Putin spiega quello che potrebbe succedere se l'Ucraina si dovesse unire alla Nato

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Nella giornata di oggi ci sono state dichiarazioni significative dei principali dirigenti della Russia. Il presidente Vladimir Putin, in una conferenza stampa tenuta dopo i colloqui con l’omologo ungherese Orban, ha spiegato cosa potrebbe accadere una volta che l’Ucraina sarebbe ammessa nella NATO. 

Kiev potrebbe lanciare un’operazione militare in Crimea, con conseguente guerra tra Russia e NATO. A tal proposito Putin ha affermato che l'Occidente non ha nemmeno pensato a uno scenario in cui, quando l'Ucraina entrerà a far parte della Nato, la Russia dovrà combattere con l'alleanza atlantica.

«Mi sembra che gli stessi Stati Uniti - ha dichiarato Putin - non siano tanto preoccupati per la sicurezza dell'Ucraina, anche se potrebbero pensarci, ma solo in un secondo momento, il loro obiettivo principale è frenare lo sviluppo della Russia». 

Secondo il leader russo, la stessa Ucraina e la situazione nel Paese sono solo uno strumento per raggiungere questo obiettivo. «Questo può essere fatto in diversi modi: trascinandoci in una sorta di conflitto armato e costringendo, compresi i nostri alleati in Europa, a imporre sanzioni molto dure contro di noi di cui si parla oggi negli Stati Uniti». 

Attirando l’Ucraina nella NATO, lì l’alleanza installerebbe «sistemi d’arma d’attacco e incoraggerebbe militanti banderisti (neonazisti ucraini, ndr) per attaccare il Donbass o la Crimea con la forza delle armi e quindi trascinarci in un conflitto armato». 

Putin ha toccato il cuore della questione: NATO e USA utilizzano l’Ucraina per creare tensioni e trascinare Mosca in un conflitto, capovolgendo al contempo con la complicità dei media occidentali le parti. La Russia viene presentata come aggressiva e l’Ucraina la preda da difendere dall’attacco letale di Mosca. 

Putin ribadisce che Mosca chiede nient’altro che sicurezza: «Perché abbiamo firmato trattati, accordi corrispondenti a Istanbul e Astana, dove è scritto che nessun paese può garantire la propria sicurezza a spese della sicurezza degli altri? Ebbene, diciamo che l'ammissione dell'Ucraina alla NATO mina la nostra sicurezza e vi chiediamo di prestare attenzione a questo». 

Argomenti che gli occidentali nella loro furia contro la Russia in primis e subito dopo contro la Cina, non hanno nemmeno preso in considerazione.

In linea con quanto denunciato da Putin sono le considerazioni del ministro degli Esteri russo Lavrov. Dopo una conversazione telefonica con il Segretario di Stato USA Blinken, il diplomatico russo ha sottolineato «l’inaccettabilità della linea distruttiva di Washington». 

Lavrov ha anche parlato delle armi fornite senza soluzione di continuità, in questo periodo a Kiev: «Ho chiesto di abbandonare la retorica aggressiva, pompare le forze armate ucraine con vari tipi di armi e usare l'influenza degli Stati Uniti sulle autorità ucraine per costringerle a rispettare pienamente gli accordi di Minsk». 

Il ministro degli Esteri russo ha inoltre evidenziato che gli Stati Uniti e i vassalli della NATO ignorano il principio dell’indivisibilità della sicurezza. «Questo principio chiave del diritto internazionale, concordato nello spazio euro-atlantico, i nostri colleghi occidentali stanno semplicemente cercando di non di ignorarlo, ma di accantonarlo completamente. E per evitare che ciò accada, quando abbiamo ricevuto la risposta da Washington alle nostre proposte, ho descritto in dettaglio ciò di cui vi stiamo parlando ora in un messaggio separato e l'ho inviato a tutti i ministri degli Esteri degli Stati dell'OSCE e di un certo numero di altri Stati affinché conoscano la nostra posizione». 

La Russia insiste sulle garanzie di sicurezza che ha richiesto. Questo è il punto principale. La stampa occidentale cerca di mistificare, seguendo Washington su questa strada, ma è appunto un depistaggio. Non ci sono trattative sull’Ucraina, e la Russia non pianifica nessuna imminente invasione come va cianciando nelle ultime settimane Biden e la stampa occidentale a rimorchio. La Russia, che da decenni arretra, vuole la garanzia che la NATO fermi la sua avanzata verso est, con il rischio di trovarsi armi letali a un tiro di schioppo da Mosca. 

A questo punto risulta chiaro chi sia a fare minacce e chi rappresenta una minaccia per l’intera comunità internazionale. 

 

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Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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