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USA: legislatori bipartisan chiedono al Pentagono di smettere di acquistare dalla Turchia componenti degli F-35

 

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Continua lo scontro in seno alla NATO tra Stati Uniti e Turchia sulla questione S-400. I sistemi antimissile di fabbricazione russa acquisiti da Ankara. Gli Stati Uniti per rappresaglia hanno deciso di escludere la Turchia dal programma F-35. Però intanto il paese continua a produrre parti fondamentali del caccia e lo farà almeno fino al 2022. Infatti, nonostante la pandemia la Turchia ha continuato la produzione, mentre altri produttori si sono praticamente fermati. 

 

Un gruppo bipartisan di legislatori, quindi, ha deciso di sollecitare il il Pentagono a smettere più rapidamente di acquistare componenti dei caccia F-35 dalla Turchia. Questi deputati, sia democratici che repubblicani, si sono lamentati in una lettera al segretario alla Difesa Mark Esper, il 6 luglio, lamentando il fatto che i piani del Pentagono di acquistare parti dalla Turchia nel 2022 hanno ridotto la pressione degli Stati Uniti. 

 

Gli Stati Uniti hanno ufficialmente rimosso la Turchia dal programma multinazionale nel 2019 per via dell’accordo con la Russia per i sistemi S-400 e hanno terminato l'addestramento sul jet per i piloti turchi. Inoltre, il National Defense Authorization Act del 2020 ha vietato il trasferimento di velivoli F-35. Mentre Ankara afferma che avendo già acquistato e pagato i velivoli stealth deve riceverli ugualmente. 

 

Ma a gennaio il Sottosegretario alla Difesa per l'acquisizione e il sostegno di Ellen Lord ha detto ai giornalisti che avrebbe consentito al primo appaltatore Lockheed Martin e al costruttore di motori Pratt & Whitney di onorare gli obblighi contrattuali esistenti con i produttori turchi per i componenti dell'F-35. Ciò significa che Lockheed riceverà parti turche fino alla fine del lotto 14, con gli aerei destinati a essere consegnati ai clienti nel 2022, scrive Defense News.

 

I produttori turchi sono coinvolti nella costruzione di oltre 900 parti per l'F-35 e funzionari del Pentagono hanno dichiarato a novembre di aver trovato fornitori sostitutivi per quasi tutti i componenti in questione. Il trasferimento della produzione dalla Turchia agli Stati Uniti costerebbe oltre 500 milioni di dollari. 

 

"Sulla base delle recenti rivelazioni, è chiaro che il Pentagono non sta seguendo la propria linea temporale o l'intenzione del Congresso in questa materia", si legge nella lettera. “La invitiamo a riesaminare l'attuale approccio e ad agire per garantire una rapida rimozione della Turchia dalla linea di produzione, come richiesto dalla legge”. 

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