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"Turchia e Usa: fuori dalla Siria subito!" Dichiarazioni del Peace Committee of Turkey e del Syria Solidarity Movement

 
 
 
Grande  è la confusione di questi giorni.

 
Un pezzo della Siria, la regione di Afrin, è bombardato dalla Turchia che con l’operazione Ramo d’ulivo (sic) attacca con i suoi fanti di terra, il cosiddetto Esercito siriano libero-Esl - la cui storia è intrecciata anzi indistinguibile da quella dei gruppi terroristi.


Nei tentativi turchi e statunitensi, apparentemente su fronti opposti, di balcanizzare la Siria per ragioni egemoniche, forse ci sarebbe stato modo di non fornire a Erdogan la scusa ufficiale di aggredire la Siria. Giorni fa ai curdi di Afrin la Russia aveva  proposto protezione contro gli attacchi turchi, chiedendo in cambio che solo l’esercito siriano controllasse la frontiera, e che i curdi lasciassero cadere il progetto degli Stati uniti di creare un altro esercito di frontiera.
 




Qui di seguito i comunicati del Syria Solidarity Movement (internazionale) e del Peace Committee of Turkey.
 
Marinella Correggia per Sibialiria

 
http://www.syriasolidaritymovement.org/
 
Turchia e Usa: fuori dalla Siria subito!
21 gennaio 2018
 
La Turchia ha annunciato un’incursione militare il cui obiettivo dichiarato è allontanare le forze curde dalla sua frontiera meridionale con la Siria e creare una zona cuscinetto di 30 chilometri dentro la Siria.
 
Il Syria Solidarity Movement denuncia con forza questa aggressione e l’illegale decisione turca, chiedendo l’immediato ritiro delle truppe turche dalla Siria.
 
In un’altra dichiarazione abbiamo sottolineato come gli Stati uniti abbiano dichiarato l’intenzione di occupare indefinitamente la parte della Siria a est dell’Eufrate dotandola di un esercito per procura di 30.000 combattenti, con terroristi riciclati.
 
Il Syria Solidarity Movement porta all’attenzione dei governi, degli organismi internazionali come le Nazioni unite, delle organizzazioni per la pace, e delle persone di buona volontà in tutto il mondo il fatto che Stati uniti e Turchia violano incessantemente il diritto internazionale e devono essere obbligate a ritirarsi dal territorio siriano.
 
La sovranità della Siria e quella di tutti i paesi del mondo vanno rispettate senza interruzioni.
 
I tentativi di balcanizzare la Siria da parte della Turchia e degli Stati uniti sono completamente inaccettabili. Tali tentativi di frammentare uno Stato nazione, un membro storico delle Nazioni unite, potrebbero facilmente portare a una più ampia guerra regionale e perfino condurre a una conflagrazione globale fra grandi potenze.
 
A questo scopo, chiediamo a singoli, organizzazioni e governi di prendere le misure appropriate per far pressione su Usa e Turchia affinché abbandonino le rispettive occupazioni illegali della Siria e siano ristabilite relazioni diplomatiche con il legittimo governo della Siria.

 

Dichiarazione del Peace Committee, Turchia
http://www.wpc-in.org/statements/no-foreign-intervention-syria
NO ALL’INTERVENTO STRANIERO IN SIRIA!
21 gennaio 2018
 
L’operazione di Afrin da parte delle Forze armate turche (Tsk) non ha nulla a che vedere con i nostri interessi nazionali. Questa operazione è un nuovo atto degli interventi contro la sovranità della Siria da parte del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp).

Gli attacchi da parte di forze reazionarie sponsorizzate dall’imperialismo hanno provocato in Siria un bagno di sangue e causato lo spostamento di milioni di siriani a partire dal 2012. Le bande jihadiste sono state in gran parte respinte, ma i recenti sviluppi sono la dimostrazione del fatto che tutte le potenze sono nemiche della stabilità e della pace in Siria.

La liquidazione dello Stato islamico non è stata sufficiente; appare evidente che non sarà possibile arrivare alla pace finché il popolo siriano non assumerà il pieno controllo del paese e tutte le potenze estere si ritireranno.

L’attacco da parte della Turchia con l’assenso di Stati uniti e Russia è illegittimo, rafforza la spartizione della Siria al servizio dell’imperialismo. Il discorso antistatunitense dell’Akp è totalmente demagogico.

Una escalation del nazionalismo e dello sciovinismo accompagna l’intervento dell’esercito turco in Siria, il bellicismo è in crescita e si cerca di legittimare la guerra con il discorso religioso. E’ necessario respingere questa politica, divisiva non solo per la Siria ma anche per la Turchia.

Diverse entità sostenute dagli Stati uniti sono additate come minaccia. Tutti i tentativi statunitensi sono minacce estremamente serie contro tutti i popoli della regione, in particolare quelli della Siria e della Turchia. Tutte queste politiche spianano la strada all’imperialismo, e sono anti-popolari.

E’ necessario che si ponga fine a tutti gli interventi stranieri in Siria immediatamente e incondizionatamente: l’imperialismo e le potenze dovrebbero lasciare che la Siria e il popolo siriano possano decidere autonomamente del proprio futuro.

Chiediamo a tutti i popoli vicini e amanti della pace di unirsi contro l’imperialismo e di reagire.


Peace Committee of Turkey
 
 
 
 
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