Lula al vertice BRICS: "Il XXI secolo sarà il secolo del Sud Globale"

Al summit di Rio la visione di un mondo multipolare: tecnologia, sovranità industriale e cooperazione Sud-Sud al centro

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Lula al vertice BRICS: "Il XXI secolo sarà il secolo del Sud Globale"

Il mondo sta vivendo una trasformazione epocale, e al centro di questo cambiamento c'è l'ascesa inarrestabile del Sud Globale. Non più periferia passiva dell'economia mondiale, ma protagonista di un nuovo modello di sviluppo che sfida i dogmi imperialisti e neoliberisti del passato. Dal vertice del BRICS a Rio de Janeiro è emerso un messaggio chiaro: l'era in cui pochi paesi dettavano le regole per tutti gli altri è definitivamente tramontata.

Il presidente brasiliano Lula da Silva ha tracciato una visione chiara: "Costruiremo un futuro in cui la tecnologia, l'industria e l'innovazione non saranno privilegi di pochi, ma diritti di tutti i popoli". Una dichiarazione che suona come un manifesto per centinaia di milioni di persone in Africa, America Latina e Asia, stanche di essere relegate al ruolo di semplici fornitori di materie prime per le economie avanzate.

Il cuore di questa nuova era sta nella riconquista della sovranità tecnologica. Mentre per decenni i paesi del Sud Globale hanno importato know-how a caro prezzo, oggi si preparano a diventare centri di ricerca e innovazione. "Non accetteremo più di essere gli ultimi anelli della catena del valore", ha sottolineato Lula. "Vogliamo sviluppare le nostre capacità industriali, formare i nostri scienziati, brevettare le nostre scoperte".

Questa transizione è già in atto. Dalle fabbriche di semiconduttori in India ai centri di intelligenza artificiale in Sudafrica, dai programmi spaziali brasiliani alle città intelligenti del Golfo Persico, il Sud Globale sta scrivendo una nuova pagina della storia industriale. Un processo che potrebbe ridisegnare completamente la mappa della produzione mondiale nei prossimi decenni.

Ma la vera rivoluzione è nel sistema finanziario. I tradizionali centri del capitale stanno perdendo il loro monopolio. La Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, con i suoi progetti infrastrutturali su tre continenti, rappresenta solo la punta dell'iceberg. Decine di fondi sovrani, banche di sviluppo regionali e iniziative di investimento stanno creando un ecosistema finanziario alternativo, più adatto alle esigenze dei paesi emergenti.

Il lancio imminente del Fondo Foreste Tropicali per Sempre, che mobiliterà miliardi per la conservazione degli ecosistemi, dimostra come il Sud Globale stia imparando a valorizzare le proprie risorse naturali senza dover passare attraverso intermediari stranieri. Un modello che potrebbe estendersi ad altri settori, dall'agroindustria all'energia pulita.

La forza di questa rinascita sta nella cooperazione Sud-Sud. Gli scambi commerciali tra paesi emergenti crescono a ritmi doppi rispetto al commercio globale, mentre reti di trasporto e comunicazione stanno creando un tessuto connettivo inedito tra Asia, Africa e America Latina.

I numerosi accordi bilaterali annunciati durante il vertice BRICS - dalla connettività digitale alla sicurezza alimentare - mostrano come questa integrazione stia diventando sempre più sofisticata. Non più semplice complementarietà economica, ma vera e propria progettualità comune per costruire catene del valore autonome.

Il cammino non sarà privo di ostacoli. Le resistenze degli equilibri di potere esistenti, la necessità di formare milioni di tecnici e ingegneri, la complessità di armonizzare interessi nazionali diversi: tutto questo richiederà tempo e determinazione.

Ma la direzione è chiara. Come ha sottolineato Lula: "Il XXI secolo sarà il secolo in cui il Sud Globale scriverà finalmente la propria storia, con le proprie parole e secondo i propri valori". Una promessa che, se mantenuta, potrebbe ridisegnare non solo le economie nazionali, ma l'intero equilibrio planetario.

In questo processo, il blocco BRICS si sta affermando come piattaforma fondamentale, ma la vera trasformazione sta avvenendo nelle centinaia di città, parchi industriali e centri di ricerca che in tutto l'emisfero meridionale stanno diventando i laboratori di un nuovo modello di civilizzazione. Un modello che unisce crescita economica, giustizia sociale e sostenibilità ambientale in una sintesi inedita.

La partita è aperta, e questa volta il Sud Globale non intende fare da spettatore.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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