Ucraina: nuove intimidazioni sul caso Rocchelli

L'Ambasciatore italiano a Kiev Davide La Cecilia convocato dal Ministro degli interni ucraino sulla detenzione di Vitalij Markiv. “Crediamo che alla fine il giudice toglierà di mezzo accuse infondate nei confronti del cittadino ucraino Vitalij Markiv”

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di Maurizio Vezzosi
 
 
Lo scorso 24 Maggio Davide La Cecilia, capo della missione diplomatica italiana a Kiev, è stato convocato dal Ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov riguardo la detenzione di Vitalij Markiv, comandante della Guardia Nazionale ucraina accusato dell'omicidio di Andrea Rocchelli, del suo interprete Andrej Mironov e del grave ferimento del giornalista francese William Roguelon, rimasto invalido a vita. Andrea Rocchelli è stato il primo corrispondente a venir ucciso durante la guerra civile ucraina, guerra che prosegue ininterrotta da quattro anni.
Non senza sadismo, il Ministro dell'Interno dell'Ucraina ha scelto di convocare l'Ambasciatore La Cecilia in occasione del quarto anniversario della morte di Andrea Rocchelli, ucciso nel pressi di Sloviansk (Ucraina orientale) il 24 Maggio del 2014.

“Crediamo che alla fine il giudice metterà i puntini sulle “i”, togliendo di mezzo insinuazioni ed accuse infondate nei confronti del cittadino ucraino Vitalij Markiv”. Queste alcune delle parole di Avakov riportate dal sito del Ministero dell'Interno dell'Ucraina.  Durante l'incontro il Ministro ha consegnato all'Ambasciatore una dichiarazione in cui vengono riassunti i noti argomenti utilizzati dal governo ucraino rispetto al caso Rocchelli ed alla guerra civile, guerra che naturalmente, continua ad essere rappresentata come un'invasione russa.

Nei dieci mesi di detenzione preventiva di Vitalij Markiv, il governo ucraino ha usato pressoché ogni strumento per condizionare il corso della vicenda: a tale scopo, oltre a gettare fango su chiunque abbia osato impicciarsi del caso - e sullo stesso Andrea Rocchelli, “colpevole” di essere un corrispondente di guerra -  il governo ucraino non ha mancato di mobilitare gruppi di neonazisti – come la nota formazione C-14 – allo scopo di organizzare manifestazioni e presidi anche a ridosso dell'Ambasciata italiana a Kiev. Con gli stessi intenti nei mesi scorsi sono stati organizzati presidi analoghi anche in Italia, benché durante lo svolgimento di alcuni di questi fossero presenti i soli organizzatori.

A pochi giorni dall'udienza preliminare, conclusasi con il rinvio a giudizio per Vitalij Markiv, la convocazione dell'Ambasciatore La Cecilia appare come l'ennesimo atto deliberato di intimidazione nei confronti della missione diplomatica e delle istituzioni italiane a ridosso della prima udienza del processo. Per il momento la Farnesina non ha rilasciato alcun tipo di commento sulla vicenda.
 

Fonte: Ministero dell'Interno dell'Ucraina
 

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