/ Dopo i 16 morti sulle Ramblas, Barcellona "risponde" al terrorism...

Dopo i 16 morti sulle Ramblas, Barcellona "risponde" al terrorismo... con una conferenza contro il governo di Assad!

 

La giunta della "femminista" Ada Colau si appoggia al think tank CIDOB, sul libro paga di Soros, per una mobilitazione contro il popolo siriano e il governo di Assad.



di Omar Minniti


Barcellona è stata duramente colpita dal terrorismo di matrice jihadista. Sono state 16 le vittime dell'attacco sulle Ramblas di metà agosto, a cui vanno aggiunte decine di feriti, alcuni dei quali ancora in gravi condizioni. Una città che si diceva "aperta e solidale", ma che ha scoperto di essere la culla del fondamentalismo wahabita in Catalogna e Spagna, che "vanta" due terzi degli arrestati per jihadismo in tutto il paese ed almeno 50 moschee salafite operanti sul suo territorio. Eppure, la principale preoccupazione della sindaca "femminista" Ada Colau (la stessa che si è fatta riprendere sorridente dai fotografi durante la commemorazione delle vittime) sembra essere il legittimo governo siriano del presidente Assad. Cioè colui che i terroristi dell'Isis ed Al Qaeda li sta combattendo e sconfiggendo davvero. 





La giunta comunale di Barcellona ha, infatti, organizzato un convegno di due giorni - 27 e 28 settembre - per denunciare la "dittatura" e la "repressione militare del regime di Assad". Partner dell'evento è il ben noto think tank liberale catalano CIDOB, il Barcelona Centre for International Affairs, finanziato dall'alchimista delle rivoluzioni colorate George Soros. Tra i partecipanti, anche degli esponenti del collettivo Al Jumhuriya, network di presunti "oppositori" siriani legati ai cosiddetti "ribelli moderati", jihadisti anch'essi. 
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