Brutale repressione in Argentina, colpiti giornalisti e deputati: con Macrì tornano gli spettri del passato

Brutale repressione in Argentina, colpiti giornalisti e deputati: con Macrì tornano gli spettri del passato

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La polizia argentina ha duramente represso una manifestazione nei pressi del Parlamento per impedire il passaggio dei protestanti delle organizzazioni sociali, dei sindacati, delle organizzazioni dei diritti umani e accademici, tutti uniti contro la riforma delle pensioni di Macri.




Cosa prevede la riforma?

Se approvata, la riforma delle pensioni modificherà la formula per il calcolo del reddito dei pensionati: i pagamenti si adeguerebbero ogni trimestre in base all'inflazione, anziché all'attuale sistema di aggiustamenti semestrali legati agli aumenti salariali e alle entrate fiscali. Questa modifica prevedrebbe un aumento delle pensioni del 5,7% per il prossimo anno; con il calcolo corrente l'aumento sarebbe stato del 12%.

Il portavoce della Confederazione Generale del Lavoro della Repubblica Argentina (CGT), Hector Daer, ha dichiarato a Telesur: "Se un decreto di necessità e urgenza verrà utilizzato per sottrarre soldi ai pensionati, inizieremo uno sciopero di 24 ore"


La giornata di oggi

Migliaia di manifestanti, appartenenti a diversi partiti politici, gruppi sociali e sindacati, si sono riuniti in prossimità del Parlamento. E' subito scattata una grande operazione di polizia che ha incluso la Gendarmeria e ci sono stati violenti scontri con le forze di sicurezza. Il voto è stato rimandato dopo che anche giornalisti e deputati sono stati oggetto della repressione.
 
In questi tweet che vi riproponiamo c'è un'ottima sintesi del racconto della giornata, con la Gendarmeria che ha iniziato a sparare con proiettili di gomma, cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. "I poliziotti sono militari, e i militari sono stati mandati in tutte le strade come in una dittatura”, ha dichiarato a RT uno dei manifestanti.
     

Come potete vedere nei video sopra gas lacrimogeni, proiettili di gomma sono stati sparati contro giornalisti e deputati. il caso più grave è quello di Pablo Piovano, foto-reporter di Pagina 12 (nella foto copertina dell'articolo) cui va la solidarietà della nostra Redazione.



La domanda che come AntiDiplomatico ci poniamo - e lo facciamo anche in relazione al sospetto silenzio recente verso il nuovo golpe e brutale repressione in Honduras - è questa: come dobbiamo leggere la disattenzione e il silenzio dei media mainstream sulla brutale repressione in corso oggi in Argentina? Dobbiamo concludere che la fedele appartenenza al blocco neo-liberista fa guadagnare ai governi l’omertà delle grandi corporazioni dell’”informazione”?

 

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