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Venezuela, "Perché i media non vi mostrano lo 'statuto di transizione' adottato da Guaido'?"

 

Ecco cosa accadrebbe immediatamente all'azienda di stato petrolifera venezuelana se il golpe dovesse avere successo

 

Affermano di voler riportare la democrazia in Venezuela. In realtà vogliono rovesciare Maduro attraverso un golpe per installare a Caracas un governo di stampo pinochettista. Fascista dal punto di vista politico e neoliberista in economia. Con l’oligarchia che già pregusta di poter tornare a banchettare con i proventi delle ingenti risorse naturali del Venezuela come avveniva prima della Rivoluzione Bolivariana. 

 

Una serie di tweet della giornalista Inna Afinogenova smaschera Juan Guaidò e la cricca di golpisti venezuelani teleguidata da Washington. 

 

I golpisti venezuelani citano l’articolo 233 della Costituzione venezuelana come appiglio legale per l’autoproclamazione di Juan Guaidò a presidente. 

 

Partendo da questo assunto, la giornalista russa nota che il ‘presidente’ Guaidò dovrebbe restare in carica per un lasso di 30 giorni. Il tempo di convocare nuove elezioni. Secondo il dettato costituzionale. 

Invece, i golpisti, nello statuto di transizione adottato dall’Assemblea Nazionale da loro controllata che se questo tempo non dovesse essere sufficiente, il compito andrebbe affidato a un governo di unità nazionale che dovrebbe risolvere la questione entro 12 mesi. Con il presidente ‘incaricato’ che viene confermato nell’incarico fino alle elezioni. 

 

Regime di transizione, così come per la compagnia petrolifera statale PDVSA. Insieme a una Costituzione ‘transitoria’ tagliata e cucita sui Pinochet 2.0 venezuelani direttamente in quel di Washington. 

 

A questo punto Inna Afinogenova si chiede: ci saranno altri paesi pronti a dare ultimatum a Guaidò affinché convochi le elezioni?

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