29 agosto 2004, Acerra contro l’inceneritore, una lotta ancora viva

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29 agosto 2004, Acerra contro l’inceneritore, una lotta ancora viva

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Ad Acerra, provincia di Napoli, la lotta contro l’inceneritore partì alla fine del 1998.

Prima gli annunci, le prime mobilitazioni cittadine con mesi di presidio sul cantiere dell’inceneritore, le continue manifestazioni che chiedevano, invece, la costruzione di un Polo Pediatrico e la bonifica sia per la presenza già dannosa della Montefibre che per le discariche di rifiuti tossici disseminate ad Acerra come in altre zone della provincia di Napoli. 

Si arriva al 17 agosto 2004, Governo presieduto da Silvio Berlusconi, la collaborazione della giunta regionale guidata dal centrosinistra, Governatore Antonio Bassolino, con la mobilitazione di ogni tipo di forza dell’ordine presente mai vista su quel territorio, si avviano i lavori per la costruzione dell’inceneritore in località Pantano. A due passi dalla Montefibre, quasi a ricordare la mano benevola dello Stato che vuole preservare quella che una volta era la Campania Felix.

Pur essendo il mese solito delle vacanze estive, sono molti gli acerrani che fanno ritorno nella loro città per impedire questo scempio.

Il 29 agosto del 2004, Acerra intera si mobilita, 30.000 persone sotto un sole battente percorrono chilometri per arrivare al cantiere dell’inceneritore. Un corteo variegato, di rabbia e protesta, ma pacifico, con la presenza di persone di ogni, ceto, età, donne, bambini, anziani.

Ad attendere il corteo al Pantano centinaia tra carabinieri, poliziotti, finanzieri in assetto antisommossa.

Una mobilitazione popolare non prevista, probabilmente, per chi si aspettava che ad agosto potesse fare tranquillamente il suo comodo.

L’unica risposta che diede lo Stato fu una dura repressione poliziesca, con arresti, denunce e manganellate.

Quei lacrimogeni lanciati per disperdere la manifestazione provocano gli sgessi disturbi respiratori di quelli usati all’epoca del G8 di Genova. Ormai la macchina repressiva imbastita in quei giorni del luglio 2001 dal Governo Berlusconi è ben collaudata.

L’inceneritore fu inaugurato, dopo il blocco dei lavori per le inchieste della magistratura, solo nel marzo del 2009, con la presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ritornato pochi mesi dopo aver trionfato alle politiche del 2008, insieme al suo esecutore, commissario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso.

Come prassi vuole in Italia, a dare la spinta definitiva alla costruzione dell’impianto, l’emergenza rifiuti di inizio 2008, al governo c’era ancora Romano Prodi che cadde pochi mesi dopo.

Le immagini delle strade di Napoli e provincia invase dai rifiuti fecero il giro del mondo, l’inceneritore fu visto - non la raccolta differenziata che attendava la sua messa in opera dal 1994 - come l’unica alternativa per risolvere il problema.

Chi lo contestava, come negli anni precedenti, faceva il gioco della Camorra, un leit motiv che si ripeteva nella propaganda mediatica. Un po’ come dire: “Sei filopalestinese perché ritieni di essere contro il genocidio di Israele? E allora sei antisemita”.

Nel corso degli anni le problematiche ambientali e sanitarie non sono state affatto risolte, si attendono le bonifiche, sono aumentati i tumori che colpiscono persone di ogni fascia di età.

Ancora non si riesce ad avere uno studio dettagliato sull’incidenza dell’inceneritore dopo 15 anni di funzionamento che la popolazione di Acerra chiede da anni.

Migliaia di camion continuano ad arrivare ad Acerra per portare i loro rifiuti nell’impianto incrementando il livello di polveri sottili.

La raccolta differenziata ha fatto passi da gigante, ma non può essere incrementata, in quanto l’inceneritore non può funzionare con un carico ridotto di rifiuti.

L’impianto, già definito vetusto a suo tempo, oggi ha diverse criticità, avrebbe bisogno di una quarta linea, ipotesi, prima scongiurata, grazie anche alla mobilitazione della popolazione di Acerra dello scorso anno, ma che è tornata di nuovo con prepotenza.

Venti anni dopo, si continua a morire di tumori e di altre patologie legate all’inquinamento su questo territorio, non c’è nemmeno la scusante dei posti di lavoro, in quanto l’inceneritore non ha bisogno di grandi quantità di maestranze.

Resta la ragione forte, oggi come venti anni fa.

I movimenti e la popolazione, non solo quella di Acerra, si sono ricompattati e oggi saranno di nuovo fuori ai cancelli dell’inceneritore per ribadire che l’attenzione è sempre costante, ma soprattutto, c’è un altro modo per gestire i rifiuti, non basato sui profitti per pochi e la morte di molti.

 

 

 

 

Francesco Guadagni

Francesco Guadagni

 

Nato nell'anno di grazia 1979. Capolavoro e mancato. Metà osco, metà vesuviano. Marxista fumolentista. S.S.C.Napoli la mia malattia. Pochi pregi, tanti difetti, fra i quali: Laurea in Lettere Moderne, Iscrizione all'Albo giornalisti pubblicisti della Campania dal 2010. Per molti anni mi sono occupato di relazioni sindacali, coprendo le vertenze di aziende multinazionali quali Fiat e di Leonardo Finmeccanica. Impegno di militanza politica, divenata passione, è il Medio Oriente. Per LAD Gruppo Editoriale ho pubblicato il libro 'Passione Pasolini - Un Viaggio con David Grieco', prefazione di Paolo Desogus. 

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