Vincolo esterno e Italia: cronaca di un suicidio economico

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La Russia ha chiuso i rubinetti del gas a Polonia e Bulgaria che non hanno pagato le forniture di gas in rubli come richiesto¹.
Di conseguenza, stamattina le quotazioni del gas naturale sono salite a 119,75 €/MWh, un aumento del 16% rispetto a ieri (con punte in apertura del 24%)¹.
 
Intanto 4 fornitori di gas europei hanno già pagato in rubli e 10 fornitori hanno aperto un conto presso Gazprombank per adeguarsi al nuovo sistema di pagamento richiesto da Mosca².
 
Con sommo sprezzo del ridicolo, Muller della BCE ci fa sapere che il rischio di una recessione nell’Eurozona è estremamente basso.
 
La Von Der Leyen intanto grida al ricatto davanti allo stop alla fornitura di gas da parte della Russia³.
 
La poveretta evidentemente pensava che la guerra (in cui ci sta trascinando insieme a USA e NATO) e le sanzioni fossero un gioco.
 
E mentre la Duma chiede di sospendere l’export di gas verso tutti quei Paesi ostili alla Russia, il Governo italiano, contro la volontà della maggioranza della popolazione e contro la Costituzione, sta valutando il terzo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina in cui fornirebbe, per la prima volta, cingolati e artiglieria pesante.
 
L’Italia è uno dei Paesi maggiormente dipendenti dal gas russo. Così come la Germania.
 
L’Unione Europea, gli USA e la NATO ci stanno costringendo al suicidio economico e sociale facendoci combattere una guerra per procura che a noi non riguarda e che ci danneggia pesantemente.
 
Ancora una volta il problema l’Italia dimostra di averlo in casa con una classe politica che non ha fatto altro che rafforzare lo status di colonia eseguendo tutti gli ordini provenienti dai vincoli esterni a cui ha svenduto il Paese.
 
 
 

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Gilberto Trombetta

Gilberto Trombetta

43 anni, giornalista politico economico e candidato Sindaco di Roma con la lista Riconquistare l'Italia del Fronte Sovranista Italiano

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