I "lupi di Putin": la tabella che smentisce l'ennesima fake news resa virale da Repubblica
di Francesco Santoianni
In settimana evidenziavamo l’abissale livello raggiunto dai mass media di regime (e il conseguente crollo di lettori) segnalando un articolo apparso su Repubblica sui soldati di Putin costretti a scappare a dorso di cavalli o asinelli di fronte all’avanzare dell’esercito ucraino; articolo anonimo e, forse, imposto dalla direzione editoriale. Oggi Repubblica sfodera un altro capolavoro, questa volta firmato dal suo giornalista di punta, intitolato: << La guerra di Putin uccide in Finlandia: i lupi sconfinano e fanno strage di renne. I cacciatori si sono dovuti arruolare e così questi predatori si riproducono indisturbati e cercano cibo al di là della frontiera >>; una “notizia” (creata su un controverso articolo della CNN <<Le "renne di Babbo Natale" sono a rischio. La colpa è dei lupi russi?>>) che si direbbe faccia da pendant con un’altra subdola campagna stampa contro la Russia basata su un altro simpatico animale: il “delfino di Putin”.
Ma addentriamoci nella disamina dell’articolo della CNN il cui titolo, a differenza di quello di Repubblica, si conclude con un punto interrogativo e che, sostanzialmente, si limita a riportare, con sorprendente cautela, la teoria dei bracconieri russi (in Russia, circa 100.000 esemplari, il lupo è una specie protetta) che sarebbero ora impegnati in Ucraina.
<<La teoria è che le renne finlandesi vengano uccise in gran numero dai lupi russi che attraversano il confine di oltre 1.300 chilometri che corre tra i due paesi. Il motivo esatto per cui i lupi in queste regioni di confine russe stiano attraversando il confine con la Finlandia è oggetto di un continuo dibattito scientifico. Alcuni media russi hanno documentato l'impatto dell'industria del legname sugli habitat della fauna selvatica in questa parte del Paese. Un’altra teoria punta (invece) alla guerra in Ucraina. (…)
Sebbene le popolazioni di lupi siano aumentate in tutta Europa, la spiegazione più diffusa in Finlandia per il numero record di attacchi di lupi nelle regioni settentrionali di allevamento delle renne si trova a centinaia di chilometri di distanza: nelle profondità delle trincee russe dell'Ucraina. (…) Si dice che in Russia si stiano cacciando meno lupi, grazie al reclutamento di massa e alla parziale mobilitazione di uomini abili al combattimento – cacciatori inclusi – nello sforzo bellico russo in Ucraina. E questo porterebbe a un'esplosione di predatori come orsi, ghiottoni, linci e lupi, tutti predatori di renne.>>
Ovviamente, dell’aumento del numero degli orsi, dei ghiottoni (mammiferi carnivori della famiglia dei mustelidi) e delle linci, nessuna traccia. In compenso, gli scienziati intervistati dalla CNN si affidano (oltre ad un insolito DNA ritrovato nelle feci di lupi) ad una tabella che dovrebbe attestare il legame tra l’aumento delle aggressioni dei lupi e la guerra in Ucraina.

In realtà, quello che la tabella evidenzia si direbbe un aumento progressivo delle aggressioni dei lupi cominciato nel 2013 e, rispetto al 2021, un vistoso calo del numero delle aggressioni (registrato negli anni 2022, 2023, 2024). Una situazione che, in Finlandia, nonostante l’inconsistenza della documentazione, ha scatenato la psicosi dei “lupi di Putin” e una legge, che abrogando una protezione in vigore dal 1973, permetterà di uccidere ben 65 lupi su una popolazione complessiva di appena 400 esemplari.
Poveri lupi. E povero Babbo Natale che, ora senza renne, si è ridotto a derubare i bambini. Ovviamente, per colpa di Putin.

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