"Ai giovani dell'Erasmus: non disprezzate noi nonni che abbiamo passato una vita a lottare per quei diritti e democrazia che vi stanno togliendo"

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di Giorgio Cremaschi
 
Immaginatevi cosa sarebbe successo se in Gran Bretagna avesse vinto il SI alla UE e quelli del NO avessero chiesto di rivotare, magari affermando come gli ultimi giorni della campagna fossero falsati dal clima creatosi dopo l'assassinio terrorista di Cox. Sarebbe venuto giù lo scandalo, non sapete perdere, siete antidemocratici sarebbero state le accuse più gentili che avrebbero percorso i massmedia. Invece il SI alla UE ha perso e dunque bisogna rivotare. La campagna della paura organizzata dai poteri economici sconfitti sulla Brexit, dichiara il suo primo obiettivo: riportare gli incauti britannici alle urne e fargli cambiare idea a suon di minacce. 

Non è una novità. Anche con i greci la Unione Europea ha fatto lo stesso. Lì non hanno avuto bisogno di organizzare false raccolte di firme, i sondaggi falsi invece li avevano fatti, perché il governo stesso di quel paese ha deciso di non rispettare il voto del suo popolo. Cameron invece pare intenzionato a rispettarlo, anche se a questo punto non ne sarei così sicuro. In ogni caso gli sconfitti dal voto han lanciato la campagna del rivoto: non vale che abbiamo perso, si rigioca.

La stampa di regime, cioè praticamente tutta qui da noi, esalta due milioni firme raccolte in due giorni. Ma si rendono conto che è una balla grande come gli Exit Poll? Secondo me lo sanno benissimo che in così poco tempo è materialmente impossibile raccogliere tante firme autentiche, sulla precisa e uniforme richiesta di rifare il referendum. Ma l'ordine di scuderia è quello, si deve sostenere che il pronunciamento contro l'Unione è una follia momentanea, colpa dei migranti e non della UE dicono fogli progressisti, si deve far rivotare il popolo una volta che sia rinsavito.

Insomma il voto contro la UE non è ammesso e se per caso scappa non vale. Il ministro delle finanze tedesco Schauble un anno fa rivolto alla Grecia lo aveva detto: è inutile che i popoli votino, le regole europee non cambiano. Dunque in un eventuale prossimo referendum in GranBretagna o in qualsiai altro paese europeo sarà chiarito che vale solo il SI alla Unione e che chi per pazzia mettesse la sua croce sul NO si vedrebbe in ogni caso annullato il voto. 

In queste ore le minacce del rivoto vengono rivolte a tutti i popoli europei, sottoposti alla campagna della paura. In Spagna il primo ministro di destra si scaglia contro Podemos usando il terrorismo psicologico pro UE scatenato sulla Gran Bretagna. C'è davvero da aver paura di un regime che reagisce con tanta violenza e intolleranza non appena lo si metta in discussione.
 
È vero che contro l'Unione Europea ci sono anche forze fasciste, ma è altrettanto e pericolosamente vero che il potere della UE minaccia e nega i principi fondamentali della democrazia.

PS : ai giovani dell'Erasmus mi permetto di suggerire di tenere conto un poco di noi nonni che abbiamo passato una vita a lottare per quei diritti e quella democrazia che ora vediamo cancellati nel nome del mercato. La puzza di marcio e di bruciato noi la sentiamo subito.

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