Putin: "Le tecniche di Maidan utilizzate in Kazakistan"

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Il presidente russo Vladimir Putin ha partecipato alla sessione straordinaria del Consiglio di sicurezza collettiva della CSTO sulla crisi in Kazakistan, presieduta dall'Armenia.

Nel suo intervento, Putin ha sottolineato che gli eventi che si sono svolti nel paese asiatico non sono stati dovuti solo alla questione dell'aumento del gas, ma dall'intervento e le ingerenze straniere.

"Comprendiamo che la minaccia allo stato kazako non è stata causata da azioni di protesta spontanee sui prezzi del carburante, ma dal fatto che le forze distruttive interne ed esterne hanno approfittato della situazione", ha spiegato, ricordando che "coloro che hanno preso le armi e hanno attaccato lo stato sono persone completamente diverse e hanno obiettivi diversi", rispetto a chi ha manifestato legittimamente per l'aumento delle bollette del gas.

Una nuova Maidan

 Putin, senza troppo giri di parole, ha evidenziato che in Kazakistan sono state utilizzate le stesse "tecniche" usate in Ucraina per la rivolta di Maidan: "Sono stati utilizzati attivamente gli elementi di un forte supporto informativo delle proteste inerenti alle tecnologie 'Maidan', sono stati utilizzati gruppi di militanti ben organizzati e ben controllati, come ha affermato il presidente [del Kazakistan], apparentemente addestrati in campi terroristici all'estero".

D'accordo con il suo omologo del Kazakistan Kassym-Zhomart Tokayev, anche per Putin la repubblica kazaka è stata oggetto di aggressioni durante i disordini. "Come ha notato Kassym-Jomart Kemelevich, il loro attacco [uomini armati] al Kazakistan e, in effetti, questo attacco al Paese, al Kazakistan, è stato un atto di aggressione. Sono completamente d'accordo con questo".

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La Redazione de l'AntiDiplomatico

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