Vertice di Johannesburg. Vito Petrocelli (Istituto Italia-BRICS): "L'effetto farfalla cambierà l'ordine mondiale"

Vertice di Johannesburg. Vito Petrocelli (Istituto Italia-BRICS): "L'effetto farfalla cambierà l'ordine mondiale"

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In vista del Vertice di Johannesburg dei Brics rilanciamo ampi stralci dell'intervista che il presidente dell'Istituto Italia-Brics e già presidente della Commissione esteri del Senato, Vito Petrocelli, ha rilasciato a CRI.


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DA CRIONLINE.IT



“C'è stato un tempo in cui l'Occidente era solito ridicolizzare i BRICS, descrivendoli come una farfalla che batteva le ali a vuoto in un ordine mondiale dominato dal G7. Oggi l'effetto farfalla cambierà l'ordine mondiale.” Iniziando così l’introduzione di un’intervista al CMG, il già presidente della Commissione Esteri del Senato e presidente dell’Istituto Italia BRICS, Vito Petrocelli, precisa che il BRICS diventerà sempre più un’alleanza di Paesi uniti dall’obiettivo di liberarsi dal neocolonialismo dell’Occidente collettivo e di determinare autonomamente le politiche di cooperazione, sviluppo collettivo, equilibrato e reciprocamente vantaggioso.

Nel corso dell’ultimo anno sono circolate voci autorevoli sulla nascita di una moneta unica all’interno di BRICS, al fine di avviare un processo di emancipazione dal dominio del dollaro americano. Quale è la sua opinione in merito? Si tratta di un’ipotesi fondata? Se sì, in quale direzione si svilupperebbe il commercio globale? 

Sono almeno 25 i Paesi che hanno espresso l’interesse per l’uso di una moneta comune nelle transazioni economiche che sia alternativa al dollaro USA. La nascita di una moneta unica è sicuramente un fattore unificante molto importante ma, come ha dimostrato l’esperienza dell’euro, ci vogliono anni per arrivare a questo tipo di traguardo. A Johannesburg le parti potrebbero pensare ad una moneta unica sperimentale, ad esempio elettronica. È inoltre necessario regolamentare gli scambi sia all’interno dei BRICS sia con i Paesi terzi, scambi che al momento vengono realizzati principalmente in yuan e rubli, le valute più forti del gruppo. La moneta unica potrebbe essere garantita dalla Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS e ancorata all’oro.


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Quale è la Sua opinione sull’importanza dei paesi del “Global South” nella realizzazione di un “ordine” internazionale caratterizzato da pace, sviluppo e stabilità? Al riguardo, secondo Lei, l’Italia e la Cina, o l’Italia e i paesi BRICS, potranno svolgere una cooperazione promettente?

Nel 2022 l’Italia ha esportato per 247 miliardi di euro ed importato per 180 miliardi di euro con i Paesi G7.  Nello stesso anno l’Italia ha esportato per 34,5 miliardi di euro ed importato per 103 miliardi di euro con i BRICS. Il premier Meloni dovrebbe quindi chiedersi se in questa fase geopolitica delicata l’Italia dovrebbe limitare o addirittura cancellare le relazioni con uno dei due blocchi o con un singolo Paese di uno dei due blocchi, come sostanzialmente gli USA chiedono alla premier. La risposta è negativa, ovviamente. L’Italia è l’unico paese del G7 ad aver sottoscritto un memorandum con la Cina sulla Nuova Via della Seta, è geograficamente e culturalmente un Paese di confine, tra Est e Ovest, tra Nord e Sud globale, ma purtroppo a causa delle sue recenti scelte politiche e commerciali, rischia di non avere più questo ruolo.

In questo caso, la fondazione dell’Istituto Italia BRICS ha un’importanza particolarmente significativa, ci può presentare i suoi lavori e gli obiettivi di ricerca in questo ambito?

Ho fondato l’Istituto Italia-BRICS nel settembre 2022, alla fine della mia attività parlamentare. Sono state proprio le relazioni avviate negli ultimi dieci anni che mi hanno convinto della necessità di promuovere e sostenere le migliori relazioni tra l’Italia e i Paesi del Sud Globale. I BRICS sono l’organizzazione multilaterale più importante, anche rispetto a organismi con una storia più lunga come il Movimento dei Paesi non Allineati, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, l’Unione Economica Eurasiatica e il G77. L’Istituto nasce come associazione dedicata allo studio, all’analisi e alla divulgazione delle questioni relative ai rapporti internazionali tra l’Italia ed i Paesi di questi formati multilaterali. Ci occupiamo in particolare degli aspetti politici, strategici, economici e culturali con un’attenzione particolare alla diplomazia economica e alle aziende italiane che già lavorano o vogliono lavorare con questi Paesi. L’Istituto può essere un punto di riferimento molto credibile e affidabile per gli interlocutori economici e politici italiani, soprattutto nel momento in cui l’informazione mainstream descrive negativamente il ruolo dei BRICS per il ruolo di leader che Cina e Russia hanno nel gruppo.

 

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