“Ogni gallo è padrone sul proprio letame”: le Riforme del Pnrr e le multe che potrebbero venire

1086
“Ogni gallo è padrone sul proprio letame”: le Riforme del Pnrr e le multe che potrebbero venire

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Federico Giusti e Emiliano Gentili

Le rate per la restituzione dei fondi del Pnrr, provenienti dall’Unione Europea, andranno pagate nell’arco di un ventennio: dal 2033 al 2052. Mesi orsono dicevamo che «non si tratta di somme di denaro prestate “a strozzinaggio” e [che], per di più, una discreta parte di queste non andrà restituita (…). Concretamente il tutto andrebbe a risolversi con 6 miliardi e più all'anno in aggiunta sul debito pubblico»[1]. Per un paese come l’Italia, che ha un PIL intorno ai 1800 miliardi, non sono “spicci” ma neanche somme spropositate.

C’è una questione, però, che non avevamo analizzato: cosa succederebbe se durante il periodo per la restituzione dei fondi l’Italia cancellasse alcune delle Riforme del Pnrr? È difficile ipotizzare che le istituzioni comunitarie possano aumentare le rate. Tuttavia, nei confronti di uno Stato membro l’Ue potrebbe sempre bloccare altri prestiti o un’eventuale quota del fondo perduto ancora da erogare, o persino richiederne indietro una parte.

Meccanismi punitivi per sanzionare l’inadempienza nell’applicare Riforme e Investimenti del Pnrr, del resto, esistono e prevedono la sospensione di una parte dei ancora da versare agli Stati. L’opportunità di praticarla viene valutata sulla base dei risultati ottenuti: “Avete usato male i soldi destinati alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione oppure siete in forte ritardo? Vi togliamo una parte di quelli che dobbiamo ancora darvi”. La misurazione dei risultati è effettuata secondo le stesse modalità adottate per la valutazione e l’approvazione dei Pnrr originari (nonché dei loro aggiornamenti), a patto però «che le misure relative ai traguardi e agli obiettivi conseguiti in misura soddisfacente in precedenza non siano state annullate dallo Stato membro interessato»[2], come dice la norma.

Le sospensioni degli importi non equivalgono al totale dei fondi messi a disposizione, per cui se ad esempio abbiamo un budget di “tot.” miliardi di € da usare nel settore della digitalizzazione per una serie di Investimenti e Riforme, eventuali ritardi determineranno la sospensione di una parte[3] dell’importo, calcolata sulla base dell’importanza dell’Investimento – o della Riforma – che non è andato a buon fine: «un singolo investimento relativamente modesto (…) non puo? avere lo stesso valore di un investimento di entita? rilevante o dell'entrata in vigore di una grande riforma»[4].

L’importanza dell’Investimento o della Riforma viene vagliata sulla base di una serie di importanti documenti, tra i quali le famose Raccomandazioni specifiche per Paese adottate dal Consiglio Europeo, l’organo che definisce le priorità politiche generali dell’Ue. Questi, che di per sé non possono obbligare alcuno stato membro ad adottare questa o quella misura “raccomandata”, diventano così più vincolanti. Il testo della Commissione Europea che stiamo citando (di riferimento per la questione che stiamo approfondendo) non esplicita se le Raccomandazioni prese in considerazione per la valutazione debbano essere antecedenti all’erogazione dei fondi oppure se vadano bene anche quelle stilate più recentemente[5], ragion per cui bisogna ipotizzare che, per questa via, possa compiersi l’ennesimo passo in direzione della sublimazione del potere politico degli stati democratico-rappresentativi (democratico-borghesi) verso le stanze delle istituzioni comunitarie.

Questo accentramento dei poteri e degli atti di indirizzo non va contemplato come fine degli stati nazionali quanto piuttosto come il prevalere di interessi capitalistici trasversali al vecchio continente, che detteranno ai paesi membri le linee guida in materia di economia (ma anche di regole democratiche).

Per tornare al Pnrr, non vi è nulla di scritto sulla possibilità che in futuro, durante la restituzione delle rate, possano arrivare delle sanzioni da parte dell’Unione Europea. Il sospetto che la questione rimanga vaga appositamente, “tenuta in caldo” per esser tirata fuori al momento opportuno, è forte. È possibile che se ne riparli nei prossimi anni, ossia tra il 2026, l’ultimo anno di erogazione delle rate, e il 2033, il primo per la restituzione dei fondi. Le Riforme che non dovranno essere cancellate sono importanti – riguardando ambiti centrali come il mercato e la concorrenza, il federalismo fiscale e la Pubblica Amministrazione – e il quadro normativo per impostare il ricatto nei confronti delle popolazioni nazionali è già pronto: imprenditori e governi agiteranno lo spauracchio delle sanzioni come tentativo dissuasivo? Ogni gallo è padrone sul proprio letame[6].

 

[1] E. Gentili – F. Giusti – S. Macera, Attraversando il Pnrr (Parte I – II), «Machina», https://www.machina-deriveapprodi.com/post/attraversando-il-pnrr-ii.

[2] Regolamento (UE) 2021/241, Art. 24, n. 3.

[3] In caso di problematiche relative al sistema di Audit sul Pnrr, che verifica legalità e contabilità della gestione delle risorse, l’importo trattenuto può essere superiore all’intera rata da erogare, comprendendo anche quelle future. Si vedano: COM (2023) 99 final, p. 18; Regolamento (UE) 2021/241, Art. 22.

[4] Commissione Europea, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio, 21 Febbraio 2023, COM (2023) 99 final, p. 12.

[5] L’unica cosa che sicura – ovviamente – è che debbano essere relative alla misura del Pnrr cui appartiene l’Investimento o la Riforma per cui si sta pensando di applicare una sanzione. Si veda Commissione Europea, op. cit., pp. 13 e 14.

[6] Gallus in suo sterquilinio plurimum potest (proverbio latino).

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA   Una finestra aperta Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2" di Marinella Mondaini Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze di Giuseppe Giannini La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti