Perché i media non parlano dell'offerta di 940 milioni di euro fatta dall'FMI a Lukashenko per imporre il lockdown anti-Covid in Bielorussia?

Perché i media non parlano dell'offerta di 940 milioni di euro fatta dall'FMI a Lukashenko per imporre il lockdown anti-Covid in Bielorussia?

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di Francesco Santoianni
 

La notizia (confermata dal video del Consiglio dei ministri della Bielorussia che abbiamo fatto tradurre) non ha avuto alcuna eco tra i media main stream. Nonostante sia clamorosa: il Fondo monetario Internazionale ha “offerto” al presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko 940 milioni di euro se imponeva il lockdown anti-Covid. “Offerta” rifiutata da un Lukashenko che, verosimilmente, non vuole fare la fine di Ceau?escu fatto fuori proprio per aver tentato di liberarsi dal cappio degli “aiuti” del Fondo monetario internazionale.


Strano, comunque, che il rifiuto di Lukashenko non abbia scatenato i media, che, da anni, lo additano come “l’ultimo dittatore d’Europa”. Eppure fino a qualche tempo fa la Bielorussia, nonostante una situazione Covid migliore di quella di molte altre nazioni, veniva descritta come un cimitero, soprattutto perché Lukashenko non aveva annullato la sfilata per commemorare il Giorno della Vittoria o il campionato di Calcio. Ora, dopo quello che è successo a Napoli nella notte del 17 giugno - quando decine di migliaia di tifosi, ovviamente senza mascherina, si sono riversati nelle strade, abbracciandosi, urlando e cantando - senza che si sia registrato un aumento nel numero dei contagiati o dei morti per Covid, questa storia degli assembramenti quali focolaio di Covid si direbbe passata in secondo piano.


Magari la tengono in serbo per settembre, quando dovrebbero tenersi i comizi per le elezioni regionali.

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