"Gli USA facilitano l'ingresso dell'ISIS in Afghanistan"

Un nuovo rapporto rivela come le forze armate statunitensi facilitino l'ingresso del gruppo terroristico ISIS-Daesh in Afghanistan.

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"Gli USA facilitano l'ingresso dell'ISIS in Afghanistan"


Un articolo pubblicato dal quotidiano indiano 'The Economic Times' mette in discussione i futuri piani di Washington per l'Afghanistan, denunciando che le forze statunitensi stanno facilitando l'ingresso del gruppo terroristico ISIS (Daesh, in arabo) nel paese dell'Asia centrale.
 
Secondo la pubblicazione, mentre i cieli dell'Afghanistan rimangono sotto il pieno controllo delle forze statunitensi e della NATO, ci sono rapporti secondo cui diversi elicotteri non identificati trasportano i militanti del Daesh, dall'Iraq e dalla Siria, in territorio afghano.
 
Il rapporto stima inoltre che circa 10.000 membri di questa banda estremista ta operino in diverse aree dell'Afghanistan e sottolinea che questo numero aumenta sotto l'occhio vigile delle truppe USA.
 
Ci sono diversi documenti che avvertono che gli Stati Uniti ei loro alleati hanno creato la banda terroristica Daesh nella zona e, dopo i loro fallimenti in Siria e in Iraq, stanno spostando i loro elementi in Afghanistan.
 
Nel novembre 2017, l'ex presidente afgano Hamid Karzai, in un'intervista al canale televisivo del Qatar Al-Jazeera, ha assicurato che gli Stati Uniti stavano collaborando con il Daesh in Afghanistan per permettere al gruppo terrorista di prosperare in questo paese.
 
L'ex presidente ha denunciato, allo stesso modo, che l'amministrazione del presidente americano Donald Trump, ha usato l'ISIS come scusa per lanciare la cosiddetta "madre di tutte le bombe", la GBU-43 / B Massive Ordnance Air Blast bomb, MOAB, sull'Afghanistan ad aprile 2017.
 
Washington e i suoi alleati hanno invaso l'Afghanistan nel 2001 con la scusa di combattere il terrorismo. L'intervento militare, tuttavia, ha solo aggravato la situazione e aperto la strada all'emergere di gruppi terroristici come l'ISIS nel paese dell'Asia centrale, dopo la loro espulsione dall'Iraq e dalla Siria.
 

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