Repubblica rivela armi che Italia ha inviato al regime di Kiev. Ci sono anche mitragliatrici ai neonazisti di Azov

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Repubblica rivela armi che Italia ha inviato al regime di Kiev. Ci sono anche mitragliatrici ai neonazisti di Azov

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Ufficialmente il governo italiano non ha comunicato quante e quali armi ha inviato fino a questo momento al regime di Kiev. Su questa informazione è stato imposto il segreto dal governo Draghi e quindi solo i membri del Copasir ne sono a conoscenza. 

'La Repubblica' ha fatto però trapelare alcune informazioni. Secondo quanto rende noto quotidiano, il governo guidato da Mario Draghi ha trasferito silenziosamente all'Ucraina una quantità significativa di armi pesanti, inclusi lanciarazzi multipli e artiglieria semovente.

Il quinto pacchetto di assistenza militare, annunciato lo scorso 17 di ottobre, in particolare, si riferisce alla fornitura da 20 a 30 supporti di artiglieria semoventi M109L.

Si tratta di una versione italiana dell'SPG statunitense, prodotto alla fine della Guerra Fredda, che Roma ha nei suoi depositi perché dall’inizio del millennio non sono più in servizio.

L'Ucraina è attualmente dotata di circa 50 cannoni semoventi M109 provenienti da Regno Unito, Norvegia e Lettonia.

Secondo ‘La Repubblica’, nell'ambito dell'assistenza militare, l'Italia ha anche donato all'Ucraina sei obici PzH 2000 (su 68 che aveva a disposizione), due sistemi di missili a lancio multiplo MLRS cingolati (su 18 a disposizione) e dozzine di veicoli da combattimento di fanteria M113.

"La complessa operazione di spostamento di armi e munizioni in tutta Europa si è svolta senza incidenti nella più stretta segretezza. Il suo risultato non è solo militare, ma soprattutto politico - il governo Draghi ha fatto una scelta importante per quanto riguarda la sua posizione nel conflitto internazionale. Ora la Meloni al governo deve decidere se continuare su questa linea o meno", - scrive il quotidiano. 

Repubblica, quotidiano sempre schierato in prima linea quando di tratta di praticare un certo ‘antifascismo’ strumentale e di maniera, ammette candidamente che sono state fornite armi anche ai ben noti combattenti neonazisti del Battaglione Azov: “Le mitragliatrici pesanti arrivate già ad aprile sono state montate su jeep e pick up mentre quelle leggere sono state distribuite pure alle brigate Azov”.

Quanto rivela Repubblica potrebbe rappresentare solo una parte di quanto inviato dall’Italia al regime di Kiev. Secondo quanto ipotizzato dall’agenzia Ansa l’Italia potrebbe aver fornito all’Ucraina missili controcarro, sistemi di difesa aerea Stinger, mortai, mitragliatrici pesanti e leggere, munizionamento di artiglieria, cingolati per trasporto truppe, veicoli Lince con blindatura antimine, sistemi di comunicazione, dispositivi di protezione individuale, razioni k.

A tal proposito l’ambasciatore Pontecorvo in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’ affermava a inizio ottobre: “Quando saranno resi pubblici gli elenchi del materiale bellico che stiamo fornendo, si capirà che il nostro contributo alla difesa ucraina è importante”. 

 
 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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