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Cina, Global Times: le élite statunitensi vogliono il neo-maccartismo?

 


di Li Qingqing - Global Times
 

Il noto economista e professore della Columbia University, Jeffrey D Sachs, ha suscitato un vespaio definendo gli Stati Uniti come una minaccia allo stato di diritto internazionale. Gli studiosi statunitensi si sono scagliati contro l’accademico che ha scritto un articolo sul caso riguardante il CFO di Huawei Meng Wanzhou, intitolato: "Gli Stati Uniti, non la Cina, sono la vera minaccia allo stato di diritto internazionale".

 

Apparentemente irritato dalla scorrettezza politica dell'articolo, Isaac Stone Fish, giornalista e opinionista collaboratore di The Washington Post Global Opinion, ha contestato aggressivamente Sachs su Twitter: "Huawei ti ha pagato per questo?" Inoltre, ha anche chiesto a Sachs di dichiarare la sua posizione sul governo cinese dello Xinjiang: "Le dispiacerebbe spiegarmi come condanna i campi di concentramento nello Xinjiang?”

 

Isaac non è l'unico a criticare Sachs che è stato attaccato in maniera accesa su Twitter dagli studiosi statunitensi che lo accusano di essere una "testa parlante pagata dalla Cina” o "notevolmente naïve". È abbastanza sorprendente. Questi accademici non stanno davvero discutendo l'opinione di Sachs, ma utilizzano accuse infondate per attaccare il professore. I circoli accademici statunitensi sono in prima fila nell’andare verso una nuova guerra fredda con la Cina?

 

Durante l'era di McCarthy, molti americani furono accusati di essere comunisti, simpatizzanti comunisti, commettere atti di sovvresione o tradimento senza prove.

Adesso Sachs è assediato con con gravi accuse, questa è un'indicazione che sta emergendo un'era di neo-maccartismo? In un discorso all'Asian Society Policy Institute di New York all'inizio di dicembre, l'ex primo ministro australiano Kevin Rudd ha avvertito Washington del suo crescente neo-maccartismo. Le élite statunitensi vogliono davvero vedere uno scontro Cina-USA in piena regola?

 

I principali media e studiosi statunitensi usano sempre la censura ideologica per incolpare la Cina. Ma l'attuale situazione difficile di Sachs confonde il popolo cinese.

 

La Cina sta affrontando un nuovo ciclo di riforme e apertura, e accoglie sempre la reciproca cooperazione a tutto tondo. Ma sembra che gli Stati Uniti non vogliano collaborare. Trattano la Cina in modo estremo. Tutti sostengono la Cina colpisca gli interessi degli Stati Uniti, e qualsiasi cosa il governo cinese faccia per avvantaggiare il suo sviluppo irrita Washington. Questo non aiuterà mai a riportare in pista le relazioni tra Pechino e Washington.

 

Il primo presidente americano George Washington disse nel 1783: "Se agli uomini viene impedito di esprimere i loro sentimenti su una questione... muti e silenziosi possiamo essere condotti, come pecore, al massacro". Più di due secoli sono passati, gli Stati Uniti riporteranno indietro la ruota della storia?

 

(Traduzione de l’AntiDiplomatico)

 

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