Dalla parte del lavoro/Doveva andare tutto bene. E invece andrà Tito Boeri

Doveva andare tutto bene. E invece andrà Tito Boeri

 

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di Giorgio Cremaschi

L’ex presidente INPS Tito Boeri, area centrosinistra tendenza Fornero, su la Repubblica, nuovo organo degli Agnelli, si lancia in un anatema contro il blocco dei licenziamenti. La tesi del non a caso bocconiano è che quel blocco impedirà alle imprese di assumere e ingesserà l’economia. In più il cosiddetto economista si trasforma in costituzionalista, assererendo che così si violerebbero i principi di libertà d’impresa contenuti nella nostra Carta.

In attesa che Boeri si pronunci come virologo, ci sentiamo di affermare che la sua tesi rappresenta la sintesi delle corbellerie liberiste che hanno devastato il mondo negli ultimi trent’anni; e che hanno più esposto ai colpi della pandemia proprio quei paesi che secondo quelle corbellerie sono stati governati.

Dunque perchè si assuma bisogna licenziare, perché i giovani trovino un lavoro bisogna che gli anziani non vadano in pensione prima dei settant’anni, per lavorare tutti bisogna aumentare l’orario di lavoro, ?perché i lavoratori guadagnino di più bisogna tagliare i salari, perché chi lavora abbia più diritti bisogna eliminare l’articolo 18, perché ci sia più benessere per tutti bisogna che i ricchi siano più ricchi, perché i servizi pubblici funzionino meglio bisogna che siano in mano ai privati, per avere più salute bisogna chiudere più ospedali, per migliorare l’ambiente bisogna eliminare i vincoli ambientali..

Sono paradossi che messi assieme sembrano tutti usciti dal paese degli Acchiappacitrulli di Pinocchio. Paradossi, basati sul principio prima ti tolgo e poi ti prometto, che per anni sono stati praticati dai governi e propagandati dai mass media e dai vari Tito Boeri. Il quale oggi ci vuole anche far credere che i padri della nostra Costituzione avrebbero considerato un intollerabile sopruso togliere alla FCA il diritto di licenziare o alla Whirlpool quello a delocalizzare. D’altra parte proseguendo nei paradossi liberisti si può tranquillamente arrivare a sostenere che la via migliore per la democrazia sia la dittatura. Non ha forse auspicato una dittatura democratica un altro intellettuale di Confindustria come Massimo Cacciari?

Altro che Parri, Calamendrei, Togliatti, De Gasperi .. oggi la Costituzione la fanno i mercati e i padroni. E Boeri è il perfetto costituzionalista di Bonomi. 
 
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