Bolsonaro rifiuta Sputnik V, mentre in Brasile "metà delle morti era prevedibile"

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I cinque direttori di Anvisa l'agenzia nazionale brasiliana per la regolamentazione dei farmaci hanno rifiutato all'unanimità l'importazione e l'uso del vaccino russo Sputnik V. La decisione annunciata oggi è stata lunedì sera (26 aprile), ma r5esa nota oggi.

Il direttore di Anvisa, Alex Machado Campos, afferma che il vaccino può presentare rischi per la salute. Inoltre, la documentazione presentata dal produttore presenta vizi ed è incompleta. Nella sua presentazione, il direttore generale dei farmaci e dei prodotti biologici di Anvisa, Gustavo Mendes, ha affermato che i lotti analizzati mostrano adenovirus con capacità di riproduzione, il che potrebbe comportare rischi per la salute. La tecnologia utilizzata nella produzione dello Sputnik V è quella del vettore adenovirus. Tramite questa tecnica, il codice genetico del Sars-Cov-2, il virus del COVID-19, viene inserito nell'adenovirus che, somministrato sull'essere umano attraverso l'inoculazione, stimola le cellule del corpo a produrre una risposta immunitaria.

“Tra i punti critici c'era la presenza di adenovirus replicanti. Ciò significa che il virus che dovrebbe essere utilizzato solo per trasportare il materiale genetico del coronavirus alle cellule umane e promuovere una risposta immunitaria può replicarsi. Questo è un grave caso di non conformità ", ha detto Mendes. "Questo adenovirus replicante è stato rilevato in tutti i lotti del vaccino Sputnik presentato."

La Replica del Produttore di Sputnik V ad ANVISA

I produttori del vaccino Sputnik V hanno replicato immediatamente alla decisione di Anvisa ribadendo la sicurezza e l'efficacia del loro vaccino e ricordando che la decisione contraddice una precedente decisione del Ministero della Scienza Tecnologia e Innovazione brasiliano, che riconosceva la sicurezza del vaccino e ne autorizzava la produzione sul suolo nazionale. Il produttore ricorda che 61 paesi hanno approvato Sputnik V e riporta i dati pubblicati dalle autorità sanitarie di Messico, Argentina e Ungheria. Secondo il produttore, in nessuno dei 61 paesi si sarebbero registrati casi di trombosi cerebrale dei seni venosi (CVST).

L'STF (Suprema Corte Federale del Brasile) riesaminerà la decisione di Anvisa già questa settimana ascoltando la mozione di 17 stati brasiliani che ne hanno fatto richiesta.

"La metà delle morti era prevenibile"

Intanto, mentre le autorità sanitarie in Brasile emettono questa decisione politicizzata, la rivista scientifica Nature affronta in un articolo la frustrazione degli scienziati brasiliani di fronte all'atteggiamento negazionista del governo di Jair Bolsonaro di fronte al covid-19, che ha provocato "una crisi epica" nella sanità pubblica. 

"Essere uno scienziato in Brasile è molto triste e frustrante", ha detto Jesem Orellana, epidemiologo della Fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz). "La metà delle nostre morti era prevenibile. È un disastro totale", ha aggiunto.

Secondo la pubblicazione, con 211 milioni di persone, il Brasile ha il 3% della popolazione mondiale, ma ha registrato oltre il 13% di tutti i decessi per coronavirus. Dall'inizio della pandemia si contano già 395.022 morti e oltre 14,4 milioni di contagiati. 

Gli scienziati ricordano che Bolsonaro - che ha minimizzato la pandemia definendola una "piccola influenza" - ha minato pubblicamente la scienza, si è rifiutato di attuare un blocco nazionale e ha diffuso disinformazione. 

 

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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