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Sardine: la forma del nulla. Il movimento ideale per mantenere lo status quo

 


di Paolo Desogus*
 

Sembra incredibile ma è così. Oggi migliaia di persone - si dice 35 mila, forse addirittura 100 mila - sono accorse a Roma per sentire uno che chiedeva ai politici di essere più cordiali ed educati. Il nostro Santori non è riuscito ad esprimere una posizione netta nemmeno sul decreto sicurezza di Salvini. Ci mancava poco che chiedesse ai parlamentari di non mettersi le dita nel naso e di masticare a bocca chiusa.


Eppure sarebbe da sciocchi affermare che tra i partecipanti non ci sia un'autentica richiesta di rappresentanza. La forma che sta prendendo questa reale esigenza politica è però priva di contorni, priva di una direzione. È una forma vuota: è la forma del nulla. Non fa altro che esprimere un sentimento liquido, incapace di dare concretezza alle istanze sociali. Quello delle sardine è per questo il movimento ideale per mantenere lo status quo e soprattutto per occultare nel magma emozionale dei manifestanti le contraddizioni materiali del paese.


Occorrerebbe trovare la forza, la cultura e l'intelligenza per trasformare l'emozione in pensiero, la spontaneità in organizzazione, la partecipazione passiva in volontà politica attiva. Niente però mi dice che sia possibile una simile svolta. Questo movimento esiste infatti artificialmente grazie a quei media che lo alimentano nella misura in cui resta allo stadio prepolitico.


 

*Professore associato all'Università Sorbonne di Parigi

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