I BRICS e la presidenza russa: sfide e obiettivi. Intervista della TASS a Jurij Ushakov

I BRICS e la presidenza russa: sfide e obiettivi. Intervista della TASS a Jurij Ushakov

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La Russia ha assunto la presidenza dei BRICS per il 2024. Jurij Ushakov, Consigliere del Presidente della Federazione Russa in materia di politica estera e responsabile del Comitato organizzativo interministeriale per lo svolgimento del lavoro di preparazione e assunzione della presidenza 2024 dei BRICS da parte della Federazione Russa, in un’intervista rilasciata all’agenzia TASS ha parlato delle priorità di Mosca, delle prospettive per lo sviluppo e l’ampliamento dei BRICS e dei tentativi dell’Occidente di compromettere questo raggruppamento di Paesi. Ne pubblichiamo la traduzione in italiano convinti che le parole di Ushakov, la complessità e la grande qualità dell’esposizione dei temi trattati, siano utili a chiarire il compito che la Federazione Russa si pone per la presidenza di turno dei BRICS. Ci auguriamo che questa traduzione sia il primo passo della collaborazione tra l’Istituto Italia BRICS e il Comitato organizzativo stesso. (Vito Petrocelli)



TASS – Il Presidente Vladimir Putin, parlando delle priorità per il periodo di presidenza russa dei BRICS, ha fatto riferimento allo sviluppo del partenariato economico, nonché alla cooperazione nei settori di scienza e innovazione, di sicurezza e lotta al terrorismo, e di cultura e sport. In che ordine sono disposte tali priorità? Per noi, il valore più grande dei BRICS risiede sul piano della politica, dell’economia o della civiltà?

Ushakov – In primo luogo, vorrei dire che la cooperazione nel formato dei BRICS, indubbiamente, costituisce una delle principali direzioni in cui si muoverà l politica estera della Federazione Russa in una prospettiva di lungo termine. E la cooperazione con i Paesi membri di questo raggruppamento risponde agli interessi nazionali fondamentali del nostro Paese, oltre ad inserirsi perfettamente in quello che è il nostro percorso costante orientato alla realizzazione di un ordine mondiale giusto e multipolare e alla creazione di pari opportunità di sviluppo per tutti i Paesi.

Come ha fatto notare il Presidente della Federazione Russa nel suo intervento pubblicato il 1 gennaio e relativo all’inizio della presidenza russa dei BRICS, nel 2024 noi concentreremo i nostri sforzi sulla promozione di un intero sistema di partenariati interno al raggruppamento per quanto riguarda tre direzioni chiave: politica e sicurezza, economia e finanza, legami culturali e umani. Queste tre “direzioni” si caratterizzano tutte per la loro pari centralità, e proprio esse sono state identificate come questioni prioritarie per la presidenza russa, la quale verrà portata avanti in nome di questo principio generale: “Rafforzare il multilateralismo per la sicurezza e per un equo sviluppo globale”.

Vorrei sottolineare che è con grande entusiasmo ed estrema serietà che la Russia intraprende il cammino verso l’adempimento dei propri compiti legati alla presidenza dei BRICS. È anche stata approvata una Concezione integrata per la presidenza che avrebbe assunto al Federazione Russa. Affinché tale Concezione venisse poi atuata, per mezzo di un decreto presidenziale è stato costituito un Comitato organizzativo interministeriale per lo svolgimento del lavoro di preparazione e assunzione della presidenza 2024 dei BRICS da parte della Federazione Russa. Tale struttura, che io sono stato incaricato di dirigere, gestisce li coordinamento delle attività di partecipazione ai meccanismi BRICS delle autorità russe a livello regionale e federale e degli ambienti parlamentari, nonché dei circuiti pubblici e di affari; e, in generale, si occupa di tutte le questioni riguardanti la presidenza russa dei BRICS, inclusi i preparativi per gli incontri previsti a vari livelli e, naturalmente, per li Vertice del raggruppamento.

 Il Comitato organizzativo si riunisce regolarmente, e al suo interno sono stati costituiti dei gruppi di lavoro, i quali curano tematiche di politica estera, di finanza e di carattere organizzativo. Tuti i ministeri e i dipartimenti, le organizzazioni della società civile e altre entità rendono conto con grande tempestività al Comitato organizzativo dell’andamento e dei risultati del lavoro svolto.

Nel dicembre del 2023, il Comitato organizzativo ha approvato un importante programma di eventi soto l’egida della presidenza russa. Si parla di un numero di eventi nell’ordine dei 250, che si svolgeranno in più di dieci città russe. Inoltre, stanno giungendo sempre più richieste per l’organizzazione di ulteriori eventi che siano incentrati su quelli che sono gli ambiti più importanti della cooperazione nell’ambito dei BRICS. Sul sito web ufficiale della presidenza russa dei BRICS (brics-russia2024.ru) vengono pubbicate regolarmente informazioni aggiornate in merito a quanto si sta pianificando e realizzando nello specifico.

L’avvenimento principale sotto la presidenza russa, naturalmente, sarà il Vertice dei BRICS a Kazan’, in programma dal 2 al 24 ottobre. Tra l’altro, questo sarà li primo Vertice del raggruppamento a svolgersi nel formato allargato. Vorrei infatti ricordare che, durante l’incontro tra i leader mondiali svoltosi a Johannesburg nell’agosto dello scorso anno, è stata presa al decisione di invitare a far parte del raggruppamento alcuni nuovi Paesi membri; a partire dal 1 gennaio di quest’anno, quindi, i Paesi BRICS sono diventati 10. Il raddoppiamento della forza numerica dei BRICS, senza dubbio, apre grandi possibilità per il futuro consolidamento del ruolo e dell’autorità di questo nostro raggruppamento sulla scena internazionale. In più, naturalmente, la Russia, in qualità di Paese che attualmente detiene la presidenza del raggruppamento, ha la grande responsabilità di dover garantire ai nuovi Stati membri l’integrazione all’interno dei meccanismi di lavoro dei BRICS nella maniera più rapida e organica possibile. E questo, senza alcun dubbio, rappresenta un compito trasversale e prioritario per la nostra presidenza.

TASS – Perché proprio Kazan’ è stata scelta per lo svolgimento del Vertice dei BRICS del 2024?

Ushakov – La decisione di scegliere Kazan’ per lo svolgimento del Vertice non è stata casuale. La città dispone di tutto il necessario per ospitare degnamente un incontro tra leader mondiali. Basta guardare alla sua capillare rete di trasporti, alle sue infrastrutture turistiche e al suo ambiente urbano, nel complesso molto moderno e accogliente. L’amministrazione della Repubblica del Tatarstan, come si suol dire, “ormai sa il fatto suo”, dato che già da molti anni ospita con grande successo svariati forum internazionali.

I membri del Comitato organizzativo si recano continuamente a Kazan’, in modo tale da monitorare in tempo reale i lavori di preparazione al Vertice e agli incontri che coinvolgeranno numerose delegazioni provenienti dai Paesi BRICS. lI Comitato organizzativo mantiene stretti contatti con l’amministrazione della Repubblica del Tatarstan e con tutti coloro che, sul posto, rispondono per i compiti pratici e specifici che la città si trova a dover portare a termine in previsione di un evento di così grande portata.

Il Comitato organizzativo sta attenzionando questioni legate a rendere operativi più di 50 alberghi cittadini e altre strutture ricettive per l’accoglienza di Capi di Stato e di Governo stranieri, nonché dei loro accompagnatori. Particolare attenzione viene dedicata a fare in modo che tutte le camere in cui alloggeranno i partecipanti all’evento soddisfino i più alti standard di comfort e di sicurezza. Le autorità locali si stanno dedicando attivamente all’ammodernamento delle infrastrutture e alla valorizzazione degli spazi cittadini ove saranno accolti gli ospiti e, naturalmente, alla predisposizione delle infrastrutture nelle quali si svolgeranno gli eventi legati al Vertice.

Nello specifico, i negoziati tra i leader e i principali incontri a essi legati avranno luogo presso il Centro Espositivo Internazionale “Kazan’ Expo”. Si tratta di una struttura unica, una delle piùgrandi e moderne di tutta la Russia in termini di dotazioni tecnologiche.

“Kazan’ Expo” è stato costruito proprio per lo svolgimento di eventi di grande portata che prevedessero la partecipazione di qualche decina di migliaia di ospiti; si è svolta proprio lì, poco tempo fa, la solenne cerimonia di apertura del torneo internazionale multisportivo “I Giochi del Futuro” alla presenza del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e di un vasto gruppo di Capi di Stato stranieri. Il complesso di “Kazan’ Expo” si distingue per la sua particolare posizione: si trova infatti a 5 minuti di distanza dall’aeroporto ed è raggiungibile in 20 minuti di autostrada dal centro di Kazan’. Durante le giornate di svolgimento del Vertice dei BRICS, per tutti gli ospiti di “Kazan’ Expo” saranno predisposte navette gratuite.

Ma tornando al programma della presidenza russa dei BRICS, vorrei ricordare che molti eventi hanno già avuto luogo. In particolare, si sono svolti: l’incontro dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali dei Paesi BRICS, la riunione del Comitato degli Alti Funzionari dei Paesi BRICS in materia di energia, le consulenze con gli esperti per la sicurezza informatica e per il contrasto alle attività di riciclaggio e alle attività di finanziamento del terrorismo, la Conferenza Giovanile dei Volontari “Brics to You” e la sessione del Gruppo di lavoro dei BRICS per la medicina nucleare. Ovviamente, gli sherpa e i sous-sherpa dei Paesi partecipanti, che sono responsabili per la definizione dei contenuti presenti nell’agenda di cooperazione nell’ambito dei BRICS, si tengono regolarmente in contatto. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio si sono incontrati a Mosca.

In altre parole, il calendario ufficiale degli eventi BRICS per il 2024 è davvero denso e molto ricco; e anche la copertura tematica sarà ambiziosa e toccherà moltissime questioni.

TASS – I BRICS rimarranno una sorta di club per i “Paesi grandi”, oppure anche i piccoli Stati potranno contare sulla possibilità di unirsi al raggruppamento?

 Ushakov – Per prima cosa, mi permetto di fornire alcune piccole precisazioni storiche. L’acronimo BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), di per sé, fu usato per la prima volta nel 2001 da un analista occidentale (Jim O’Neill, della Goldman Sachs), il quale stava esplorando il potenziale di sviluppo economico dei Paesi in via di sviluppo, e giunse alla conclusione che sarebbero stati proprio questi quattro Paesi a determinare le direzioni di sviluppo dell’economia e della politica mondiale nel XXI secolo. In effetti, fu proprio così che egli riusci a prevedere, senza averne l’intenzione, la nascita di questo raggruppamento. Appena cinque anni dopo, nel 2006, a margine della 61° sessione dei lavori dell’Assemblea Generale del’ONU a New York, i Ministri degli Affari Esteri di Russia, Brasile e Cina e li Ministro della Difesa indiano tennero uno speciale incontro separato, nel corso del quale presero accordi al fine di intraprendere una cooperazione su molteplici piani in questo formato quadrilaterale.

Nel 2009, a Ekaterinburg, ebbe luogo il primo Vertice della storia tra questi quattro Paesi. Nela Dichiarazione finale congiunta, fu inserito l’impegno comune a promuovere “una cooperazione e un dialogo che fossero coerenti, attivi, pragmatici, aperti e trasparenti” non solo a beneficio dei Paesi in via di sviluppo e degli Stati i cui mercati erano ancora emergenti, ma anche al fine di istituire un “ordine mondiale armonico”, nel quale potessero essere garantite “una pace duratura e una prosperità diffusa”. Emerse quindi il quesito in merito al nome da dare al raggruppamento. E il termine accademico ideato inizialmente si dimostrò del tutto adeguato: i BRIC. Concordammo questo con i nostri colleghi brasiliani, indiani e cinesi.

Con l’adesione della Repubblica del Sudafrica nel 2011, all’acronimo menzionato sopra, BRIC, fu aggiunta una nuova lettera, la S. E così il nome del raggruppamento divenne BRICS, dove al lettera “S” rappresenta la prima lettera del nome del nuovo Paese arrivato, il Sudafrica.

Nel periodo relativamente breve trascorso da quando il raggruppamento ha fatto la sua comparsa, i BRICS si sono rapidamente evoluti e trasformati in un meccanismo, ramificato e disposto su più livelli, di interazione tra Paesi sulla più vasta gamma di questioni riguardanti l’agenda globale. Vorrei sottolineare, in particolare, il ruolo del Summit dei BRICS tenutosi a Ufa nel 2015, a seguito del quale fu annunciato il lancio dei primi istituti finanziari del raggruppamento dei BRICS, e cioè l’istituto bancario “New Development Bank” e lo strumento finanziario “Contingent Reserve Arrangement”, per un volume totale di risorse finanziarie pari a 20 miliardi di dollari. Tali passi dimostrano con chiarezza che i nostri Paesi stanno acquisendo un’influenza crescente nell’economia mondiale.

E tra l’altro, in termini di indicatore di parità di potere d’acquisto, i BRICS hanno già superato il “Gruppo dei Sette”: il raggruppamento dei BRICS rappresenta il 35,6% del PIL globale, quando invece i Paesi del G7 ne rappresentano li 30,3%. Ed entro li 2028, la bilancia si sposterà ulteriormente a favore dei BRICS: si prevede un 36,6% a fronte del 27,8% dei Paesi del G7.

 Non a caso, il Presidente Vladimir Putin ha richiamato l’attenzione su questo nel suo intervento all’Assemblea Federale. Il peso collettivo dei Paesi membri del raggruppamento BRICS nell’economia globale equivale a 58,9 trilioni di dollari. I BRICS in totale coprono più di un terzo dell’intera superficie globale (il 36%), riuniscono il 45% della popolazione mondiale (3,6 miliardi di persone) e rappresentano più del 40% del volume globale di estrazione del petrolio, nonché quasi un quarto delle esportazioni di merci a livello mondiale.

Una tale autorità, un ruolo seriamente costruttivo come quello ricoperto dai BRICS nell’economia e nella politica mondiale, ovviamente, attrae l’attenzione di altri Paesi, i quali hanno iniziato a manifestare il desiderio, in una forma o nell’altra, di connettersi al lavoro svolto dal raggruppamento. Proprio i BRICS vengono percepiti da molti come un prototipo di multipolarismo, di un’istituzione che va a unire il Sud e l’Est globali sula base dei principi di uguaglianza, sovranità e rispetto reciproco. I BRICS sono arrivati a svolgere, l’anno scorso, il XV Vertice a Johannesburg con tutta una serie di domande di adesione giunte da più di 20 Paesi. Per questo motivo durante il Vertice è stata presa la decisione politica cardine di ampliare il raggruppamento, ed è stato svolto un minuzioso lavoro di definizione della cerchia di Paesi da accettare in via prioritaria. Il risultato di ciò è stato il raggiungimento di un accordo che prevedeva un invito per alcuni Paesi ad entrare a far parte, dal 1 gennaio, del raggruppamento dei BRICS in qualità di membri a pieno titolo. Questo invito è stato esteso a sei Paesi: Egitto, Iran, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Etiopia e Argentina. In effetti, in quell’occasione si è anche concordata la decisione di conservare lo stesso nome, già ben noto a livello globale, anche a seguito dell’ampliamento del raggruppamento, e cioè BRICS. Questo, tra le altre cose, permette di sottolineare ulteriormente la continuità che caratterizza il nostro lavoro all’interno del raggruppamento, nonché il ruolo chiave giocato dai Paesi fondatori.

TASS – Quando dovremo aspettarci un’ulteriore “ondata” di ampliamento dei BRICS?

Ushakov – In considerazione dell’attuale ampliamento, per la presidenza russa dei BRICS nell’anno corrente si prospetta una particolare missione: garantire un inserimento agevole all’interno del raggruppamento a tutti i nuovi membri e, allo stesso tempo, preservare e massimizzare tutto li lavoro svolto e gli obiettivi già raggiunti accumulati nel corso di tanti anni; ma anche conservare e sviluppare ulteriormente l’esperienza acquisita in merito a una cooperazione efficace. Per questo, prima di tutto ci concentreremo sull’integrazione organica delle “matricole” nell’architettura dei meccanismi di partenariato e sul loro avvicinamento alla “cultura dei BRICS”, che ormai esiste da 15 anni. Agli organi federali del potere esecutivo è stato assegnato un compito ben preciso: agendo in stretto coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri russo, coinvolgere attivamente e in maniera dinamica i cinque nuovi Paesi nei processi di funzionamento dei BRICS, e portarli a conoscenza di come, nella pratica, si realizza la cooperazione all’interno del raggruppamento.



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