Elica, Whirpool. Operai a Roma: "Il livello di scontro si alzerà tantissimo. Non accettiamo che il lavoro vada in Polonia"

Elica, Whirpool. Operai a Roma: "Il livello di scontro si alzerà tantissimo. Non accettiamo che il lavoro vada in Polonia"

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Oggi a Roma due Tavoli di vertenze molto calde ed emblematiche di quello che avviene oggi in Italia. Napoli e Ancora unite nella lotta. Vivono un comune destino, le multinazionali ormai spadroneggiano in Italia a causa di un potere politico non solo pavido ma anche complice di chi usa, spreme fino all'osso i lavoratori e poi se ne sbarazza delocalizzando o chiudendo le aziende da un giorno all'altro.

Non è un problema di aziende in crisi, sono piattaforme industriali sane ma che una gestione finanziaria e speculativa porta ad una chiusura per aumentare ulteriormente i profitti.

A Roma davanti al Mise i lavoratori dell'Elica di Ancora, 150 operai , che rischiano di perdere il lavoro perché la direzione aziendale ha deciso la delocalizzazione in Polonia. Da 7 mesi organizzano scioperi e proteste, ma hanno avvertito che se oggi non ci saranno novità decisive per il loro futuro occupazionale "il livello di scontro si alzerà tantissimo. Non accettiamo che il lavoro vada in Polonia."

Da Napoli sono arrivati in presidio al Mise anche 300 lavoratori della Whirlpool di Napoli da anni ormai in lotta contro la chiusura decisa dai vertici aziendali, nonostante quello partenopeo fosse un'azienda in attivo.

Gli operai napoletani pendono dalle decisioni del Consiglio dei Ministri e dalla sentenza sui loro licenziamenti.

Una cosa è certa, anche a Napoli non molleranno.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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