Perché proprio ora Londra commemora il "primo" ufficiale britannico morto in Ucraina?

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Perché proprio ora Londra commemora il "primo" ufficiale britannico morto in Ucraina?


di Francesco Santoianni

Ha fatto il giro del mondo il comunicato del governo di Londra che annunciava la morte del “primo militare britannico, in servizio attivo, morto durante la guerra in Ucraina: il vice-caporale George Hooley (in) “un tragico incidente durante l'osservazione di test di nuove capacità difensive ucraine, lontano dalla linea del fronte, e non per fuoco ostile”.

In realtà, George Hooley non è il primo ma l’ultimo di una lunga serie di militari britannici uccisi dai russi. Ad esempio: i numerosi ufficiali NATO morti, nella notte tra l’8 e il 9 marzo 2023, in un bunker sotterraneo nei pressi di Kiev colpito da un missile ipersonico russo Kinzhal; quelli morti il 1° dicembre 2024 in una base NATO sotterranea nei pressi della città di L’vov; quelli morti, qualche giorno dopo, nei pressi della Moldavia in un treno diretto ad Odessa pieno di missili….

Tutte notizie smentite dai governi occidentali - e, ça va sans dire, dai loro media (con qualche lodevole eccezione) - che hanno sempre negato la presenza di militari USA in Ucraina. Anche davanti all’evidenza, come dopo la liberazione dei sotterranei delle acciaierie Azovstal. Qui, nel giugno 2022, i russi dichiararono di aver ritrovato, oltre a cadaveri cremati e altri stipati in celle frigorifere, piastrine metalliche che attestavano la presenza di militari USA uccisi, proponendo una inchiesta internazionale, basata anche sull’analisi del DNA, finalizzata anche alla restituzione dei corpi alle rispettive famiglie.

Proposta, ovviamente, caduta nel vuoto anche perché, qualche settimana prima, considerata l’imminente presa delle acciaierie Azovstal , qualcuno aveva già fatto partire una preventiva campagna di intossicazione mediatica che “smentiva” la cattura nei pressi delle acciaierie Azovstal, dell’ammiraglio statunitense Eric Olson grazie ad una foto - risalente al marzo 2022,  scovata in aprile (non si sa perché e non si sa da chi) nell’archivio fotografico di Sputnik Images e che mostrava un prigioniero dei russi con la faccia seminascosta dal berretto avente una vaga somiglianza con quella di George Hooley.

Sì, ma allora perché ora il governo di Londra si sente in dovere di commemorare pubblicamente George Hooley? Verosimilmente, perché, considerando che la “soluzione” che oggi confusamente propone la “coalizione dei volenterosi” (Regno Unito, Francia, Germania) è è quella di inviare proprie truppe in Ucraina, niente di meglio per preparare l’opinione pubblica, che dichiarare che i loro militari in Ucraina combattono già da anni.

 E che George Hooley non è morto invano.

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