La "contesa diplomatica è in corso", mentre a Gaza si muore di freddo allagati

1743
La "contesa diplomatica è in corso", mentre a Gaza si muore di freddo allagati


di Michelangelo Severgnini

Lo scorso sabato 6 dicembre abbiamo trasmesso in premiere sul canale YouTube dell’AntiDiplomatico, il quinto e nuovo episodio del film in progress, con il titolo “Gaza ha vinto”.

48 minuti di video e audio originali registrati con i telefonini dei nostri ragazzi a Gaza. Una narrazione dal basso, un’auto narrazione, un laboratorio orizzontale tanto unico da sfuggire ai radar di qualsiasi canale, agenzia o redazione in Italia.

Beh, per chi se lo fosse perso, noi consigliamo la visione, anche perché in coda, al termine del documentario, ci sono gli interventi di alcuni graditissimi ospiti, come Loretta Napoleoni, Diana Carminati e Wasim Dahmash, oltre a quelli degli autori, che intervengono sul tema dell’evento: “Dal restiamo umani al restiamo utili”.

Crediamo di aver dato vita ad una discussione coraggiosa, franca, senza filtri e, possibilmente, senza propaganda. Uno stile che ci piacerebbe sperimentare anche altrove.

RIVEDI: "Gaza ha vinto". Dal restiamo umani al restiamo utili


Ma veniamo a Gaza. Si è parlato ancora molto di fase 2 in questi giorni, con alcune sparate e colpi ad effetto che dimostrano quanto il tiro alla fune sia in corso e la battaglia diplomatica all’interno delle larghe maglie del piano Trump stia cominciando ad infuriare.

Come sappiamo da tempo, il piano si regge su una grossa sfida, che molti vedono, appunto, come un bluff: il ritiro di Israele da Gaza e il disarmo di Hamas insieme come premesse alla ricostruzione. Ma entrambe le parti contano di ottenere la resa dell’altro senza recedere dalle proprie posizioni. Comunque, essere arrivati a questo punto, è una vittoria per Gaza. Ma non è ancora garanzia di nulla.

Il capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir, durante una visita per incontrare i riservisti israeliani nel nord di Gaza, ha affermato in questi giorni che “la ‘linea gialla’ è una nuova linea di confine, che funge da linea difensiva avanzata per le nostre comunità e da linea di attività operativa”. Il governo israeliano ha rifiutato di commentare.

Il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, sull’uscita del generale israeliano ha commentato: “mi sembra contraria allo spirito e alla lettera del piano di pace di Trump. Siamo fermamente contrari a qualsiasi modifica dei confini tra Gaza e Israele”.

In effetti al momento Israele controlla il 58% della Striscia, ha costruito nuovi avamposti di cemento lungo la “linea gialla” per fortificare le proprie posizioni e l'ha dichiarata confine letale, anche se non è sempre chiaramente segnalata e sarebbe in vigore un cessate il fuoco. I soldati hanno ripetutamente ucciso palestinesi accusati di averla attraversata, compresi bambini piccoli. Nel corso della puntata sentiremo una testimonianza di un eccidio israeliano sul confine con la zona gialla.

I dissuasori in cemento posizionati per segnare alcuni tratti della linea sono stati utilizzati anche per espandere l'occupazione militare israeliana di Gaza. Le immagini satellitari mostrano che alcuni indicatori sono stati posizionati centinaia di metri oltre il confine concordato sulle mappe del cessate il fuoco.

I sogni proibiti di Israele dunque al momento sono questi: mantenere il controllo del 58% di Gaza o chissà lentamente espanderlo.

La pulizia etnica di Gaza è tuttora in corso, sostengono molti. Tra questi Francesca Albanese, special rapporteur delle Nazioni Unite sulla Palestina, che in questi termini si è espressa durante il “Doha Forum” in Qatar, nei giorni scorsi.

Alla stessa conferenza internazionale si è espresso il padrone di casa, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman, primo ministro del Qatar, il quale ha affermato: “Il cessate il fuoco a Gaza è arrivato a un momento critico”.

Da quando è in vigore la tregua, oltre 360 palestinesi sono rimasti uccisi.

Trump ha annunciato che il “Board of Peace”, il Consiglio di Gaza che dovrà supervisionare la fase 2, sarà operativo entro la fine dell’anno.

Per ora si sa solo che Turchia ed Egitto hanno messo il veto su Tony Blair e quindi gli daranno forse solo un strapuntino come consulente. Qualcuno a porre le condizioni c’è.

Nel frattempo Bassem Naim, membro dell’ufficio politico di Hamas, ha fatto sapere che il movimento è pronto a prendere in considerazione l’ipotesi di congelare e depositare le armi da qualche parte sotto la supervisione delle forze internazionali. 

Queste forze internazionali però, secondo indiscrezioni, avranno solo il compito di presidiare il confine tra Gaza e Israele.

Quindi non di controllare l’interno della Striscia.

Quindi non di disarmare Hamas.

Quindi di far indietreggiare Israele al di fuori dei confini reali della Striscia. 

Come si può vedere, gli estremi di questa curva di possibilità sono lontanissimi. La contesa diplomatica è in corso, mentre a Gaza si muore di freddo allagati sotto la pioggia.

Ma i termini del tiro alla fune sono questi. Noi dobbiamo restare vigili. E restare utili.


VEDI LA PUNTATA QUI: 



“Radio Gaza - cronache dalla Resistenza”, ogni giovedì alle 18, sul canale YouTube dell’AntiDiplomatico, è un programma a cura di Michelangelo Severgnini e Rabi Bouallegue.

 

La campagna “Apocalisse Gaza” arriva oggi al suo 175° giorno, avendo raccolto 122.004 euro da 1.553 donazioni e avendo già inviato a Gaza valuta pari a 121.465 euro.

 

Per donazioni: https://paypal.me/apocalissegaza

C/C Kairos aps IBAN: IT15H0538723300000003654391 - Causale: Apocalisse Gaza

FB: RadioGazaAD

 




Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico” di Michelangelo Severgnini Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti