World Affairs/È morta l'austerità. Viva l'austerità!

È morta l'austerità. Viva l'austerità!

 

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di Kartana
 

Ieri, sabato, ho dato un’occhiata ai giornali economici. Motivo: di solito in questo giorno fanno riflessioni economiche.
 

Non ho trovato nulla; marchette ad esponenti governativi su quanto è bella l’Europa. Poco altro…
 

Non è così, nella realtà che i media non vedono. Da un pò stanno uscendo dichiarazioni altisonanti, la stessa Lagarde, in cui si dice che il modello dell’output gap e del Nawru, su cui si è basata l’austerità europea negli ultimi 10 anni, è sballato, privo di senso economico, non attinente alla realtà fattuale economica.
 

Noi che sia anche questa una “novità”. Personalmente scrivo da anni che l’Italia vive molto al di sotto delle sue possibilità. Il modello fu imposto dai tedeschi guidati da Schaeuble, delfino di Franz Joseph Strauss, faro dei leghisti negli ultimi 30 anni.
 

Lo scopo, non dichiarato, era accelerare la “guerra di capitali” per portare ricchezze dai paesi Piigs, persino dalla stessa Francia, in Germania e in Olanda. Come ebbe a dire, senza conseguenze politiche, si butta il sasso poi si nasconde la mano, lo stesso Vincenzo Visco, quattro anni fa, “la Germania, per la terza volta in un secolo, ha distrutto l’Europa“.
 

E’ stata una guerra di capitali all’interno della pluridecennale guerra di classe, volta a contrastare la caduta del saggio di profitto e a dominare il continente.
 

Nel ’43 fecero razzia di oro. Nell’ultimo decennio hanno fatto man bassa di risparmio con i risparmiatori terrorizzati dal bail in, non a caso imposto dai tedeschi.
 

Ma i giornali, e voi stessi, parlate di mascherine, di lockdown, di restrizioni, di libertà. La realtà è che questo modello adottato nell’ultimo decennio ha distrutto la sanità italiana, non sanno come venirne a capo e si inventano tutte queste cose per non dire: abbiamo fallito.
 

Ma hanno fallito non nel contrasto al Covid, ma a livello economico, alla cui base c’è la possibilità di gestire, o non gestire, il Covid.
 

Se la Lagarde si lascia sfuggire certe considerazioni non è perché abbia a cuore il nostro Paese (e tantomeno i lavoratori di tutta Europa), ma si rende conto di come sta messa ora la sua Francia, una situazione impensabile fino a pochi decenni fa.
 

L’euro è stato un colossale fallimento, il Covid passerà, ma le macerie economiche, prima o poi, bisognerà toglierle dalla strada.

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