Chavez 2013-2023. Il Comandante agli antipodi del progressismo

Chavez 2013-2023. Il Comandante agli antipodi del progressismo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

All'approssimarsi dell'anniversario della scomparsa fisica (dieci anni) di un gigante quale il Comandante Hugo Chavez, un uomo che con la forza delle sue idee e delle sue azioni è riuscito a cambiare la storia di un paese, il Venezuela, e di un'intera regione che sulla scorta dell'esempio chavista aspira irrimediabilmente all'unità e alla fratellanza, abbiamo deciso di dedicare una serie di articoli al Comandante Chavez.

Quello che segue è un articolo del professor Luis Pino apparso su teleSUR a 5 anni dalla morte di Hugo Chavez.

---------------

Adesso che il Comandante della Rivoluzione Bolivariana e socialista è fisicamente e materialmente assente, è quando, tra le donne e gli uomini della terra, quelli di noi che lo hanno conosciuto da lontano e da vicino, geograficamente, senza alcuna fraseologia addolcita dall'assenza della sua morte, sentono la mancanza del suo essere così diretto e trasparente nelle parole, con il candore di un bambino e la profondità di un intellettuale organico, che esprimeva: ciò che sentiva, ciò che sapeva, ciò che stava facendo e ciò che avrebbe fatto.

Raccontano, parole di più, parole di meno, tra i loro amici dell'infanzia, della giovinezza e dei tempi militari, anche tra quelli che lo disprezzavano, che quando quell'uragano rivoluzionario si stava preparando in Hugo Chávez, con il Movimento Bolivariano, il soldato della Patria, il romantico rock 'n' roller, il professore dell'Accademia Militare, il comandante in capo, ha sempre fatto valere le cose con la verità e la convinzione per ciò che predicava, soprattutto, con la sua natura diligente e curiosa, poiché era l'arañero di Sabaneta de Barinas.

Poi irruppe sulla scena nazionale, assumendo la sua responsabilità nel fallito colpo di Stato del 4 febbraio 1992, con un tirocinio nella prigione della dignità, che invece di sottometterlo e portarlo ad assumere un discorso di clemenza, pietà e perdono, questa circostanza servì al comandante Hugo Chávez come faro da cui guidare, non più un pugno di soldati, ma un popolo arrabbiato e oppresso che vedeva in lui la speranza liberatrice alla fine del XX secolo e l'inizio del XXI. Quella speranza del popolo straripò e scese in piazza, dal giorno in cui Hugo Chávez Frías fu rilasciato dal carcere, fino ad oggi, quando con Nicolás Maduro intendiamo, nonostante tutte le avversità, consolidare la rivoluzione guidata dal Comandante Hugo Chávez.

Questo Hugo Chávez accumulava forze, chiamava il popolo, raccoglieva volontà, qua e là, finché con il suo messaggio liberatorio, con il socialismo bolivariano come bandiera e piano di cambiamento e trasformazione, ha posto le basi per una rivoluzione pacifica, anche se non disarmata, della nuova Patria, i cui sogni di Bolívar e Zamora furono frustrati dal tradimento e dalla barbarie capitalista, gli stessi che tentarono di domare Hugo Chávez e che li hanno portati a tradirlo, a fare un colpo di Stato e ad assassinarlo, con il supporto della nanoscienza al servizio della morte. E tutto questo per un motivo fondamentale: perché il comandante Hugo Chávez, con la rivoluzione bolivariana e socialista, si è posto agli antipodi del cosiddetto "progressismo".

Il Comandante Hugo Chávez ha continuato ad accumulare forza, non per se stesso, ma per tutti i popoli del Nuovo Mondo multicentrico e pluripolare, a cui ha indicato con semplicità, chiarezza e onestà, che la strada è il socialismo, non il revisionismo in tutte le sue forme e manifestazioni, tanto meno il capitalismo della destra. 

Hugo Chávez Frías, da grande statista, ha saputo percepire il momento storico in cui viveva, da buon discepolo del marxismo e da buon apprendista, dialettico per eccellenza, ha compreso Karl Marx, V. Ilich Lenin e ha ricreato nelle sue azioni, alla maniera venezuelana, tutto ciò che Albert Einstein ha spiegato nel suo libro Perché il socialismo.

Il Comandante Hugo Chávez, essendo un dialettico: prima ha compreso, vissuto e trasformato il contesto e la realtà politica, economica e sociale del Venezuela; allo stesso tempo, dal suo internazionalismo rivoluzionario e con l'esempio del grande tra i grandi, il Comandante Fidel Castro, Hugo Chávez ha compreso la necessità di lavorare per l'unità dei popoli che stavano lottando per l'emancipazione dei nostri popoli fratelli, comprendendo i livelli e i gradi di coscienza rivoluzionaria in ogni punto specifico dei popoli. 

Ebbene, viviamo in un momento di maturazione, crescita ed emancipazione di molti popoli fraterni, e con essi sono nate bellissime iniziative, come l'Alternativa Bolivariana per i Popoli della Nostra America - Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP), l'Unione delle Nazioni del Sud (UNASUR) e PetroCaribe, oltre al rafforzamento di altre già esistenti, con l'obiettivo di consolidare i legami di solidarietà, il sostegno economico e il rafforzamento delle nostre democrazie nazionali, per un mondo migliore per le masse popolari. 

Questa febbre di rivoluzioni, con leader autoctoni, si esprimeva in un fervore e in una ricerca di rafforzamento democratico, ma questa euforia rivoluzionaria non era tale in tutti gli angoli in cui si risvegliava questo sogno e questo anelito dei nostri popoli, per una ragione: tra la dotta ignoranza, il cretinismo e l'asino di fronte all'impero statunitense e alle altre iene europee, molti dei nostri governi e governanti di questo nuovo mondo, tendevano a flirtare con i consigli del "progressismo", perché non osavano dire ai loro popoli che ciò che stavano perseguendo erano determinate esigenze, senza toccare o intaccare le fondamenta del capitalismo e, fondamentalmente, senza intaccare la vera classe dominante, la borghesia, motivo per cui molti dei loro governi, essendo popolari e populisti, non erano affatto governi del popolo, né per la sua emancipazione o il suo potenziamento.

È per questo che dopo un breve lasso di tempo lineare e cronologico, di fronte a qualsiasi alterna vicenda elettorale, quei governi, amici, alleati e fratelli, che si proclamavano "progressisti", che abbracciavano Hugo Chávez e accettavano, con una certa derisione e accondiscendente pietà per il sognatore di Sabaneta, cominciarono a essere sostituiti dai governi di estrema destra. Peggio ancora, con il voto e l'elusione della volontà del popolo, distratto per un certo periodo dall'inganno e dal cambiamento dello Stato sociale, hanno aggiunto l'ignoranza appresa e il discorso del progressismo, che non è altro che la riorganizzazione tollerabile del capitalismo, in modo che tutto rimanga uguale nelle basi strutturali dello Stato, del governo e della Repubblica.

Il risultato di questo progressismo è stata la caduta di tali governi e il loro sconforto di fronte alla classe politica che li ha guidati, la cosiddetta leadership progressista, da un lato, e l'estrema destra, più servile della prima, dall'altro, mentre all'altro estremo si trova la via del socialismo del XXI secolo, senza ricette meccaniche, senza brutte copie e senza imitazioni, come proposto in ogni forum internazionale dal comandante Hugo Chávez.

Sono passati cinque (5) anni dalla morte del Comandante Hugo Chávez e, sebbene alcune voci ottimiste con finte terapie di assenza e di lutto proclamino che Chávez non è morto, la vera verità è che il dolore e l'assenza fisica non lo sostituiranno, né la fraseologia a buon mercato, né la consolazione di sciocchi illuminati, perché l'unico modo onesto, materiale e concreto in cui noi, che siamo arrivati ad ammirarlo, ad amarlo e a interrogarlo in tutti i suoi aspetti, possiamo far sì che questa assenza e mancanza del sorriso, della voce e dell'azione di Hugo Chávez riviva in noi, è preservare la sua eredità, in parole e azioni, da dove cerchiamo, con grande attenzione, di emulare le cose come le avrebbe fatte il Comandante Hugo Chávez, come le ha prefigurate nel suo progetto per la patria e come ha vissuto questo gigante di uomo, con onestà, chiarezza e trasparenza, proprio come sta facendo il presidente chavista della classe operaia, Nicolás Maduro Moros, con orgoglio e determinazione per costruire il socialismo bolivariano e chavista nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, rispettando le diversità, ma senza soccombere al riassetto del capitalismo, anche se mascherato sotto le vesti del "progressismo". Chávez vive! Il nuovo mondo, multicentrico e multipolare, avanza.

(Traduzione de l’AntiDiplomatico)

Potrebbe anche interessarti

Lula e la causa palestinese di Fabrizio Verde Lula e la causa palestinese

Lula e la causa palestinese

Genova, manifestazione contro le politiche belliciste della NATO di Leonardo Sinigaglia Genova, manifestazione contro le politiche belliciste della NATO

Genova, manifestazione contro le politiche belliciste della NATO

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA" LAD EDIZIONI 3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula di Geraldina Colotti Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula

Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Brecht e il Festival di Sanremo di Francesco Erspamer  Brecht e il Festival di Sanremo

Brecht e il Festival di Sanremo

Saras in mani stranieri e non è una notizia? di Paolo Desogus Saras in mani stranieri e non è una notizia?

Saras in mani stranieri e non è una notizia?

Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia di Giorgio Cremaschi Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia

Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia

La bufala dell'"accordo" sul fentanyl e le nuove guerre dell'oppio di Francesco Santoianni La bufala dell'"accordo" sul fentanyl e le nuove guerre dell'oppio

La bufala dell'"accordo" sul fentanyl e le nuove guerre dell'oppio

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

La mozione PD e il macabro teatrino di colonia Italia di Alberto Fazolo La mozione PD e il macabro teatrino di colonia Italia

La mozione PD e il macabro teatrino di colonia Italia

Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni) di Giuseppe Giannini Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni)

Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni)

Autonomia differenziata e falsa sinistra di Antonio Di Siena Autonomia differenziata e falsa sinistra

Autonomia differenziata e falsa sinistra

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE di Gilberto Trombetta L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ di Michelangelo Severgnini SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ

SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ

Stellantis. Cosa cambia dopo l'accordo con la cinese Leapmotor di Pasquale Cicalese Stellantis. Cosa cambia dopo l'accordo con la cinese Leapmotor

Stellantis. Cosa cambia dopo l'accordo con la cinese Leapmotor

Anche la Danimarca chiude l'indagine sul Nord Stream di Andrea Puccio Anche la Danimarca chiude l'indagine sul Nord Stream

Anche la Danimarca chiude l'indagine sul Nord Stream

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

OCSE, in Italia salari bassi e troppe ore lavorative di Michele Blanco OCSE, in Italia salari bassi e troppe ore lavorative

OCSE, in Italia salari bassi e troppe ore lavorative

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti