Negli ultimi 6 anni il numero dei bambini senza tetto in America è cresciuto del 60%

Due nazioni si rifiutano ancora di ratificare la Convenzione dell’ONU sui Diritti del Bambino: il Sudan del Sud e gli Stati Uniti

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Negli ultimi 6 anni il numero dei bambini senza tetto in America è cresciuto del 60%

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In mezzo alle solite chiacchiere auto-congratulatorie che non lasciano spazio alla ragione, sui media statunitensi e tra gli accademici, un recente saggio di Paul Buchheit su AlterNet, comunica delle informazioni molto impressionanti, scrive su Telesur Michael Albert. Ecco alcuni stralci:
 
“La ricchezza dell’America è cresciuta del 60% negli scorsi 6 anni, cioè di oltre 30 trilioni di dollari. Più o meno nello stesso tempo, anche il numero dei bambini senza tetto è cresciuto del 60%.”
 
Questo fatto non dovrebbe essere una prova sufficiente  – sì, proprio quell’unico fatto – per convincere tutti che le istituzioni statunitensi sono barbare? O forse questa è una reazione troppo estrema? Forse è una notizia negativa paragonata alla giusta celebrazione del nuovo modello di iPhone, ignorando allo stesso tempi i senzatetto?
 
Buchheit prosegue:
 
“Il finanziere e CEO (amministratore delegato) Peter Schiff ha detto: “La gente non patisce la fame in un’economia capitalista.”  I 16 milioni di bambini che vivono con i buoni spesa sanno che cosa vuol dire patire la fame. Forse, al Congresso, alcuni direbbero che quei bambini dovrebbero lavorare. 
 
Gli Stati Uniti spendono una fortuna ogni anno apparentemente per difendersi (da minacce immaginarie), ma in realtà per fornire un profitto ai guerrafondai e per sostenere le élite repressive sia all’estero che in patria – e, allo stesso tempo, che  il paese venga “difeso” è spregevole.  
 
L’UNICEF riferisce: “Il benessere materiale [dei bambini] è il più alto in Olanda, e nei quattro paesi nordici, e il più basso in Lettonia, Lituania, Romania e Stati Uniti.”
 
Gli Stati Uniti pattugliano il mondo per estrarre ricchezza praticamente da ogni angolo. Dove va la ricchezza se non va ai bambini? Al Riccone, naturalmente.
 
“Oltre la metà degli alunni delle scuole pubbliche è abbastanza povero da essere idoneo al sussidio per il pranzo, e quasi la metà dei bambini di colore che hanno meno di 6 anni, vivono in povertà.”
 
Perché questi fatti non dovrebbero generare indignazione e azione?  Immaginate che qualcuno vi dicesse che in Grecia, o in Venezuela c’è una povertà del genere. Potreste dire: che cosa orribile! E’ necessario fare qualcosa. Potreste chiedervi: perché non fanno qualcosa? Naturalmente il luogo, l’affermazione sono veri  e il luogo che ha meno motivo di scuse su tutto il pianeta (gli Usa sono una forza esterna enorme che sovverte la Grecia e il Venezuela, ma non c’è una forza esterna in grado di abbatterli) sono proprio gli Stati Uniti. Che cosa dovremmo quindi fare riguardo all’orrore dei bambini che vivono in povertà proprio qui nei buoni vecchi Stati Uniti?
 
“Quasi  la metà di tutti coloro che ricevono i buoni spesa sono bambini e arrivavano in media ad avere circa 5 dollari al giorno per i loro pasti prima che la legge sull’agricoltura del 2014 tagliasse 8,6 miliardi (per i prossimi 10 anni) dal programma dei buoni spesa.”
 
A fare il male non sono le persone che scappano con le opzioni della società in segreto e in maniera fraudolenta, ma le persone che attuano apertamente la logica alla base della nostra società, coerentemente con la struttura e la storia della nostra società. E, d’altra parte, va detto,  è il resto di noi che sa che sta succedendo ma che non ha la forza, la volontà o la speranza di opporsi, che lo agevola spesso anche contro i nostri stessi interessi.
 
"Nel 2007, circa 12 bambini su 100 vivevano con i buoni spesa. Oggi sono 20 ogni 100.”
 
Che meravigliosa traiettoria sociale.
 
Siamo sul Titanic di tutti i Titanic. Alcuni padroni ricchi e potenti stanno dirigendosi verso gli iceberg. Alcuni amministratori semplicemente ricchi e potenti, e intellettuali e avvocati e altri cittadini altrimenti responsabilizzati osservano le cose accadere, nervosi e a volte orripilati, ma anche (piuttosto stupidamente e anche immoralmente) soddisfatti della loro condizione nelle cuccette più in alto, al di sopra della linea d’acqua.  E poi ci siamo tutti noi che spostiamo le sedie a sdraio sul ponte, raramente con moderata felicità, o più spesso in una specie di sonnambulismo, cercando piaceri momentanei ma sapendo che là fuori ci sono gli iceberg e che ci stanno già scorticando dopo averci ridotto a pezzettini.
 
E poi c’è il gruppo più grosso, il resto, orripilato, già sofferente in modi diversi, ma privo di piani coerenti per fare qualcosa di positivo.
 
Ritornando a Buchheit:
 
“Soltanto due nazioni si rifiutano ancora di ratificare la Convenzione dell’ONU sui Diritti del Bambino: il Sudan del Sud e gli Stati Uniti. Quando il Presidente Obama ha detto: “Credo che l’America sia eccezionale,” era vicino alla verità, in un modo che lui e i suoi ricchi amici non ammetterebbero mai.”
 
Che cosa quindi impedisce un’insurrezione? Propongo che la risposta sia: l’impotenza. La convinzione che lì fuori non c’é un’opzione migliore, e, anche se ci fosse, non c’è modo di ottenerla. 


Per la traduzione completa dell'articolo si ringrazia e si rimanda a ZNetItaly

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