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Marco Rizzo (PC): "Il sovranismo di Salvini rappresenta il piano B del capitalismo globalizzato. La nostra manifestazione del 5 ottobre sarà l'unica mobilitazione di massa nazionale contro questo esecutivo"

 

Intervista dell'AntiDiplomatico al Segretario Generale del Partito Comunista: "La manifestazione a Piazza Ss Apostoli a Roma sabato 5 Ottobre sarà un punto di partenza di questa strategia"


 


Intervista a Marco Rizzo, Segretario generale del Partito Comunista



Al Parlamento europeo recentemente (e con voto bipartisan Lega-Pd per quel che riguarda i partiti italiani) si è messo il primo mattone per imporre una visione drammaticamente falsa della storia in chiave ferocemente anti-comunista. Nei giorni successivi, in Italia, diverse pagine satiriche, di riflessione politica, di singoli giornalisti e pensatori comunisti sono state censurate da Facebook. Il regime neo-liberista reagisce così per paura?


R. La risoluzione del Parlamento Europeo che equipara il comunismo al nazismo va letta e studiata. È il punto d'arrivo di una campagna che dura da decenni. Per dimostrare quanto sia menzognera basta ricordare i 14 milioni di soldati dell'Armata Rossa periti per liberare l'Europa dal nazismo in confronto ai meno di 300mila statunitensi, oppure evidenziare come la componente più numerosa, più organizzata e combattiva nella Resistenza in Italia sia stata quella Comunista ed anche, parlando di Stalin, quali siano stati i giudizi di Churchill ed i necrologi di De Gasperi e Pertini. Ma continueremo ad approfondire la nostra analisi contro la dittatura della globalizzazione capitalistica che, a partire da UE, FMI e Nato, tende a "normalizzare" qualunque opposizione, alla faccia della loro "democrazia". I nemici del popolo fanno il loro sporco lavoro, ma noi non possiamo non additare al disprezzo politico i traditori della classe lavoratrice che sono la concausa di questi eventi: da Kruscev a Gorbacev, dall'eurocomunismo ad Achille Occhetto per arrivare agli eletti con falce e martello - come Pisapia- che ripudiano ipocritamente la madre del loro posizionamento istituzionale. Noi continueremo la nostra lotta a viso aperto, orgogliosi della falce e martello e della definizione di comunisti, di certo per nulla impauriti dall'anticomunismo che cresce; oggi anche con l'oscuramento di pagine social che direttamente od in qualche modo si rifanno alla elaborazione ed all'azione dei comunisti. 



Ieri in Italia centinaia di migliaia di giovani sono scesi in piazza con un rinnovato spirito ambientalistico e portando avanti una nobile battaglia. A sostenere direttamente e apertamente queste manifestazioni sono, tuttavia, anche i responsabili dei disastri ambientali nel mondo. Non crede che alla fine, come spesso, tutto si risolverà con misure che penalizzeranno solo i ceti più bassi della società senza colpire i veri responsabili?

R. Il tema dell'ambiente è cruciale nell'analisi per noi comunisti, ma se non lo si inquadra nella lotta contro la globalizzazione capitalistica può risultare addirittura fuorviante. I poteri che governano il mondo hanno capito che possono operare una riconversione dei loro profitti e del loro comando usando temi apparentemente progressivi e indirizzando le masse verso obiettivi che non mettano mai in discussione il loro ruolo.



Altro tema tornato alla ribalta nel panorama politico italiano è quello relativo alla sovranità. Tanti partiti, specialmente collocati a destra, si autoproclamano sovranisti. Ma quanta credibilità hanno coloro che rivendicano sovranità senza mettere in discussione la partecipazione dell’Italia alle entità sovranazionali che prendono tutte le decisioni - Unione Europea e NATO in particolare? Quanta credibilità ha la Lega di Salvini a definirsi sovranista?

R. Il sovranismo nostrano rappresenta il piano B del capitalismo globalizzato che, ad ora, preferisce il progressismo radical perchè ha effetti più efficaci nella lobotomizzazione e normalizzazione delle masse. In fin dei conti Salvini ed i suoi hanno fatto solo la "faccia feroce" all'Unione Europea, ma non hanno mai fatto nulla di concreto per contrastarla efficacemente come, ad esempio, cominciare a metter in discussione i trattati da Lisbona a Mastricht, così come lavorare per la cancella zione del fiscal compact, del patto di stabilità e del  pareggio di bilancio dalla costituzione. Questioni che stanno nel dna del nostro programma



 
Quanti danni ha prodotto l’euro all’economia italiana e soprattutto alla classe operaia? E come si sfida oggi il regime dell’euro?

R.
Parlando chiaro al popolo. Dire e fare. Esattamente il contrario di quello che hanno fatto i 5 stelle, assertori della uscita da UE ed Euro in fase elettorale e poi determinanti nel votare, come presidente della Commissione Europea, la ministra della Merkel, la Signora Ursula von der Leyen. 




Venendo alla politica internazionale. L’aggressione di Stati Uniti su Iran e Venezuela rende sempre più palese come a Washington si sia deciso di continuare sulla strada delle aggressioni, delle ingerenze e contro l’affermazione di un mondo realmente multipolare. Vista l’inerme sudditanza delle istituzioni europee a tutto questo, che cosa dovrebbe fare l’Italia in questa delicata fase storica?

R. Servirebbe un colpo di reni. Trasformare i nani della politica di oggi nei giganti di quella di ieri. Pochi episodi ricordano una titolarità dei governi e degli uomini delle istituzioni italiane che, tra l'altro, hanno pagato a caro prezzo una pur minima visione non subalterna a USA e UE, dal caso Mattei a Sigonella, da Calipari alla guerra alla Libia di Gheddafi. In sintesi la nostra linea Internazionale è: Fuori da UE, Euro e Nato. 



In occasione del 70° anniversario della vittoria sulla Germania nazista, il Comandante Fidel Castro sul quotidiano cubano ‘Granma’ scrisse che «La profonda alleanza dei popoli della Federazione Russa e la Cina basato sulla scienza, su eserciti forti e soldati coraggiosi è in grado di garantire la sopravvivenza del genere umano». Ritiene che questa alleanza possa costituire il perno su cui basare il nuovo imondo multipolare in via di formazione e che  - come affermò sempre Fidel Castro in uno dei suoi ultimi articoli – sia la maggiore speranza di sopravvivenza per l’umanità?

R.Mai come oggi lo slogan: "socialismo o barbarie" è attuale. La lotta all'imperialismo diventa prioritaria. Ancora, mai come ora, serve una linea precisa e determinata che eviti perdite di tempo negli eclettici movimenti messi in campo dal capitale stesso. Tutto quello che si muove contro l'imperialismo è positivo, certo, mai come oggi, si avverte la tragedia epocale dovuta alla sconfitta dell'URSS, come forza che controbilanciava l'imperialismo stesso. 



Usando una generalizzazione davvero fallace ma che aiuta a comprendere, a sinistra di Leu, il Partito di cui Lei è Segretario Generale è stato l’unico partito a candidarsi alle elezioni europee e da allora sta consolidando una presenza sempre maggiore nel dibattito politico interno. Quali sono gli obiettivi a breve termine del PC e ritiene possibile – e se si con quali basi - la formazione di un fronte più ampio in grado di sfidare davvero l’egemonia di UE e Nato nel nostro paese, anche in vista della vostra manifestazione del 5 ottobre?

R. Come è stato reso noto da tempo, il nostro partito, proprio in vista alla manifestazione di Piazza Ss Apostoli a Roma di sabato 5 Ottobre, ha propiziato incontri con altre forze politiche (ad es.da Pap al Pci) che alla fine non hanno aderito alla nostra proposta di organizzazione di quella manifestazione. Ho la netta impressione che, al di là della verbale contrarietà al governo Conte Bis , la manifestazione del 5 Ottobre sarà l'unica mobilitazione di massa politica nazionale contro questo esecutivo. Le motivazioni sono svariate, vanno dal timore di scontentare l'elettorato 5Stelle che costituisce la goldenshare degli iscritti Usb/Pap ai limiti politici del Pci, che si evidenziano ancor di più in Rifondazione Comunista,  che addirittura 'bacia il rospo' a partire dall'alleanza col PD/5Stelle nelle elezioni regionali in Umbria. Risulta per i comunisti ancora più evidente la forza della coerenza di una linea che predilige più le alleanze sociali (che amplieremo sottraendo fasce popolari e di ceto medio proletarizzato anche all' influenza politica della destra) che non quelle politiche. La manifestazione a Piazza Ss Apostoli a Roma sabato 5 Ottobre sarà un punto di partenza di questa strategia che si articolerà successivamente nelle mobilitazioni studentesche dell'11 Ottobre e del sindacalismo di base e di classe del 25 Ottobre. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

 
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