Alessandro Orsini - Rafah, le parole di Biden e la stampa italiana

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di Alessandro Orsini*

Alla stampa italiana – quella stampa che si culla nel mito della superiorità morale dell’Occidente – non sembra vero di poter dire che Biden è contrario all’assalto di Rafah, come se questa presa di posizione potesse cancellare la complicità del presidente americano nell’uccisione di 28.000 palestinesi. Sia chiaro: sono felicissimo che Biden difenda Rafah. Purché sia altrettanto chiaro che Biden ha dato a Netanyahu tutte le armi per uccidere i palestinesi e abbattere le loro case. Il 9 dicembre 2023, Biden ha utilizzato una procedura d’urgenza per scavalcare il Congresso e dare a Netanyahu 14000 proiettili per i carri armati Merkava. Ha anche dato a Netanyahu 5000 bombe MK84 da ottobre a dicembre, ognuna delle quali pesa 900kg e crea un cratere del diametro di 15 metri. Sono bombe lanciate per distruggere qualunque forma di vita sottostante. Le bombe di Biden hanno raso al suolo Gaza; hanno distrutto il 70% dei suoi 439,000 edifici secondo i dati del Wall Street Journal e del Times of Israel, cui bisogna aggiungere 66.000 feriti, oltre 1000 bambini mutilati e circa 19000 bambini soli, cioè senza nessun adulto a prendersi cura di loro, secondo i dati Unicef.

Molti bambini palestinesi vengono amputati senza anestesia, secondo la testimonianza del chirurgo britannico-palestinese Abu Sittah: “Gli ultimi giorni ad Al Shifa avevamo esaurito tutto. Amputavamo un braccio e poi davamo il paracetamolo: i pazienti morivano di dolore. Molte ferite si infettavano. Cercavamo di fare quello che potevamo per tenerle pulite. Ma non avevamo morfina né anestetici, come la ketamina. Eseguivamo procedure chirurgiche davvero dolorose senza anestesia, anche sui bambini”. Mohammad Abu Selmeyah, direttore dell’ospedale Al Shifa, ha affermato che: “Siamo stati costretti a operare sul campo e senza anestesia, o utilizzando deboli antidolorifici per salvare vite umane. È doloroso per l’équipe medica. Non è semplice. O il paziente soffre dolore o perde la vita”. All’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, il direttore dottor Mohammad Zaqout, ha dichiarato: “Alcune procedure sono state eseguite senza anestesia, compresi i parti cesarei sulle donne , e siamo stati anche costretti a operare alcune ustioni in quel modo”.

Sempre il 9 dicembre, lo stesso giorno in cui dava a Netanyahu i 14000 proiettili per i carri armati Merkava, Biden ha posto il veto al cessate il fuoco nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Non posso elencare tutte le armi che il presidente americano ha dato all’esercito israeliano in questi tre mesi. Faccio prima a dire che i palestinesi sono stati perforati dai proiettili di Biden, il quale ha immobilizzato tutti gli attori internazionali che hanno cercato di fermare Netanyahu. I corrottissimi media italiani stanno trasformando Biden nel protettore dei palestinesi. In realtà, Biden ha reso possibile la distruzione di Gaza e pure quella dell’Ucraina. Sotto la sua presidenza, l’Afghanistan è stato riconquistato dai talebani nel 2021. L’Ucraina è stata invasa nel 2022 e Gaza è stata distrutta nel 2023. È davvero un record straordinario di sconfitte e di sciagure. E manca tutto il 2024. Leggi il mio editoriale completo con tutte le fonti relative ai virgolettati. Ringrazio gli abbonati di sicurezza internazionale di sostenere questo quotidiano indipendente sulla politica internazionale che non vuole pubblicità, né finanziamenti esterni.

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