"Ho ancora le mani per scrivere": il libro testimonianza sul genocidio a Gaza

3441
"Ho ancora le mani per scrivere": il libro testimonianza sul genocidio a Gaza





Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza (EDIZIONI Q) raccoglie 222 testi di numerosissimi autori di Gaza, scrittori, poeti, giornalisti o semplici cittadini. Il sottotitolo dell’originale sottolinea che si tratta di testimonianze min dakhil Ghazza (“dall’interno di Gaza”), cioè scritte da palestinesi che vivono nella Striscia. Diffuse perlopiù dai social networks, sono riportate in ordine cronologico, coprendo un periodo che va dall’ottobre del 2023 fino al settembre 2024. Mutuando un’espressione tipica del linguaggio militare, esse sono state composte a “distanza zero” dal teatro degli eventi che li vedono coinvolti, non da semplici spettatori, ma da attori, testimoni oculari, auricolari e con tutti gli altri sensi, sensazioni ed emozioni.

Dal 7 ottobre 2023 i profili dei cosiddetti “social” pullulano di testi vari in cui i palestinesi cristallizzano le terribili esperienze che vivono nel loro quotidiano, provati dalla fame, dall’oppressione, sotto una campagna di pulizia etnica e di sterminio. Nell’introduzione all’originale arabo, il poeta giordano-palestinese Musa Hawamdeh, uno dei curatori dell’opera e fondatore della casa editrice giordana Tadween, scrive: «Questi diari mostrano chi sono i veri esseri umani e chi i mostri assassini, chi sono le vittime e chi i carnefici. (…) Noi sogniamo di liberare la nostra umanità (…). Vogliamo fermare la barbarie e il mostro che non vuole riconoscere il diritto di questo popolo al proprio paese e al suo sole".

Gli abitanti di Gaza sanno che scrivere è un lusso, tra le perdite di tanti cari e la paura. Lo fanno anche per sentirsi vivi, per proteggere il cervello dalla ruggine, sapendo bene di avere «pochissimo tempo a disposizione» (frammento 118). Ma il dilemma più grande è come far sentire la propria voce al mondo. Se le immagini non bastano, come possono le parole aprire una breccia nel cuore dei lettori? E in più la lingua non riesce neanche a descrivere tutto ciò che accade, ad esprimere l’assurdità del reale.

Dopo il 7 ottobre un ministro israeliano ha definito i palestinesi “animali umani”, ma costoro sono ormai consapevoli che mentre asini, cavalli, buoi hanno un prezzo, loro non valgono niente, agli occhi del pianeta. Una menzione speciale ricevono gli asini, perché trasportano feriti, cadaveri, oggetti pesanti senza chiedere niente in cambio. Sono gli unici a condividere con gli abitanti di Gaza morte, malattie e l’eterna diarrea. Eppure c’è chi nega loro un po’ di acqua, a causa della sete che affligge la Striscia.

Con la maggior parte degli edifici distrutti o pericolanti si vive e si dorme all’aperto o in tenda. Ognuna di esse porta nelle sue pieghe una storia di perdita, di oblio forzato e di nostalgia. Poi di sera il tempo si arresta per un attimo: «Si spengono le luci e si accendono i ricordi» (frammento 207).

In un angolo un’anziana seduta racconta a se stessa della sua vecchia casa, dell’albero di olivo che abbracciava ogni mattina. Tra le macerie e le tende proliferano insetti, topi, vipere, scorpioni, mosconi blu che si nutrono di cadaveri. Inoltre nella calura della tenda «soffri di mal di testa, pressione bassa o alta, pustole di tutti i tipi, problemi ai reni, dolori alle ossa (…), un pianto represso ogni volta che ti senti soffocare in un fiume di sudore» (frammento 36). Ma a molti i topi ormai non fanno più paura, quella viene solo dall’uomo. C’è anche chi cerca una cella di carcere vuota, al posto della tenda, meglio se d’isolamento.

--------------

L'AntiDiplomatico si impegnerà in prima persona nella vendita di questa opera fondamentale dei nostri tempi. Acquistando Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza sosterrete i prossimi progetti di "Gazzella Onlus" per la popolazione di Gaza: https://www.ladedizioni.it/prodotto/ho-ancora-le-mani-per-scrivere-testimonianze-del-genocidio-a-gaza/

LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE E' UNO DEGLI ULTIMI BARLUMI DI LUCE PER L'UMANITA'

QUI PER SEGUIRE LE ATTIVITA' BENEFICHE DI GAZZELLA ONLUS

----

Testo tratto dall'introduzione dell'opera

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Lenin, il primo architetto del mondo multipolare di Fabrizio Verde Lenin, il primo architetto del mondo multipolare

Lenin, il primo architetto del mondo multipolare

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica di Giuseppe Masala L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il PD alla continua ricerca di se stesso di Giuseppe Giannini Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti