Sempre più concreto lo spettro dei controlli sui depositi bancari per la Grecia. Rapporto Barclays

Solo mercoledì sono stati prelevati o trasferiti con operazioni online 300 milioni di euro.

2008
Sempre più concreto lo spettro dei controlli sui depositi bancari per la Grecia. Rapporto Barclays


Dopo l'annuncio da parte del presidente dell'Eurogruppo la scorsa settimana, si fa sempre più probabile lo spettro dei controlli bancari in stile Cipro per la Grecia, ancora sotto commissariamento delle "istituzioni" almeno per altri quattro mesi. A rivelarlo è un rapprorto di Barclays analizzato da Il Sole 24 ore, secondo cui la valutazione di vari elementi come la ripresa dei deflussi sui depositi bancari, i deludenti dati sulla finanza pubblica e gli scarsi progressi dei negoziati, «evidenziano un rischio crescente che possano essere attuati a breve controlli sui pagamenti». Dati alla mano, i deflussi sui depositi bancari vanno avanti con nuovi 10 mld di fughe di capitali a febbraio, dopo il record di 17 miliardi registrato a dicembre.

Solo mercoledì sono stati prelevati o trasferiti con operazioni online 300 milioni, il livello più alto mai segnalato in un solo giorno dall'accordo del 20 febbraio tra Atene e l'Eurogruppo. «A causa della perdita di slancio dell'economia (e l'andamento delle finanze pubbliche) e il minimo progresso dei negoziati, riteniamo che il rischio di dover imporre restrizioni ai pagamento esterni e interni è aumentato significativamente», si legge nell'analisi di Barclays. 

Da il Sole 24 ore:

Atteso anche su forte rialzo sui rendimenti dei titoli ellenici da 10 e 30 anni. Quanto al rischio che la situazione sfugga di mano e si arrivasse ad una Grexident, un  uscita dall'euro causale da parte della Grecia, «continuiamo a pensare che non vi siano gravi rischi di contagio per i paesi e le banche del resto dell'eurozona». E questo grazie a tutta la nuova impalcatura messa in piazza da Eurolandia e Bce dal 2007 ad oggi, dal fondo salva-stati, all'Unione bancaria, alle misure di stimolo della Bce, Qe in primis.
Allargando l'orizzonte allo stato dei negoziati tra Atene e l'Ue, la banca li giudica «insoddisfacenti». Il tutto a fronte di un deterioramento del bilancio di Atene. Le cifre ultime cifre pubblicate dalla Banca centrale ellenica parlando di un rosso della bilancia dei pagamenti di 684 mln a gennaio e febbraio, rispetto ai 139 mln di surplus registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Inoltre, il ministero delle Finanze greco ha fatto sapere lunedì scorso che l'avanzo primario è pari allo 0,3% del pil, contro un obiettivo del 1,5% concordato con l'Ue. La strada dunque è in salita e l'unico modo per renderla meno faticosa è che il governo presenti un'agenda completa e chiara delle riforme necessarie per trovare un accordo con l'Ue al più presto e permettere l'esborso dei 7,2 mld necessari per ridare ossigeno alle casse statali e alle banche
Il governo greco ha sufficiente liquidità fino al prossimo 8 aprile. Lo riferisce il Frankfurter Allgemeinen Sonntagszeitung, edizione domenicale del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, in base a calcoli interni della Commissione europea. Secondo il Frankfurter Allgemeinen Sonntagszeitung, per la Commissione europea la situazione greca sarà «critica» a partire dal 9 aprile, quando Atene dovrà restituire al Fondo monetario internazionale 467 milioni di euro. 

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