"Bannato per l'ennesima volta su Facebook ma questa volta con una grande (inquietante) novità"

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"Bannato per l'ennesima volta su Facebook ma questa volta con una grande (inquietante) novità"

 

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Per l'ennesima volta sono stato bannato da Facebook per 30 giorni. Sono abbastanza persuaso che non valga manco la pena scriverne tanto ormai l'hanno capito tutti che il livello di censura della piattaforma social di Zuckerberg ha raggiunto livelli da dittatura dello Stato di Bananas. 

Ma c'è una grande novità che merita di essere raccontata. Del post sull'eutanasia ai malati covid decisa in Nuova Zelanda non mi viene contestata la correttezza, ma il fatto che potrebbe portare a violenze. Un po' come se un ipotetico social dei tempi di Hitler censurasse le denunce degli utenti sulle discriminazioni verso le minoranze perpetrate dai nazisti non perchè considerate false ma perchè potrebbero portare a violenze, rivolte e sommosse contro lo stato criminale. 

E' evidente che la politica suicida di Facebook è dovuta a pressioni fortissime da parte delle autorità (sic) statali, a pena di chissà quali rappresaglie. Altrimenti non si spiega.

Qui ormai siamo al reato di pensiero. Se Sua Maestà lo Stato dice che bisogna buttarsi da un dirupo bisogna eseguire, e se qualcuno protesta perchè dice che ci si rompe le ossa bisogna silenziarlo, non perchè dice una falsità, ma perchè ciò potrebbe portare a violenze.

Questa storia finirà malissimo.

 

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Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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