mosse degli statunitensi.

Ma la Russia non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi e agirà in maniera ferrea. La Russia è stanca - “hanno stufato” – aveva proferito Putin in un momento della riunione coi militari, - ci ingannano dagli anni ’90, ci hanno solo e sempre mentito e ingannato”.

Scuro in viso, toni e parole dure, un Putin che non ho mai visto così.

“La Russia imbriglia i cavalli a lungo, ma poi quando parte, va veloce” – dice il proverbio russo e il Ministro degli Esteri, Lavrov l’ha menzionato, aggiungendo: “adesso è ora di andare”.

Resta la speranza dettata dal fatto che oggi nell’establishment americano ci sono alcune persone dotate di buon senso, che hanno capito che non possono evitare il dialogo con la Russia e trovare formule di compromesso, perché gli americani possono approvare solo quelle azioni che non possono impedire, perché hanno capito che la Russia otterrà ciò che vuole e sono coscienti anche del fatto che non possono fare la guerra con la Russia. Non ne sono all’altezza.

Dalla fine della guerra fredda sono passati trent’anni, la caduta del muro di Berlino, la fine della contrapposizione tra est e ovest in Europa e la caduta dell’Unione Sovietica avevano generato grandi speranze, un nuovo ordine politico e un sistema di sicurezza in una comunità euro-atlantica unita e libera. La Russia, gli Stati Uniti e i paesi europei dovevano diventare parte di questa comunità, unita da valori comuni e purtroppo ciò non è stata realizzato.

Sono trent’anni – dalla disintegrazione dell’Unione Sovietica - che la Russia tollera e incassa, osserva, tollera, soffre e incassa. Adesso per l’Occidente è arrivata la resa dei conti.

 

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Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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