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FOTO. "Erdogan padrino dei terroristi che l’Occidente chiamava ribelli". La bandiera siriana torna anche nelle manifestazioni filo-curde a Roma

 

Mentre l’Esercito siriano arrivava a Kobane per fronteggiare l’invasione a opera delle truppe di Erdogan alleate con gruppi armati estremisti fino a poco fa appoggiati anche dall’Occidente e dal Golfo, a Roma Rete No War, dal 2012 impegnata contro la guerra per procura che ha distrutto la Siria, ha partecipato, il 16 ottobre, con cartelli e la bandiera siriana disegnata, alla manifestazione anti-aggressione turca indetta davanti a Montecitorio dalla comunità curda e dalla Rete Kurdistan.


 

Le foto dei cartelli che, in italiano e arabo e insieme alla bandiera, ricordavano da un lato che «la Siria è di tutti i siriani», dall’altro le complicità dei paesi Nato, delle monarchie del Golfo, dei media mainstream che per molti anni, nell'indifferenza dell'opinione pubblica occidentale, hanno partecipato o sono stati complici all’aggressione alla Siria che ora viene imputata alla sola Turchia.

«Erdogan padrino dei terroristi che l’Occidente chiamava ribelli» e «Erdogan e i suoi terroristi in Siria da anni, complici i paesi Nato e i media». Il messaggio in arabo «La Siria casa di tutti i siriani» è stato copiato dalla frase di Juan Shabo, giovane curdo che vive a Damasco, membro del Partito comunista siriano unificato.

Marinella Correggia


Qui sotto il comunicato di Rete No War 

La Rete NO WAR condanna fermamente l'invasione della Siria ad opera dell'esercito turco come crimine di guerra.
Rischia di provocare ulteriori disastri e sofferenze per tutte le popolazioni di quel paese, e per tutte le popolazioni del Medio Oriente già così gravemente provate.

Plaude la decisione della comunità curda siriana di riunirsi agli altri popoli della Siria lottando a fianco dell'esercito nazionale per respingere l'invasione delle truppe turche, invece di continuare a rincorrere l'illusoria "protezione" degli Stati Uniti, la cui stessa presenza in Siria è comunque illegittima.

I siriani di tutte le etnie e confessioni -- Arabi, Curdi, Armeni, Assiri, Sunniti, Sciiti, Alawiti, Drusi, Cristiani, Yazidi -- sono convissuti insieme pacificamente e proficuamente da generazioni e potranno farlo in futuro, se lasciati in pace.

La sconfitta dell'invasore turco ed il ritiro di tutte le forze straniere e delle formazioni jihadiste e terroriste presenti nel paese è premessa indispensabile per l'apertura di una trattativa per una maggiore autonomia dei curdi-siriani nel quadro di una Siria multietnica, integra, indipendente, laica e socialista.

Chiediamo al Governo italiano di adottare tutte le misure necessarie, non solo per porre un embargo totale su tutte le forniture di armi alla Turchia, ma anche per sottoporla se necessario a sanzioni, e - contemporaneamente - chiediamo di annullare le sanzioni alla Siria, che causano enormi sofferenze alla sua popolazione, e riallacciare normali relazioni con il Governo di Damasco.


 
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