Cuba, sinistra compiacente sull'alleanza tra le destre estreme e la 'diaspora' di Miami

Cuba, sinistra compiacente sull'alleanza tra le destre estreme e la 'diaspora' di Miami

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Pochi giorni fa, 'l'AntiDiplomatico', ha pubblicato un articolo su Yoani Sánchez e Jair Bolsonaro dove spiegavo il sostegno che la famosa blogger cubana ha dato ai candidati di destra – perfino razzisti – nelle varie presidenziali latinoamericane senza alcun tipo di imbarazzo. E sembra che anche per Yotuel Romero, l'artista cubano di 'Patria y Vida'[1], scegliere di stare a fianco dell'estrema destra sia normale; tanto normale che la 'diaspora' cubana di Miami – quella ostile al governo dell'Isola – lo ha scelto come suo simbolo e portavoce. Ma quello che normale non dovrebbe essere, è che l'amministrazione Biden lo ha eletto come suo interlocutore abituale.

Il passato giugno, a Yotuel Romero, gli fecero incontrare esponenti politici dei gruppi di destra, sia spagnoli che europei, come VOX, il Partito Popolare e Renew Europe. L'occasione era per il voto sulla 'Proposta di Risoluzione' contro Cuba presentata all'Europarlamento.
Sembra che quella non sia stata l'unica eccezione, perché quei gruppi politici hanno continuato ad avere un buon feeling.

Meno di un mese fa, a Madrid, hanno organizzato una manifestazione contro il governo dell'Isola e in prima fila, come rappresentate del popolo cubano, ci hanno messo proprio Yotuel Romero (sic!), che ha vissuto più anni fuori dal suo Paese che sull'Isola. Ora ha 44 anni ma se ne andò da Cuba che ne aveva 19. 

Erano presenti anche Sayde Chaling-Chong e Lázaro Mireles; il primo lasciò l'Isola diciannove anni fa, mentre il secondo 'solo' da nove.
Di loro due ne parlo per la militanza nel partito razzista spagnolo di estrema destra VOX.
Sayde Chaling-Chong fu anche candidato con loro ma, essendo di colore, ha in seguito avuto molti problemi nel partito, come lui stesso ha dichiarato in varie interviste.

Invece, Lázaro Mireles, in un articolo de 'La Gaceta de Iberosfera' (giornale di proprietà di VOX), viene presentato con una foto dove, in una mano ha la bandiera cubana, mentre nell'altra ha un cartello con “il volto del criminale Che Guevara barrato da un segnale di divieto”, così lo descrive l'autore dell'articolo.
Poi Mireles afferma che «Vox è il partito che dà voce alla dissidenza cubana e venezuelana. È Vox che è con noi, è Vox che ci ha dato supporto... e per questo siamo molto grati a Vox.»

Ancor prima di questa manifestazione, in un articolo del 13 luglio, sempre 'La Gaceta de Iberosfera', titola: «L'esilio cubano in Spagna ringrazia VOX per il suo sostegno alla causa della libertà a Cuba»  

Anche in Germania accadde una cosa simile quando la Merkel concesse l'ingresso ai rifugiati siriani che scappavano dall'Isis e dalle bombe Nato, come spiega anche il video che segue. Video che prende spunto da un articolo de 'La pupila imsomne' dove Justo Cruz scrive:

«In quell'occasione, alcuni dei cubani “Patria y Vida” di oggi, criticarono la Merkel con lo stesso entusiasmo dei razzisti dell'AfD (Alternativa per la Germania, partito di estrema destra) come se loro stessi non fossero stranieri. Molti tedeschi rimasero a bocca aperta davanti a tale ignoranza.  
In Germania esiste un'organizzazione di dubbio attivismo politico con il patetico nome di 'Società Internazionale per i Diritti Umani' (IGFM suo acronimo tedesco) il cui Presidente onorario era consigliere di Augusto Pinochet e, tra le altre barbarie, lottarono con tutte le loro forze contro la scarcerazione di Nelson Mandela. Ebbene, questa organizzazione da anni si preoccupa molto dei “diritti” del popolo cubano.»

Tornando alla manifestazione spagnola contro Cuba, insieme a queste persone, non poteva mancare la Presidente di Vox a Madrid che marciava in prima fila insieme a Yotuel Romero.

Rocío Monasterio, figlia di padre cubano e madre spagnola, proviene da una famiglia cubana di grandi latifondisti e proprietaria della 'Compagnia Zuccherificio Atlántica del Golfo'. Dopo la Rivoluzione del 1959 lasciarono l'Isola per trasferirsi in Spagna.
Anche su di lei se ne potrebbero dire tante ma riporto solo un esempio tra i meno inquietanti perché è accaduto proprio il passato 19 agosto.

La Monasterio ha pubblicato una foto su Instagram (quella in 'copertina' all'articolo) dove imbraccia ben decisa un fucile: 'calcio' fermo sulla spalla, occhio attaccato al mirino, canna dritta difronte a lei e... fuoco: «60 metri... 9 bersagli su 10. Continueremo ad allenarci». Questo è stato il commento che ha lasciato scritto. 

Di quelli che le hanno lasciato commenti ne cito solo alcuni: "Grande Rocío se metti la faccia dei socialisti ne fai 10 su 10”; “Direttamente a Sánchez, per favore. Viva Franco! [Sánchez, presidente spagnolo]”; “È questo quello che dobbiamo iniziare a fare per il futuro”.

Eppure tantissimi cubani che vivono fuori dall'Isola, volendo diffondere in rete la propaganda anticubana, condividono sui loro profili social le foto e i discorsi di questi personaggi, inneggianti a una 'ideologia' fascista e franchista.

A parte il sostegno che questi partiti di estrema destra danno al cantante Yotuel Romero e ai cubani che incitano l'invasione 'umanitaria' nell'Isola, la cosa più incredibile è che anche l'amministrazione del democratico Biden da credito al leader di 'Patria y Vida', ricevendolo come se fosse un interlocutore affidabile per capire la complessa realtà politica, economica, sociale e finanziaria che sta passando Cuba, e su come gli Stati Uniti si dovrebbero muovere per far cadere il suo sistema socialista.

Lo prendono così sul serio che il 19 agosto, il 'Segretario per la Sicurezza interna degli Stati Uniti' Alejandro Mayorkas, anche lui di origine cubana, ha incontrato a Miami alcuni rappresentanti per confrontarsi sulle iniziative da intraprendere contro Cuba, e tra loro ha invitato anche Yotuel Romero.

Per l'incontro hanno scelto un luogo molto simbolico per quella che fu la 'diaspora' anticastrista, il santuario de 'La Ermita de la Caridad' di Miami, costruito nel 1967 dalla comunità cubana per venerare la Santa Patrona di Cuba, la 'Virgen de la Caridad del Cobre'.

L'incontro è stato a porte chiuse e, oltre a Yotuel Romero, c'era la cubana Rosa Maria Payá, residente negli Usa e finanziata dalle agenzie statunitensi per portare avanti le sue battaglie anticubane dopo la morte del padre; c'era il Sindaco della Contea di Miami-Dade, Daniella Levine Cave; il produttore musicale Emilio Estefan; il presidente del Partito Democratico della Florida, Manny Díaz; il sindaco di Miami, Francis Suárez; e Omar López Montenegro, della Fondazione nazionale cubano-americana.

Tralascio tutti gli altri per andare a 'inquadrare' la grande sensibilità diplomatica del sindaco di Miami, Francis Suárez, ricordando quello che ha detto alla 'Fox News' dopo le proteste dell'11 luglio:
«Gli Usa dovrebbero prendere in considerazione attacchi aerei contro Cuba. Ciò che dovrebbe essere contemplato ora è una coalizione per potenziali azioni militari a Cuba [Libia, Siria, Afganistan, Iraq, insegnano. N.d.T]».

Aggiungo che Francis Suárez, nemmeno un mese prima delle proteste, aveva organizzato una conferenza chiamata 'Revisione del regime criminale di Cuba'.
Alla presentazione aveva detto che «La testa del serpente nel nostro emisfero è Cuba, e noi possiamo, se Dio vuole, affrontare questo serpente e sconfiggerlo».

Come sempre mi rimane difficile commentare tutto questo, e allora riprendo le parole pronunciate alla fine del video che ho segnalato:

«Curioso che la stampa “liberale”, “progressista” europea non sia colpita da questo stretto legame tra l'estrema destra e la cosiddetta “dissidenza” cubana, che presenta in modo chiaro quale è il suo progetto per il futuro di Cuba».


[1] Come e perché si è creato il 'progetto' “Patria y Vida”
 https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-quello_che_i_media_non_dicono_su_cuba_e_il_rap_anticomunista_patria_y_vida/5694_42275/

Roberto Cursi

Roberto Cursi

Sono nato a Roma nel 1965 (ancora ci vivo) passando una felice infanzia in uno dei grandi cortile di un quartiere popolare. Sin da adolescente mi sono avvicinato alla politica ma lontano dai partiti. A vent'anni il mio primo viaggio intercontinentale in Messico; a ventitre apro in società uno studio di grafica e servizi per tipografie, seguono poi altre esperienze lavorative; a ventiquattro anni decido di andare a vivere da solo. Affascinato dall'esperienza messicana seguiranno altri viaggi in solitaria in terre lontane, accompagnato solo dalle mie due fotocamere “Fujica”: Vietnam, Guatemala, deserto del Sahara, Laos... fino a Cuba.

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