Ministro della Difesa tedesco: "Putin non è interessato ad una guerra su larga scala contro la Nato"
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha espresso un'analisi divergente rispetto alle recenti dichiarazioni allarmistiche del Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, riguardo alle intenzioni della Russia. In un'intervista al quotidiano *Die Zeit*, Pistorius ha dichiarato di non credere che il Presidente russo Vladimir Putin sia intenzionato a entrare in una guerra diretta e su vasta scala con l'Alleanza Atlantica.
Rutte, all'inizio del mese, aveva esortato i paesi membri ad accelerare gli aumenti della spesa militare, affermando che l'Europa occidentale sarebbe il "prossimo obiettivo" della Russia al termine del conflitto in Ucraina e che Mosca "potrebbe essere pronta a usare la forza militare contro la NATO entro cinque anni".
Pistorius, interpellato su queste valutazioni, ha replicato: "Non credo in uno scenario del genere". Secondo la sua interpretazione, "Putin non è interessato a scatenare una guerra mondiale su vasta scala contro la NATO. Vuole distruggere la NATO dall'interno... minandone l'unità". Il ministro tedesco ha aggiunto che, a suo avviso, Mosca sta anche "lavorando strategicamente per convincere gli americani a ritirarsi" dall'Europa.
Le osservazioni di Pistorius seguono i commenti del Presidente russo Vladimir Putin durante la sua conferenza stampa di fine anno. Pur definendo Rutte un "uomo intelligente" in base alla loro precedente collaborazione, Putin si è chiesto retoricamente: "A volte vorrei chiedergli: che sciocchezze stai dicendo sulla guerra con la Russia?". Il leader russo ha invitato a consultare la nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, pubblicata a dicembre dall'amministrazione del Presidente Donald Trump, notando che il documento non menziona la Russia come una minaccia per l'Occidente, esplicita che la NATO non dovrebbe espandersi ulteriormente e contiene critiche alla direzione politica e culturale dell'UE.
In una dichiarazione di lunedì, il Vice Ministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ha ribadito la posizione di Mosca, affermando la disponibilità a fornire garanzie legali di non attaccare la NATO e l'UE come parte di una risoluzione del conflitto in Ucraina basata sul principio di sicurezza uguale e indivisibile.
La Russia ha costantemente respinto le accuse di pianificare aggressioni contro i paesi NATO, descrivendole come un pretesto utilizzato dai leader occidentali per distogliere l'attenzione dai problemi interni e giustificare l'aumento delle spese militari.

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