“Invisibili”, il documentario sugli effetti avversi dei vaccini anti Covid proiettato a Roma

“Invisibili”, il documentario sugli effetti avversi dei vaccini anti Covid proiettato a Roma

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Il documentario “Invisibili”, realizzato da Paolo Cassina e prodotto da PlayMasterMovie, è riuscito a raccogliere piccole donazioni dai cittadini e da esponenti della cosiddetta controinformazione, dopo la censura sul canale YouTube.

Scrive PlayMasterMovie sul suo canale Telegram il 28 novembre 2022:

“È arrivata la censura!

Sapevamo che sarebbe successo: da questa notte su YouTube gli INVISIBILI… diventano ancora più invisibili.

Motivo? Il documentario, che aveva superato le 120.000 visualizzazioni, contraddice gli esperti in materia sanitaria dell’OMS.

INVISIBILI era presente sul social da settembre senza aver riscontrato problemi, crediamo che l’eco suscitata dalla proiezione a Casarza Ligure sia stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Segno che quando verità scomode escono dalla solita nicchia fanno davvero paura ai poteri che vogliono mantenere lo status quo.

Ricordiamo che è possibile ricaricare INVISIBILI su tutti gli altri social e vi invitiamo a farlo, specialmente dopo l’accaduto, affinché questo messaggio diventi sempre più… visibile! “




Come succede ormai sempre più frequentemente, la censura sui social ottiene esattamente l’effetto opposto.

Funge da moltiplicatore, aiuta la visibilità di altrimenti “invisibili” o di controinformazione comunque relegata a utenti di nicchia.

Ed è così che viene proiettato a Codogno e persino a scuola dal Professore Tutino, suscitando scandalo e negazionismo cieco.

“Invisibili” nasce infatti da più di un anno di negazionismo antiscientifico.

L’inversione semantica che ha stigmatizzato in questi anni drammatici i “no vax” come “negazionisti” torna in “Invisibili” finalmente al suo reale significato sociolinguistico.

“Invisibili” non nega.

Al contrario, racconta e documenta.

I “negazionisti”, nel documentario, sono tutti coloro che negano l’esistenza stessa degli invisibili.

E che ne hanno, (immotivata?), paura.

Negare infatti che un farmaco , qualsiasi farmaco, possa avere controindicazioni e causare effetti collaterali avversi contraddice lo stesso concetto di scienza come ricerca.

Questo assunto è sempre valido, a maggior ragione se si tratta di un prodotto di Big Pharma sperimentale, non testato,  e imposto con l’inganno, con il ricatto, con la discriminazione, attraverso  la negazione dei diritti fondamentali dell’individuo.

L’ostinazione nel negare, anche dinanzi all’evidenza esperenziale e statistica, ormai accreditata da studi scientifici ufficiali, che anche chi ha ricevuto il siero si ammala e contagia e che il ripetersi dei buster è correlato, (come documenta il dottor Donzelli nel film), ad un fenomeno evidente di immunità negativa, (cioè alla crescente compromissione del sistema immunitario), ha costretto gli invisibili a raccontarsi.

La pretesa di Bassetti, che ringraziamo caldamente, nel voler censurare il documentario, senza averlo visto, ha poi decretato il successo di “Invisibili”.

“Invisibili” non è un documentario complottista no vax.

Mai, in nessun momento, il dramma delle persone che si raccontano, che descrivono la loro tragica esperienza, la loro impotenza, il loro dramma quotidiano, diventa esplicitamente una denuncia politica.

È un docufilm delicato, rispettoso del dolore, non gridato.

Racconta.

È questa la sua forza.

E anche quando la correlazione tra l’inoculazione e la disabilità sembra innegabile, la disperazione riesce a trasformarsi in speranza, in richiesta.

Non è un j’accuse.

È una disperata, incredula, sofferente, domanda:

Perché?

Cosa vogliono le persone danneggiate?

Vogliono una risposta, vogliono capire cosa sta succedendo al loro corpo, vogliono essere curati e presi in carico dallo Stato senza essere percepiti come “nemico” in grado di ribaltare la narrazione mediatica, politica e dei virostar sulla scienza come religione assoluta e immutablie.

Vogliono che le loro cartelle cliniche non spariscano dagli ospedali, che i medici non si rifiutino di visitarli e che i sanitari possano essere liberi di formulare una diagnosi senza paura di ritorsioni.

Vogliono che lo Stato riconosca il loro stato (non possono più lavorare né prendersi cura dei figli) e li tratti come cittadini che hanno obbedito ad un obbligo, magari credendoci davvero o per continuare a lavorare, per non farsi rifiutare dalla società, “per proteggere i nonni” o per frequentare le scuole, e non li getti dalla rupe come pericolosi esperimenti falliti.

È stato proprio uno dei più presenti vaccinisti mediatici che ha sollevato il caso, Bassetti,  chiedendo al sindaco di Genova (la sua città) di impedire la proiezione del docufilm, organizzata da “Uniti per la Costituzione” quale componente del Consiglio Comunale, rappresentata dall’ex senatore del Movimento 5 Stelle e oggi presidente di Alternativa, Mattia Crucioli.

Crucioli aveva invitato Bassetti ad un confronto dopo la visione del film, perché in sede di dibattito potesse argomentare le sue posizioni, ma Bassetti ha rifiutato.

“Ho letto le dichiarazioni del Prof. Bassetti e mi spiace che faccia polemica ancor prima di avere assistito alla proiezione del documentario e al dibattito che ne seguirà con l’intervento di suoi colleghi medici e di miei colleghi avvocati. Se il 22 vorrà partecipare, mi adopererò affinché possa prendere la parola e illustrare le proprie tesi.

A differenza sua, io credo che il dibattito sia spesso fecondo e la censura sia sempre sbagliata, specie quando si tratta di dar voce a persone che soffrono e che non hanno trovato giustizia.

Voltaire si dice affermasse “non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu possa dirlo”; per me questa affermazione vale anche nei confronti di una persona mille miglia lontana dai miei ideali e dai miei principi, come appunto il Prof. Bassetti”, ha scritto Crucioli.

Giovedì la sala del Comune di Genova era talmente piena che si è reso indispensabile chiudere l’accesso e moltissime persone hanno ascoltato l’evento da fuori.

Un successo enorme.

Con un docufilm di fatto inattaccabile da parte di chi lo etichetta no vax, poiché parlano solo,  superando la vergogna del proprio stato fisico economico e sociale, persone che hanno raccontato improvvisi cambiamenti della loro salute dopo essersi “vaccinati contro il covid”, sia con Moderna, sia con Pfizer, sia in un altro stato (si presume con Astrazeneca).

Anche il Comitato Ascoltami, che insieme a tantissime associazioni di medici, si è adoperato in questi anni a venire incontro ai cittadini, con cure domiciliari al posto di “Tachipirina e vigile attesa”, che hanno analizzato le reazioni avverse correlate e hanno raccolto tutte le documentazioni, ha risposto al dottor Bassetti, con una lettera:

“Lettera aperta “Cura e non censura”del Comitato Ascoltami al dr. Matteo Bassetti

 

Egregio dr. Matteo Bassetti,

Lieti del suo interessamento per la proiezione di Invisibili cogliamo l’opportunità di chiederLe alcune delucidazioni.

 

Siamo il Comitato Ascoltami, il primo e unico Comitato in Italia che raccoglie migliaia di persone che soffrono per le reazioni avverse a seguito della Vaccinazione Anti Covid-19. Non siamo delle fake news. Siamo uomini, donne, ragazze e ragazzi che hanno CREDUTO in quanto proposto da Lei e dalle istituzioni. Siamo TUTTI vaccinati e TUTTI danneggiati. Circa 120000 persone OGNI settimana interagiscono con Noi attraverso i nostri canali,molti perché inascoltati e non curati.

Volevamo chiederLe quindi delucidazioni sulle sue dichiarazioni, a nostro parere gravissime.

Partiamo da quanto da lei dichiarato:

“Trovo gravissimo che possa essere rappresentato nella sede del Comune di Genova un documentario censurato da YouTube, che prende in considerazione fake news.(…)”

Le chiediamo da illustre e stimatissimo scienziato, cosa intende Lei per fake news? Ci sono peer reviewers dietro YouTube? A noi risulta da fonti facilmente verificabili che YouTube afferisca a gruppi di azionisti che sono gli stessi principali di Pfizer e Moderna (Vanguard, Blackrock, ecc.). Illustrissimo dr. Bassetti lei conosce il conflitto d’interessi? Illustrissimo dr. Bassetti Lei condanna il conflitto d’interessi ed è a favore di una Scienza super partes? Lei davvero dà credibilità alla censura di YouTube che ha gli stessi azionisti delle case farmaceutiche? È questa la Sua Scienza che così tanto spesso invoca e si eleva a suo paladino?

 

Inoltre le chiediamo spiegazioni in merito al proseguio delle sue dichiarazioni: “(…)“Spero e mi auguro che un’istituzione così prestigiosa come il Comune di Genova non dia la possibilità di trasmetterlo – dice Bassetti – se fosse trasmesso, sarebbe un pessimo messaggio per la città di Genova. Credo che questo tipo di documentari e questa modalità di guardare ai vaccini sia profondamente sbagliata. Non è questione di fare censura, ma la scienza è una cosa, la propaganda e la politica sono un’altra“.

 

La propaganda e la politica è ciò che cerca di fare Lei censurando, emerito dr. Bassetti. Un documentario riporta TESTIMONIANZE. Siamo ESSERI UMANI che SOFFRONO a seguito e a causa della VACCINAZIONE anti Covid-19. Cosa c’è di PROPAGANDA nel fare emergere la VERITÀ di persone che hanno creduto nella vaccinazione e hanno la vita rovinata? Cosa intende per scelte politiche? È stata una scelta politica avere a 27 anni una miocardite debilitante post vaccino? Oppure una neuropatia che impedisce la semplice deambulazione?

 

Nessuna propaganda politica. Noi del Comitato siamo TUTTI vaccinati e gravemente DANNEGGIATI.

Certi che arriveranno delle sue spiegazioni in merito alle nostre riflessioni. Saremo lieti di accettare le sue scuse PUBBLICHE per queste sviste, un po’ macroscopiche, ma capiamo i suoi tanti impegni.

A proposito dei suoi innumerevoli impegni, Le chiediamo se può dedicare il suo tempo a Noi, a studiarci e curarci. Siamo migliaia di cittadini che hanno creduto proprio in Lei e nella vaccinazione, se il Suo reparto ci accogliesse noi saremmo lieti di avere dei medici che SENZA pregiudizi cercheranno una CURA al danno inflitto dalla vaccinazione.

Ci permettiamo di suggerirLe di fare più ricerca e cercare delle cure per Noi danneggiati, da medico il Suo compito dovrebbe essere CURARE, non CENSURARE la sofferenza, negarla, banalizzarla, ridicolizzarla.

Attendiamo fiduciosi Le porte aperte del Suo reparto per trovare CURE efficaci e ridarci una vita dignitosa. Certi che da medico non si girerà dall’altra parte, saremo Lieti di incontrarla in una delle tantissime sale in Italia dove stiamo proiettando Invisibili. Lei è sempre il benvenuto, siamo davvero in molti a volerle fare delle domande.

Sperando di averLa presto tra noi, insieme alle sue scuse verso i migliaia di cittadini INVISIBILI anche stanno soffrendo da mesi (molti da più di un anno).

Comitato Ascoltami.”

E questo è solo l’inizio. La prossima proiezione sarà organizzata a Roma da Ancora Italia Sovrana e Popolare il 29 dicembre a Roma, al teatro Flavio.



Inizialmente si pensava ad ingresso libero, riferiscono gli organizzatori, ma dopo il successo di Genova e le innumerevoli richieste, sarà richiesta prenotazione.

È un documentario che dovrebbe essere obbligatorio vedere, ma non dai cosiddetti “no -vax”.

Il green pass non è più obbligatorio, ma chi è stato costretto, per lavorare, per studiare, per continuare a vivere, a firmare un consenso informato senza essere informato, ed ha riscontrato e denunciato effetti avversi, anche letali, ha diritto di essere riconosciuto.

Non ci potrà mai essere una “pacificazione” sociale né una differente percezione collettiva del modello sanitario, se si tenderà a rimuovere, se non si avrà il coraggio di avviare una profonda analisi di questi ultimi anni di gestione scellerata della “pandemia”.

Agata Iacono

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Sociologa e antropologa

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