BASTA UN SÌ, LA LUSINGA DI OGNI TRUFFA IN OGNI EPOCA

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La campagna dei renziani ha come slogan : Basta un SI. Sembrano le sfacciate e complici parole dei truffatori di tutte le epoche, di tutte le storie. Basta un piccolo SI e la tua vita cambia, immagino abbiano detto i venditori di titoli spazzatura, di prestiti usurai, di medicine miracolose fatte di acqua sporca, di abitazioni fatiscenti presentate come regge, di posti di lavoro, carriere, speranze. 

Basta un piccolo SI dice Mefistofele al frastornato Faust. Il principio della truffa è sempre lo stesso: giocare sulla illusione che con il minimo sforzo si ottenga il più grande dei risultati.



È vero invece che basta un SI per distruggere la Costituzione nata dopo venti anni di dittatura fascista, costata immani sacrifici, ancora in gran parte non applicata. Come è bastato uno svelto SI del parlamento per eliminare quell'articolo 18 frutto di decenni di lotte del lavoro. E un SI ancora più veloce ha distrutto il sistema pensionistico pubblico, e un altro SI ha devastato la scuola, che non è più buona anche se così beffardamente la chiamano. 

Un SI è velocissimo a distruggere, i diritti di tutti come il benessere di una singola persona, basta un SI incauto o inconsapevole per rovinarsi. 

Invece il NO non basta. Serve certo, ma chi lo esprime sa perfettamente che non basta. Il NO impedisce il disastro, manda a monte la truffa, manda in bestia il truffatore, ma non basta a cambiare. Ma è proprio questa la forza e la superiorità del NO. 

Chi finisce per credere che basti un SI per vivere nel Paese dei Balocchi, rischia come Pinocchio di vedersi trasformato in asino. Chi dice NO invece sa benissimo che poi dovrà darsi da fare. Fermare la distruzione è indispensabile, ma poi bisogna cominciare a ricostruire. 

Chi crede che basti un SI è stanco e rassegnato, è schiacciato dal passato e si augura che tutto finisca presto. Chi sceglie il NO resta sanamente diffidente, perché sa che poi si deve andare oltre, poi si deve pensare al, e persino lottare per il, futuro. Per questo il NO, che serve ma non basta, deve assolutamente vincere.

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