Accordo Turchia-UE: il diavolo denuda il re

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Accordo Turchia-UE: il diavolo denuda il re


di Alessandro Bianchi

 
“Turchia e Unione europea hanno trovato un accordo sulla gestione dell'emergenza immigrazione”. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, lo annuncia venerdì pomeriggio e il regime mediatico a riportare fedelmente, senza sottolineare che si tratta dell'umiliazione finale di un esperimento al tramonto che ha deciso di vendere definitivamente al diavolo (il regime di Ankara) la sua anima. 

Il terreno dell'accordo era stato preparato bene mediaticamente. Tutti gli inviati a Bruxelles da questa mattina ci parlavano delle "proposte del governo di Ankara", della "fiducia del premier Davutoglu" e del "presidente Erdogan". Come sarebbe stato diverso alla luce dell'opinione pubblica se fossero stati utilizzati gli appellativi corretti di "regime sanguinario", "dittatore" e "finaziatore e sponsor del terrorismo jihadista"?
 
Da domenica 20 marzo, prosegue Tusk nel comunicare l'accordo, inizieranno le operazioni di rimpatrio dei profughi giunti in Grecia in modo illegale. "Per ogni siriano che verrà riportato in Turchia dalle isole greche un altro siriano sarà reinsediato nell'Ue. Tutti i nuovi migranti irregolari che arrivano dalla Turchia nelle isole greche dal 20 marzo saranno riportati in Turchia", si legge nella dichiarazione finale congiunta tra i 28 ed Ankara. 
 
E che cosa ha concesso l'Europa? L'apertura di un nuovo capitolo negoziale per l'adesione della Turchia all'Ue entro 30 giugno (il diavolo veste e, udite udite, altri tre miliardi di euro. Ankara, il regime che arresta i giornalisti, si macchia di crimini contro l'umanità nelle regioni curde e, prove su prove lo confermano, dopo averlo finanziato e supporto, continua a sostenere il terrorismo internazionale riceverà sei miliardi di euro da parte dell'Europa. Ma per il regime mediatico si tratta del “governo di Ankara” e del “presidente” Erdogan. La potenza della semantica in mano al regime mediatico.

Quello che fa più sorridere oggi è andare a leggere i giornali ai tempi dell'accordo tra Berlusconi e Gheddafi sulla gestione dei migranti. Esercizio che vi proponiamo caldamente di fare.

Da Repubblica, a firma Vittorio Longhi, leggiamo: “Human Rights Watch: "L'accordo permette all'Italia di sottrarsi ai propri obblighi. Il racconto di un eritreo detenuto in Libia: pestaggi e connivenza con i trafficanti Tra Gheddafi e Berlusconi "un patto a spese dei migranti"
 
“Dietro l'infame accordo Italia-Libia”, Gad Lerner. 
 
“I lager della libertà. Esclusivo: il rapporto della Commissione europea – ironia della storia - sui campi di detenzione di Gheddafi. E gli accordi con il nostro governo. Italia-Libia, lo scandalo dei rimpatri forzati”, di Fabrizio Gatti- Espresso.

E potremmo continuare per ore nella lista degli articoli, tutti dello stesso spessore. Ma dove sono questi amanti dei diritti umani oggi che l'Europa finanzierà con sei miliardi di euro Ankara e, indirettamente, il terrorismo internazionale?
 

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