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"AntiDiplomatico sito da blacklist". Perché non resteremo più silenti contro chi fomenta la censura in rete

 

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“Sito da blacklist”. E ancora: ”[…] da noi invece qualche stronzo che tradurrà gli articoli d’Oltralpe lo si trova sempre. I bufalari italiani sono decisamente più organizzati delle loro controparti.”
 
 
  
Tornato a quanto pare in funzione dopo essere stato chiuso nel 2018, il sito “antibufalaro” Butac decide di regalarci pubblicità gratuita con un “articolo” dal titolo “L’idrossoclorochina, Perronne e l’Antidiplomatico”.
 
Che l’emergenza Covid sia anche occasione per criminalizzare farmaci che per la loro economicità e immediata disponibilità, rischiano di far ridurre i guadagni degli squali dell’industria farmaceutica è cosa nota. Basti pensare alla colossale campagna diffamatoria abbattutasi in Francia su Didier Raoult, uno dei più autorevoli virologi francesi “colpevole” di utilizzare per la cura del Covid l’Idrossiclorochina un farmaco ritenuto efficace anche da una recente ricerca condotta in Italia.
 
Non sarà certo un caso se il medicinale è stato massicciamente utilizzato fin dal mese di marzo in Germania. Il professor Raoult ha riassunto in un video i risultati della riunione scientifica annuale dell'Ihu Méditerranée Infection con queste parole: "Specialisti africani che lavorano in Congo, Senegal e altri paesi, esperti che hanno gestito diverse epidemie a noi sconosciute (Ebola colera, la peste), per la cui della malattia provocata dal virus Sars-CoV-2 usano farmaci economici ed efficaci come idrossiclorochina e azitromicina, più vitamina C, con un Pcr all'inizio e uno alla fine, e i risultati sono migliori di quelli che si vedono generalmente in Francia, Stati Uniti, Regno unito..."
Qui il video completo: https://youtu.be/XIbBmn-kBeA 
 
 
Efficacia che si è tentata di negare anche con un articolo fraudolento e falso pubblicato e poi frettolosamente cancellato (dopo la protesta di centinaia di medici) dal blasonato sito The Lancet.
 
 
L’Antidiplomatico è stato uno dei pochi giornali on line in Italia a dedicare ampio spazio all’Idrossiclorochina con numerosi articoli, l’ultimo dei quali riportante un appello del Prof. Christian Perronne, medico infettivologo, già presidente della Commissione malattie trasmissibili del Consiglio superiore della sanità pubblica francese e già consulente dell’Oms.
 
 
Nell’articolo gravemente diffamatorio del sito Butac  (che già a marzo si abbandonava ad una davvero sospetta polemica contro l’idrossiclorochina : “Perché i giornalisti italiani invece si lasciano affascinare da ogni comunicato stampa che viene girato loro? Perché le redazioni non scelgono di avere seri consulenti scientifici che scrivano articoli e titoli degli stessi?”)  con un articolo nel quale  – tanto per dirne una – il sito Butac così si esprime “ La cosa che mi dà un filo fastidio è che in Francia dei nostri medici superstar della TV non se ne parla o quasi, da noi invece qualche stronzo che tradurrà gli articoli d’Oltralpe lo si trova sempre. I bufalari italiani sono decisamente più organizzati delle loro controparti. E difatti ecco che su L’antidiplomatico, sito da blacklist, è apparso il 16 ottobre un articolo che titola (….)”.
 
 
Non sappiamo se l’autore dell’”articolo” basi le sue sentenze da inquisitore medioevale sulle stesse competenze mediche del Prof. Perronne. Quello che sappiamo è che nessuno può impedire al Professore francese di rilasciarle, nessuno può impedire alla Radio francese – a proposito non si trattava di un “articolo di Oltralpe”, ma dichiarazioni rilasciate alla radio tanto per farvi comprendere il livello - di raccoglierle, così come davvero nessuno può impedire ad un organo di informazione in Italia di tradurle e riportarle tra virgolette. Del resto, non siamo noi che viviamo nella parte del mondo dove vige la libertà di informazione?
 
Un punto, proprio per questo motivo, ci sembra particolarmente grave e ci ha portato alla decisione che comunicheremo alla fine. Nello specifico, il passaggio “sito da blacklist”. Ah sempre per la cronaca l’’AntiDiplomatico è un giornale online, ma questa veramente è la fakenews meno grave dell’autore dell’”articolo”.

Il riferimento alla blacklist è tanto grave perché serve a creare quelle liste di proscrizione poi utilizzate da chi deve censurare in rete. Da alcuni mesi l’’AntiDiplomatico è vittima di una censura pressoché totale da Facebook e Google. E questo da quando un’agenzia statunitense come le multinazionali citate in precedenza – News Guard - ha deciso con un “bollino rosso” (“Sito da blacklist”) chi oscurare.
 
La cosa ancora più grave, triste e paradossale è che questo bollino sia il frutto della diffamazione di “articoli” come questo di Butac. Ovviamente la testata giornalistica de l'AntiDiplomatico provvederà ad adire per vie legali, augurandosi che Butac non aggravi ulteriormente la sua situazione modificando o cancellando il suo articolo (del quale, ovviamente, conserviamo lo screenshoot).
 
 
La Redazione de l'AntiDiplomatico
 
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