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Think-tank inglese: la maggior parte dei ribelli anti-Assad in Siria hanno stessi obiettivi dell'Isis.

 

Dal Guardian il rapporto del Centre on Religion and Geopolitics: "i tentativi attuali dell'Occidente di distinguere fra ribelli 'moderati' ed 'estremisti' sono destinati a fallire"

 
Quello che sull'Antidiplomatico leggete da mesi, trova ora conferma da un think tank, il Centre on Religion and Geopolitics gestito da una fondazione di Tony Blair, e viene ripreso dal Guardian. Più della metà dei combattenti ribelli in Siria che si oppongono al presidente Bashar al-Assad sono in sintonia con l'Isis, si legge nel rapporto. 
 
Il think tank in questione rileva come gli sforzi per spazzare via l'Isis in Siria e in Iraq non esauriscono affatto la minaccia globale da gruppi jihadisti perché gli obiettivi sono comuni tra i combattenti siriani di tutte le bande.
 
Almeno 15 diversi gruppi e 65.000 combattenti riempirebbero subito il vuoto di una sconfitta dell'Isis in Siria ed Iraq.  Circa il 60% dei combattenti in fazioni ribelli in Siria, infatti, si identificano con l'ideologia religiosa e politica del gruppo terroristico, ha aggiunto.
 
Il think tank, gestito dalla Faith Foundation Tony Blair, dichiara che: "I rischi di un fallimento strategico sono enormi e non bisogna concentrarsi solo sull'IS. La sua sconfitta militare non sconfiggerà il jihadismo globale. Non possiamo bombardare una ideologia, ma la nostra guerra è ideologica”.
 
All'incirca 100.
000 combattenti dei cosiddetti gruppi 'ribelli' - piu' o meno un terzo del totale - condividono l'ideologia dell'ISIS,. Il maggior pericolo per la comunita' internazionale - afferma il rapporto - e' costituito da gruppi che condividono l'ideologia dell'ISIS ma che attualmente vengono ignorati.
 
E qui l'ecatombe della strategia degli Usa e quindi dell'Ue: i tentativi attuali dell'Occidente di distinguere fra ribelli 'moderati' ed 'estremisti' sono destinati a fallire, si sottolinea, perche' raramente i gruppi stessi fanno una distinzione di questo tipo.
 
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Quindi per ricapitolare: i punti di riferimento sul campo della faticente coalizione occidentale che sta bombardando in Siria (senza il consenso del legittimo governo) e in Iraq, i cosiddetti “ribelli moderati”, hanno la stessa visione del mondo dell'Isis. I ribelli "moderati", quelli per intenderci che i vari Obama (e quindi Gentiloni-Mogherini) vorrebbero per un futuro saudita della Siria, dopo essere stati armati, finanziati e supportati dagli Stati Uniti si sono perlopiù venduti ad Al-Nusra (Al-Qaeda).
 
Uno ad uno, dopo l'intervento russo, tutti i castelli di menzogne costruiti dall'occidente stanno crollando. 
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